Si uccide per una delusione d’amore, tragedia a Torrione

Scritto da , 24 Agosto 2015
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E’ stato il nonno materno, Vincenzo Vessicchio, portatore della paranza di San Giuseppe, a correre per primo sul posto. Forse qualcuno lo aveva avvisato dopo aver sentito quel tonfo, ma il povero uomo si è trovato davanti una scena che non avrebbe mai voluto vedere. Il nipote Alfredo per terra privo di vita. “Correte correte”, ha implorato ai soccorritori della Croce bianca giunti sul posto immediatamente dopo la chiamata ma sapeva bene che non c’era più nulla da fare. La tragedia si è consumata ieri intorno alle 19 nel quartiere di Torrione: dal terzo piano del palazzo di via Santamaria, che fa da sponda con piazzetta Gloriosi, si è lanciato nel vuoto Alfredo Di Filippo, 33 anni, salernitano. Alfredo era conosciuto nel quartiere anche se per una delusione d’amore –si dice che la fidanzata l’avesse lasciato un anno fa- non usciva più di casa ed era sotto cure mediche. Una vicenda da cui non si era più ripreso. “Viveva solo per quella ragazza – si lascia sfuggire tra le lacrime una signora che lo conosceva bene, dopo che lo aveva lasciato non si era più lo stesso”. Alfredo amava molto i tatuaggi – erano la sua passione, tifoso della Salernitana, – e per tutti era davvero un bravo ragazzo. Alla notizia del tragico gesto – che ha fatto ben presto il giro della città – conoscenti e amici si sono precipitati sotto la sua abitazione per offrire immediato conforto alla famiglia. Alfredo viveva con i genitori, ma è bastato un attimo per compiere il folle gesto. Non sono stati trovati biglietti anche se per prassi è stato controllato anche il telefonino per vedere se ci fossero state telefonate prima del suicidio. Una folla di persone si è accalcata davanti il cancello dell’abitazione di Alfredo per vegliare quel corpo ricoperto dal lenzuolo bianco, in apparenza così vigoroso e forte alla vita, ma che sicuramente nascondeva una forte fragilità interiore. Sul posto sono intervenuti la polizia, la scientifica, i soccorsi della Croce bianca (i medici ne hanno potuto solo accertare il decesso) e si è atteso l’arrivo del magistrato ( per tutti i rilievi del caso nda) prima della rimozione della salma. Una domenica infernale per la famiglia Di Filippo. Anna Santimone

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