Sequestro e pestaggio: finanzieri condannati

Scritto da , 23 dicembre 2015

Tre rideterminazioni di pena ed un non luogo a procedere per intervenuta prescrizione. Questa la decisione dei giudici della Corte d’Appello del Tribunale di Salerno (presidente Tringali, Pellegrino e Clemente consiglieri)  in merito al processo nei confronti di quattro finanzieri appartenenti al comando Provinciale.  Tre imputati avevano rinunciato alla prescrizione. Fulvio Ristagno, difeso dall’avvocato Ferrari, ha scelto di seguire una linea diversa ed è stato prosciolto perché estinto per intervenuta prescrizione. “Sconto” di due mesi per il tenente Marco Verrucchi che in primo grado era stato condannato a due anni e dieci mesi ed ora dovrà scontare due anni e otto mesi. Il legale difensore, l’avvocato Calabrese, ha già annunciato ricorso in Cassazione. Revisione con riduzione di due mesi anche per  Domenico Ardu,  e Andrea Di Russo che vedono la loro pena ridotta ad un anno ed otto mesi (in primo grado erano stati condannati ad un anno e dieci mesi). E’ stato rigettato il ricorso presentato dalle parti civile mentre sono state confermate le statuzioni decise in primo grado. La vicenda risale al luglio del ’97 quando quattro giovani di San Cipriano Picentino, all’epoca poco più che maggiorenni, a seguito di un diverbio scatenato da futili ragioni di viabilitá con un soggetto poi scopertosi essere un appartenente alla Finanza, furono portati indebitamente in caserma (da qui l’accusa di sequestro di persone) e lì, secondo l’accusa, trattenuti per dodici ore senza motivo e sottoposti a pestaggi (iniziati già durante il trasporto in auto) ed umiliazioni. Il fatto si verificò davanti al Bar 089 con con Amato, Procida e Castagno che stano discorrendo sull’andamento della serata  quando si affiancò un’autovettura Renault Laguna che percorreva la corsia dei bus. Quest’ultima dopo aver suonato ripetutamente si affiancava all’auto dei tre giovani che sottolineavano che c’era lo spazio per passare. Da qui la discussione ed il successivo trasferimento in caserma. Ma non solo: il gip all’epoca decise di rinviare a giudizio anche i due ragazzi, difesi dall’avvocato Tedesco. I giovani, infatti, pur essendo stati malmenati e sequestrati, erano stati accusati di resistenza a pubblico ufficiale, essendosi rifiutati di sottostare agli ordini loro impartiti da un altro ufficiale della Finanza chiamato per far liberare la strada dall’auto dei giovani. Entrambi, difesi dall’avvocato  Michele Tedesco furono assolti (il fatto non sussisteva). Inoltre in favore dei due giovani, Giuseppe Amato e Gaetano Albano,  costituitisi parte civile contro i militari, fu determinato il risarcimento da liquidare in sede civile. Ieri la condanna in bis in Appello per tre dei quattro finanzieri che avevano rinunciato alla prescrizione. I legali difensori hanno già annunciato ricorso in Cassazione contro le determinazioni dei giudici della Corte d’Appello del Tribunale di Salerno.

Consiglia