Silvana Amendolara: e ritornammo a rivedere le stelle a Firenze

Scritto da , 13 Aprile 2020
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Aria pulita e il rammarico di non poter attraversare quelle vie deserte dove si è scritto il destino universale dell’umanità

Di SILVANA AMENDOLARA

“La sicurezza non è mai esistita. Nessuno ha mai saputo cosa avrebbe trovato dietro l’angolo “(frase attribuita a Theodore Roosevelt). La mia amica giornalista, la vulcanica Olga Chieffi, mi chiede di scrivere qualcosa da Firenze, in questo momento così particolare. Le dico “beh, guarda che sono a casa, quindi non ho molto da dire”. Ma lei insiste e a me l’idea piace, per cui eccomi qua. Sono a Firenze, certo. E, lo dico per il sindaco Nardella, sono a casa. Tra l’altro, una passeggiatina in centro può costarti 400 euro, cioè una settimana di spesa biodinamica, dieci bottiglie su Tannico, carne e pesce per un paio di settimane ed una spesa da Eataly. Come ho potuto imparare in queste settimane di progressivo distacco da famosa affollata catena di supermercati francesi e dalle loro arance sudafricane. Che, oggi lo posso dire impunemente, non mi mancano neanche un po’. Mi manca invece il bar di Daniele, un altro campano, locale molto carino, un punto di ritrovo apprezzato   aperto da soli due anni. E la pizza di “‘o cor ‘e napule” per me la migliore di Firenze. Per gli altri negozi, poca nostalgia. I veri “must have” sono l’ossigeno e l’acqua pulita: ecco, anche a Firenze l’aria è molto migliorata e la notte le stelle si vedono! Certo, dispiace molto non poter godere la vista inedita di piazza della Repubblica deserta, del Duomo più bello che mai senza decine di persone a farsi un selfie, fiorentini incazzati che sfrecciano in bici tra la folla, venditori di atroci paccottiglie, camerieri e commessi che invitano ad entrare, valanghe di gente che ingozza pizza al taglio seduta ai tavolini accanto ai marciapiedi.  Dispiace tanto che, proprio ora che si potrebbe entrare all’Accademia, agli Uffizi o a Palazzo Medici Riccardi, ed ammirarne in tutta calma i tesori, non è consentito. Ma quando lo sarà, saremo comunque costretti ad entrare a piccoli gruppi, e sarà un privilegio. Nel frattempo, vi consiglio di prepararvi al ritorno visitando la mostra virtuale “il racconto della Pasqua”, sul sito www.uffizi.it. un preludio a quella sinfonia stordente che ci accoglierà quanto prima.

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