Sfiduciato per l’accoglienza. Amato: «Scelte frettolose»

Scritto da , 18 agosto 2014

di Andrea Pellegrino

Forse è uno dei simboli degli sbarchi salernitani dei profughi. Alfonso Amato, fino a qualche settimana fa sindaco di Sicignano degli Alburni, per «aprire le porte del suo Comune» ci ha perso la fascia tricolore. Sicignano degli Alburni, infatti, era una delle comunità che aveva risposto all’appello delle istituzioni, all’indomani dei primi sbarchi sul territorio salernitani. Proprio Amato aveva individuato una struttura per l’accoglienza dei profughi. Ma la sua proposta è stata bloccata sul nascere, con le dimissioni in blocco dei suoi consiglieri comunali.
Ora il comune è commissariato e per la nuova amministrazione occorrerà attendere le nuove elezioni che dovrebbero tenersi la prossima primavera. L’ex sindaco pare non demorda e dice: «Resterò a disposizione di tutti, cooperando come sempre per il bene comune. Fino a quando nostro Signore mi darà la forza necessaria». Quanto agli sbarchi salernitani, Amato dice:
«Voglio ringraziare sua Eccellenza il Prefetto di Salerno e il direttore della Caritas regionale, don Vincenzo Federico per la stupenda manifestazione di solidarietà che hanno posto e stanno ponendo in essere sull’intero territorio regionale e salernitano. La provincia di Salerno – prosegue l’ex primo cittadino – in ogni caso ha risposto bene ed in modo apprezzabile verso i fratelli profughi. Penso che tutti abbiano dato una bella risposta. Questo grazie anche all’impegno delle diverse istituzioni».
Ma lei ha pagato tutto questo..
«Alcuni miei amministratori hanno ritenuto di rassegnare le dimissioni, a mio avviso in maniera frettolosa. Forse una maggiore serenità avrebbe consentito una riflessione maggiore».
Lei ha messo a disposizione un centro (Palazzo Belvedere) nel suo Comune per accogliere i migranti
«Si ma nelle more del perfezionamento del finanziamento e dell’avvio dei lavori. Questa struttura poteva accogliere i fratelli profughi fino a quando non si sarebbe avviato il nuovo progetto»
Cosa dovrà diventare questa struttura finita al centro delle polemiche?
«C’è l’ammissione ad un finanziamento per la ristrutturazione della struttura e la creazione di una casa di riposo per anziani. Anche se devo precisare che ci sono due piani della struttura funzionali per l’accoglienza»
Ma ora ci sono i migranti?
«Ora no. Ma penso che un’ottantina di loro siamo dislocati in diversi centri del territorio».

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