Sequestro per un milione agli eredi Longo

Scritto da , 13 febbraio 2015

 

BATTIPAGLIA. Nuovi sequestri a carico dei clan Maiale e Pecoraro. I sigilli dei carabinieri sono scattati nei confronti di due società e di 17 conti bancari, il tutto per un valore totale di circa un milione di euro. Nella mattinata di ieri, infatti, i carabinieri del Reparto operazioni speciali, coadiuvati da militari del Comando Provinciale di Salerno, hanno proceduto all’esecuzione del Decreto di confisca previo sequestro, ai sensi della normativa antimafia in materia di misure di prevenzione, emesso lo scorso 29 gennaio dal Tribunale di Salerno Sezione Misure di Prevenzione, in accoglimento di proposta avanzata dalla Procura della Repubblica preso nei confronti degli eredi del defunto Candido Longo di Battipaglia. Ai successori dell’uomo, come detto, è stata notificata la misura patrimoniale della confisca previo sequestro di due società (una impresa individuale nel campo agricolo denominata “Longo Candido” ed una società agricola ed agrituristica denominata “La Vecchia Fattoria srl” con annessa Lounge Farm) tutto sito a Battipaglia in via Tufariello e 17 posizioni bancarie, per un valore complessivo di circa 1 milione di euro.

Come acclarato in sede processuale, Candido Longo negli anni 90 metteva a disposizione dei clan camorristici Maiale di Eboli e Pecoraro di Battipaglia la sua masseria per incontri o preparativi preliminari per la commissione di vari delitti, in particolare per il tentato omicidio di Antonio Ristallo ed il duplice omicidio di Barbone e Lauro. Nello stesso sito nascondeva latitanti del clan Maiale ne custodiva armi e mezzi che poi sarebbero stati utilizzati per commettere gravi delitti. L’attività che ha portato all’emissione del provvedimento di confisca eseguito ieri dai carabinieri si inquadra in una più ampia azione di contrasto patrimoniale alle infiltrazioni della criminalità organizzata di matrice camorristica nella provincia di Salerno da tempo intrapresa dal Ros, come sviluppo dell’attività investigativa convenzionalmente denominata “California” e che ha portato sino ad oggi – dopo la conclusione del relativo processo – al sequestro ed alla confisca di beni mobili ed immobili di un valore complessivo di oltre 20 milioni di euro.

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