«Serve scelta coraggiosa: spostare il porto»

Scritto da , 26 agosto 2018
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Andrea Pellegrino

Ad un tratto dell’autostrada c’è l’immagine più forte: da un lato la Costiera Amalfitana e la sua bellezza e dall’altro il porto commerciale di Salerno che offusca i tratti della città. Paolo Del Mese, ex sottosegretario di Stato ma anche storico consigliere comunale di Salerno, non nasconde la sua amarezza rispetto ad una mancata «valorizzazione della costa salernitana». «Che abbiamo da invidiare a Rimini o Riccione?», s’interroga l’ex deputato democristiano. «Nulla», risponde. «Purtroppo scelte miopi e contrapposizioni anche politiche tra le varie amministrazioni, anche dei comuni della costa Sud, penso Pontecagnano, hanno portato a quello che assistiamo ora». Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato una storica delibera consiliare (anno 73) dove si intravedevano primi provvedimenti per la realizzazione di un porto turistico.

Perché Salerno ha abbandonato questa scelta?

«Salerno guardava Napoli e la sua concezione individualistica ha impedito altre scelte. Ora bisogna decidere: vuole essere una città a vocazione turistica o commerciale? Penso che se davvero vogliamo guardare al futuro occorre uscire da questo limbo. Così come penso che sia impossibile la convivenza a nord di Salerno di un porto turistico e commerciale nella stessa zona».

La soluzione?

«Premesso che il porto commerciale è fonte di economia e di occupazione, credo che occorra pensare seriamente ad una sua delocalizzazione verso la zona sud di Salerno. Naturalmente è una scelta che porta con sé tantissime responsabilità ma va valutata». Ma non sarebbe una missione impossibile? «Nulla è impossibile. Burocraticamente è superabile, occorrono solo, e non è cosa di poco conto, i fondi. Ma occorre anche individuare con attenzione la zona, se si vuole investire, poi, a nord della città sul turismo».

Un esempio?

«Da anni paghiamo una mancata visione moderna che ha portato alla non crescita della fascia costiera. Sarebbe bastata, a mio avviso, oltre che una idea nuova di turismo, una unione dei comuni che mettesse mano alla fascia costiera con annessi servizi, come avviene lungo la riviera romagnola, con la differenza di un altro paesaggio che ci regala la nostra zona». Ci riusciranno? «Se davvero si vuole valorizzare questo territorio, sì. In caso contrario assisteremo ad opere come la stazione marittima di Salerno che è ancora non del tutto funzionante. Bisogna cambiare la concezione».

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