Sette fucili per Mario Cavaradossi

Scritto da , 23 Dicembre 2016
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Il finale della Tosca in scena questa sera sarà firmato dal maestro fuochista Amodio Curci

 Di OLGA CHIEFFI

Giacomo Puccini Tosca atto terzo. Piattaforma di Castel Sant’Angelo. Dopo il “Lucevan le stelle” e la lezione di teatro per la fucilazione di Floria Tosca, Mario Cavaradossi cade in terra fulminato dalle scariche autentiche dei fucilieri del plotone d’esecuzione. Ma chi sparerà stasera. Da anni, il finale della Tosca è firmato da Amodio Curci. La direzione del nostro teatro affida da tempo alla sua esperienza e alla sua continua ricerca degli effetti speciali da palcoscenico. E’ lui che ha fatto esplodere ne’ La forza del destino il colpo la pistola di Don Alvaro, urtato da un cameriere che porta un candelabro, e ad uccidere il marchese di Calatrava, così come la scena della battaglia, con i fucili che emanano fuoco e fumo. “Si – ha rivelato Amodio – ne’ La forza del Destino è tutto più complesso, poiché il palcoscenico è molto animato. In Tosca, invece la scena è praticamente fissa. I fucilieri sono sette ed i fucili sono preparati da me con appena un milligrammo di polvere ciascuno, il resto lo fa l’elettronica. Basta un po’ di orecchio, ma noi siamo una famiglia musicale, con una compositrice, Tania, mia sorella in famiglia. La sorpresa, stavolta è che Spoletta darà il colpo di grazia a Mario Cavaradossi con un colpo di pistola”. Poi, il grande gesto di Tosca, eroina femminista. Solo per ciò e con ciò quest’opera che ebbe la ventura di aprire un secolo si iscrive nella sua vera storia; ma il segnale era troppo equivoco per esser intercettato da una società ostinatasi, tra vaticini carducciani e belle époque, a dar un segno positivo al mondo. Assai più distruttiva della rivoltellata di Monza, rappresentatasi qualche mese dopo. Tosca mandò a gambe all’aria, non un monarca, bensì un’etica.

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