Seven: la film score music di Flavio Cuccurullo

Scritto da , 13 marzo 2016
image_pdfimage_print

 

In web l’ultima produzione del giovane compositore ed allievo  dei Maestri Rossella Clementi e Giancarlo Turaccio, presso il conservatorio “G.Martucci” di Salerno

 

Di Antonio Sansone

Non capita tutti i giorni di trovarsi ad ascoltare un album di del genere: l’intreccio fra elementi tipici della musica classica orchestrale ed un sound design tipico della musica elettronica. Questo è Seven, il lavoro di Flavio Cuccurullo, musicista e compositore classe 92 e figlio della “città di Bruno”, Nola, come lui stesso ama definirla; ci descrive Seven, la sua ultima produzione appena lanciata su Youtube e SoundCloud, in distribuzione sulle altre piattaforme musicali dedicate. “L’Album cerca umilmente di indagare sulla mediazione fra divino ed umano” ci spiega Flavio “ed Il sette non è un numero scelto a caso: è uno dei numeri più ricorrenti nella numerologia esoterica; considerato sacro dai pitagorici, in quanto unico numero che non è prodotto di altri numeri e per questo non creato”.  Un percorso dalle radici profonde e carico di significati che si aprono chiaramente all’ascolto riflessivo escludendo un approccio superficiale. Flavio inizia come chitarrista ad undici anni, come ci racconta: “Da bambino mi capitava di ascoltare qualche sigla o jingle in televisione, e quando una parte non mi piaceva, abbassavo il volume per canticchiarla nel modo in cui io avrei voluto suonasse. In un certo senso, l’orecchio ha sempre seguito la mia coscienza”. Un rapporto molto particolare con la musica, che si distingue nella voglia di esplorarla e conoscerla “suonavo la chitarra e ad un certo punto ho sentito l’esigenza di andare oltre, di sperimentare. Già allora avevo un pianoforte in casa. Mi sono messo semplicemente a suonarlo” sorride mentre racconta “in quel momento sono letteralmente esploso come un pop corn. Ho capito che comporre è ciò che voglio fare”. Fin dal primo ascolto questo approccio sperimentale è palpabile: un vero percorso, come il titolo stesso della prima canzone suggerisce, Pathothkath, che si spinge in questa ricerca attraverso diverse fasi ed atmosfere dal tono carico ed introspettivo, talvolta cupo ed estremamente suggestivo. Sentiamo sezioni di archi, ottoni, legni e percussioni intrecciarsi alla perfezione con elementi elettronici, capace di avvolgere esattamente come una spirale, quella simbolicamente rappresentata da una conchiglia sulla copertina dell’album: “Ovviamente è impossibile non pensare alla potenza dei simboli: ho scelto la conchiglia, realizzata in copertina da Raffaele Troianiello, che rappresenta l’eterno in divenire, il contrario esatto dell’Uroboro, il serpente che si mangia da solo, chiudendosi nella sua ciclicità. Rappresenta la continua ricerca e soprattutto il continuo movimento, la continua riflessione alla quale il mio lavoro è dedicato”. Flavio, oltre ad essere in costante fase produttiva, continua a studiare al Conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno, allievo della maestra Rossella Clementi composizione di musica applicata alle immagini ed il maestro Giancarlo Turaccio, docente di composizione tradizionale. Seven è un ascolto decisamente sui generis che saprà emozionare, oltre che trasmettere l’entusiasmo e le capacità del giovane compositore.

 

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->