Si inaugura Via dei Greci, i ‘No alle Fonderie’ contestano De Luca

Scritto da , 4 maggio 2016

Striscioni di protesta e urla a Salerno da parte di manifestanti, componenti del comitato ‘Salute e Vita’, presieduto da Lorenzo Forte, e del presidio permanente contro le fonderie Pisano capeggiato da Martina Marraffa, in occasione della inaugurazione del nuovo tratto stradale di via dei Greci a Fratte alla presenza del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e dell’imprenditore Gianni Lettieri. Manifestazioni organizzate per denunciare la situazione di degrado ambientale del territorio. Il governatore della Campania che ha effettuato un giro nel cantiere prima di allontanarsi da un’uscita secondaria mentre all’esterno continuava la manifestazione. Slogan sono stati diretti contro i rappresentanti delle istituzioni mentre qualcuno ha lasciato a terra l’immagine votiva di un uomo che, secondo i componenti dei comitati, sarebbe morto a causa dell’inquinamento provocato dalle Fonderie poco distanti dal tratto stradale inaugurato oggi nell’ambito dei lavori di realizzazione del centro commerciale Le Cotoniere. “Non la sentite la puzza che si respira? Siete tutti complici. Vergogna”, hanno urlato i presenti. “Loro – ha detto Lettieri – dovrebbero prendersela con le fabbriche che stanno ancora in vita. Qui è stata eliminata una fabbrica che tra l’altro non inquinava perché c’è un impianto di depurazione di tutto rispetto. La scelta dell’amministrazione è stata quella di realizzare al posto di una fabbrica un parco. Mi sembra davvero una protesta fuori luogo ma la delocalizzazione delle fonderie Pisano è comunque una cosa essenziale”. Martina Marraffa, ha ribadito le sue accuse, usando l’epiteto di ‘assassini’. “Sono venuti – sostiene Lorenzo Forte – a fare la campagna elettorale sulla nostra pelle”. Tra i manifestanti anche Rocco Marraffa, zio della presidente del comitato, presente con un manifesto con quelli che sono i morti nella sua famiglia. All’arrivo di De Luca, l’uomo ha urlato “Dovete soffrire come soffro io. Vergogna”

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