Sergio Rossi: dopo un mese ancora tutto tace

E’ trascorso quasi un mese dalla morte assurda di Sergio Rossi, ucciso a martellate durante una rapina. Da allora nessuna notizia. Anzi nessuno quasi ne parla più, quasi come se non fosse accaduto nulla davanti al bar nel pieno centro cittadino. Eppure a Sergio Rossi, 67 anni, pensionato e storico militante salernitano del Movimento Sociale Italiano, è morto ammazzato per pochi spiccioli in un portafoglio. Un episodio assurdo se si pensano a dinamica, luogo e circostanze. E come se non bastasse a nessuno è importato nulla, eccezion fatta per un piccolo blitz che la Polizia fece alla stazione (indiscusso ritrovo di extracomunitari e barboni), all’indomani della notizia del decesso dell’uomo, avvenuto in ospedale.
Nessuna spiegazione e nessun colpevole e un silenzio assordante che farebbe indignare chiunque. Ma forse questa macchia era talmente grossa per una città come Salerno che della tranquillità ha fatto il suo spot nazionale.
Ed invece, per rapina si muore anche qui con l’aggravante che nessun incaricato della sicurezza abbia detto una parola, nonostante l’escalation di violenza dell’ultimo periodo. Chissà se non fosse stato opportuno convocare il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura. D’altronde, a quanto pare, serve anche a questo. Ma l’assassinio è rimasto così, senza un colpevole e senza nessuna azione anche di forma. L’unica speranza è che le indagini stiano procedendo e che ben presto i responsabili possano essere assicurati alla giustizia. Frattanto parlare di sicurezza a Salerno non è un reato