Severino: Bonavitacola (Pd), la sostanza non cambia

Scritto da , 22 Marzo 2015
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 “Che la legge Severino contenesse molti elementi di approssimazione era già noto. Tra questi anche il dubbio sulla giurisdizione, se spettante al giudice amministrativo o al Tribunale ordinario. Ma la sostanza non cambia. Anche quando a pronunciarsi è stato il Tribunale ordinario, le conclusioni sono state le stesse del Tar Campania, che ha prontamente reintegrato gli amministratori sospesi”. E’ quanto osserva Fulvio Bonavitacola, deputato del Pd molto vicino all’ex sindaco di SalernoVincenzo De Luca, e promotore di una proposta di legge per modificare la legge Severino, in merito alla questione sollevata oggi dalla procura generale della Cassazione sulla competenza giurisdizionale. “Infatti la Corte d’Appello di Bari – ricorda Bonavitacola – a fine dicembre 2014, ha reintegrato nella carica un consigliere regionale sospeso sollevando numerose eccezioni d’incostituzionalità della legge Severino su cui la Corte Costituzionale sarà chiamata a pronunciarsi con sollecitudine, come annunciato di recente dal suo Presidente. Tale percorso è già incardinato ed a tale proposito l’esito della pronuncia delle Sezioni Unite sulla giurisdizione è del tutto ininfluente” “In ogni caso – prosegue – tale pronuncia non c’è ancora, perché è frutto di evidente confusione scambiare per una sentenza delle Sezioni Unite il parere fin qui espresso solo dal Procuratore Generale. Al di là di polveroni superficiali su aspetti solo procedurali, resta una verità incontrovertibile: l’orientamento giurisprudenziale nettamente prevalente, sia civile che amministrativo, è concorde nella censura dei numerosi vizi di legittimità costituzionale della Severino e nel confermare il pieno esercizio delle cariche pubbliche, in attesa della pronuncia definitiva spettante alla Corte Costituzionale. Ed è del pari evidente che, indipendentemente dalla pronuncia della Corte Costituzionale – conclude Bonavitacola – spetta al Parlamento, nei tempi giusti, apportare le necessarie correzioni alle parti della legge coralmente ritenute sbagliate”.

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