«Siamo del clan Galasso paga o salti in aria»: arrestati in quattro

Scritto da , 20 ottobre 2017

Pina Ferro

Evocando la propria appartenenza al sodalizio criminale Galasso – Fontanella attivo nell’area tra i comuni del Vesuviano e Castellammare di Stabia minacciavano gli imprenditori di pagare se non volevano saltare in aria. E di attentati tesi a convincere le vittime a sborsare quanto chiesto ne sono stati posti in atto diversi. Ieri mattina, i

carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore, supportati da quelli delle Compagnie di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno, su richiesta della Dda, a carico di quattro  persone. Sono finiti in carcere Marzio Galasso, 54 anni di Sant’Antonio Abate ma residente ad Angri e Aniello Bruno, 49 anni di Angri. Ristretti ai domiciliari Aldo Fluido Esposito, 58 anni di Castellammare ma residente a Pompei e Giovanni Galasso, di 30 anni figlio di di Marzio. Tutti e quattro sono indiziati, a vario titolo, di concorso in estorsioni tentate e consumate, aggravate dall’aver agito con metodo mafioso. Cinque le persone indagate e denunciate all’autorità giudiziaria, si tratta di M. L. di 54 anni di Sant’Antonio Abate, P. G. di 41 anni di Angri, G. M. di 60 anni di Angri, A. N. di 56 anni di Castel San Giorgio e V.C. di 69 anni di Angri.

Il provvedimento restrittivo eseguito all’alba di ieri, scaturisce da una complessa ed articolata attività investigativa coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Salerno e condotta dai Carabinieri della Sezione Operativa di Nocera Inferiore e della Tenenza di Pagani, che ha preso il via nel mese di febbraio del 2016 a seguito alla detonazione di un ordigno collocato a Sant’Egidio del Monte Albino presso un cantiere ove erano in corso i lavori di realizzazione di un centro medico polispecialistico. All’esito delle indagini é stato possibile acquisire fonti di prova integranti un quadro gravemente indiziario a carico dei quattro indagati in ordine a plurime condotte estorsive poste in essere in danno di imprenditori del settore edile ed immobiliare. Nell’dettaglio è emerso che alla base dell’avvertimento vi sarebbe una richiesta estorsiva,d circa 100.000 euro inoltrata, mediante varie visite al cantiere,  sia all’impresa esecutrice dei lavori, sia all’imprenditore committente.

Gli arrestati, evocando la loro appartenenza a al clan Galasso – Fontanella e non nascondendo, talvolta, la disponibilità di armi da sparo, erano soliti avvicinare le vittime presso i rispettivi luoghi di lavoro per poi avanzare in seconda battuta le indebite richieste di denaro. In particolare nel corso dell’indagine, oltre ad acclarare le responsabilità dell’attentato dinamitardo avvenuto con finalità estorsiva diretta nei confronti, sia dell’impresa esecutrice dei lavori che dell’imprenditore committente, si accertava che gli indagati avevano agito anche in danno di altri due imprese edili, una delle quali impegnata nella realizzazione di un cavalcavia ferroviario nel comune di Angri.

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