Si pente Alfonso Loreto. Gli intrecci tra camorra, politica e imprenditoria

Scritto da , 10 marzo 2016
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I familiari di  Loreto jr entrano nel programma di protezione testimoni: Alfonso Loreto, figlio di Pasquale, ha deciso di collaborare con la giustizia. Tremano i politici e gli imprenditori dell'Agro di cui, il giovane di casa Loreto, potrebbe svelare molti segreti. Arrestato lo scorso settembre è considerato un elemento chiave di un sodalizio criminale dedito agli omicidi, estorsioni e guerra tra bande.  Nel mirino degli inquirenti erano finiti quattro pregiudicati, affiliati al clan camorristico “Ridosso-Loreto” che opera a Scafati, in particolare nel settore delle estorsioni, dell’usura e nel riciclaggio di assegni bancari. In carcere oltre al 29enne Alfonso Loreto (figlio del boss Pasquale); il 43enne Alfonso Morello, il 29enne Luigi Ridosso e il 32enne fratello Gennaro. Tra gli indagati, figuravano, oltre allo stesso Pasquale Loreto, anche imprenditori. Tra le accuse però, spuntava un legame interessante con la politica locale: in quell'occasione infatti fu contestata l'estorsione ai danni della società che gestiva il servizio parcheggi a Scafati per cui – secondo gli inquirenti – il già consulente comunale Aurelio Voccia (poi indagato), pagò una tangente di 30mila euro. A quell'appuntamento c'era proprio Alfonso Loreto. Infatti era il periodo a cavallo tra il 2009 ed il 2010 quando su minaccia di Luigi Ridosso e Loreto jr, Aurelio Voccia consegnò, nel laboratorio di analisi di C.M., in una busta chiusa, i soldi. Ora potrebbe svelare i retroscena anche di quell'incontro, il figlio dell’ex boss poi pentito, Pasquale Loreto. Suo padre, attualmente considerato uno dei pentiti più affidabili della camorra, al vertice della nuova famiglia insieme a Pasquale Galasso e Carmine Alfieri, era legato alla primula rossa dell’organizzazione, Francesco Matrone alias “Franchino ‘a belva”.  Uscito dal programma di protezione testimoni, Alfonso rientrò a Scafati nel 2001 e subito iniziò la sua attività al fianco della famiglia Ridosso. Forte del nome di suo padre, Alfonso Loreto aveva l’ex boss della Nuova Famiglia come consigliere e guida. Il padre lo aveva messo sulla strada della famiglia Ridosso e il giovanissimo Alfonso fin da subito ha avuto un ruolo chiave nell’emergente clan Loreto-Ridosso negli anni compresi tra il 2005 ed il 2010. Ancora oggi era un elemento chiave del sodalizio.

LA DECISIONE

diaSi occupava della gestione degli appalti di pulizie presso varie aziende insieme ai suoi soci, gestiva il mercato delle slot e dei video poker non solo a Scafati ma in tutto l’Agro. Come suo padre, era un leader e aveva fatto dell’usura e dell’estorsione il suo pane quotidiano. Il figlio dell’ex boss era stato arrestato nel 2012 con l’accusa di detenzione di arma clandestina e munizionamento ma poi era tornato libero e finito nuovamente nei guai per estorsione: alla fine era in libertà grazie al decreto svuota carceri. Poi, dopo l'arresto, un cambio e ricambio di avvocati difensori, fino alla decisione di collaborare con la giustizia. Da circa dieci giorni si notava uno strano andirivieni dalle abitazioni di persone legate da vincoli di parentele con Alfonso Loreto. Bocche cucite da parte dei parenti che giustificavano le continue visite delle forze dell'ordine come interrogatori o consuete visite in carcere al loro noto parente detenuto. La realtà è balzata alla ribalta della cronaca solo in queste ore confermata da più parti, ora anche dai più stretti familiari. Loreto jr, dai più conosciuto come "Funzin", abitava nel quartiere Mariconda, in uno dei palazzi del complesso IACP, due le abitazioni occupate dalla sua famiglia, una al piano inferiore dove vi abitava la madre, ex compagna del padre Pasquale, con la sorella di Alfonso e l'altra al piano superiore dove abitava il neo pentito della mala locale. Alfonso Loreto dopo essersi separato con la moglie, risiedeva attualmente in uno degli stabili popolari di via Bernini, con la giovane compagna da cui aveva avuto due figli. Loreto Jr aveva avuto anche una figlia dall'ex moglie che attualmente risiede in centro e che circa una settimana fa sarebbe stata accompagnata ad un colloquio con l'ex marito per chiederle di entrare nel programma di protezione che tutela i familiari dei collaboratori di giustizia, ma la donna lo avrebbe rifiutato. Invece avrebbero accettato il programma di protezione la madre, la sorella e l'attuale compagna. Nei giorni scorsi in due diversi momenti sarebbero state accompagnate in località protette prima la madre con la sorella e dopo circa due giorni la compagna e i due figli di Alfonso Loreto. Il tutto sarebbe accaduto senza che i vicini si accorgessero di nulla. Niente sarebbe stato portato via dalle abitazioni se non l'auto trasportata nella notte dalle forze dell'ordine.

(VC)

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