Sigilli alle ville de ‘o tabaccaro

Scritto da , 8 febbraio 2017

Pina Ferro

Sequestrato il patrimonio immobiliare delle donne del boss Alessandro Stabile detto “O’ tabaccaro”. I carabinieri del comando provinciale di Salerno, ieri mattina, hanno apposto i sigilli a due immobili per un valore di 500 mila euro di proprietà di Pierina Lamberti e Alfonsina Stabile rispettivamente moglie e figlia di Alessandro Stabile, deceduto il primo gennaio del 2016. Gli immobili in questione, una villa ed un appartamento si trovano sul territorio del comune di Eboli e di Giffoni Valle Piana.  Nel  dettaglio sono stati sequestrati e confiscati una villetta su due livelli con annesso giardino sita ad Eboli di proprietà di Pierina Lamberti ed una quota indivisa del 50% di un’abitazione ubicata a Giffoni Valle Piana intestata ad Alfonsina Stabile. Alessandro Stabile era un personaggio noto alle forze dell’ordine  per i reati di contrabbando, spaccio di sostanze stupefacenti, porto abusivo di armi ed estorsioni aggravate dal metodo mafioso. Stabile era ritenuto vicino al clan camorristico “Maiale”  operante nella Piana del Sele e referente per altri sodalizi criminali della Piana del Sele e dei Picentini.

L’indagine che ha portato alla confisca degli immobili è nata a seguito della verifica dell’esistenza di un’ampia differenza tra i redditi delle due donne e i beni in loro possesso. Effettuate tutte le verifiche documentali del caso è emerso che i beni immobili di cui disponevano la moglie e la figlia del boss non potevano essere il frutto dei propri guadagni lavorativi. I redditi delle stesse non avrebbero mai potuto consentire l’acquisto di beni di tale valore. Quindi di conseguenza, la villa e l’appartamento è stato ricondotto alle attività illecite svolte dall’uomo quando era in vita. Attività che erano ben note alle forze dell’ordine. Infatti, già prima del decesso l’attenzione dei carabinieri era stata focalizzata proprio sul patrimonio di Alessandro Stabile. Patrimonio ereditato dalla moglie e dalla figlia. A seguito della morte dell’uomo anche l’attività investigativa ha focalizzato l’attenzione sulle due donne ed i beni ereditati.

 

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