Sequestrati i computer dei sub

Scritto da , 23 agosto 2016
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di Mario Marrone

CENTOLA PALINURO. E’ stata aperta un’inchiesta sul decesso dei tre sub a Palinuro. Al momento non vi sono persone iscritte nel registro degli indagati. E, in attesa del recupero del terzo corpo, quello di Silvio Anzola, il turista milanese, la Procura ha sequestrato i computer che erano al polso di Mauro Cammardella e Mauro Tancredi. Un punto di partenza delle indagini è la ricostruzione delle ultime ore di vita dei tre uomini memorizzata anche nei computer subacquei utilizzati durante l’immersione. ”Appena verrà recuperata anche la strumentazione di Anzola, allora si potranno confrontare i dati per capire anche se i tre siano rimasti sempre insieme o se qualcuno di loro si sia allontanato dal gruppo. Vi sono delle differenze rispetto al tragico episodio del 2012 quando morirono quattro sub; nell’incidente di venerdì scorso il gestore del diving è deceduto e quindi – qualora avesse avuto delle responsabilità penali – non ne potrà rispondere” spiega il procuratore. ”Man mano che sono stati recuperati i corpi, è stata sequestrata tutta l’attrezzatura ed è stato effettuato l’esame esterno dal medico legale Adamo Maiese che valuterà se bisognerà procedere all’autopsia – aggiunge Giancarlo Grippo – all’indomani della tragedia, era necessario ritrovare i corpi. Poi la Capitaneria di Porto farà una sua valutazione di quello può essere accaduto e, raccogliendo tutti gli elementi e la documentazione del caso, vaglieremo le svariate ipotesi. Al momento – rimarca il procuratore che coordina l’inchiesta affidata al pm Vincenzo Palumbo – l’inchiesta è solo un cosiddetto modello 45. Non vi è, per il momento, alcun indagato nel tragico incidente. Non è escluso – conclude – che verrà realizzata anche una simulazione animata di quello che è avvenuto, proprio per ricostruire al meglio l’incidente e capire eventuali responsabilità” Intanto, ieri mattina, fin dalle prime ore, sono riprese le operazioni per recuperare il corpo della terza vittima della tragedia verificatesi venerdì scorso nei i fondali del mare che bagna Palinuro. Dopo aver recuperato le salme di Mauro Cammardella e Mauro Tancredi, gli speleogisub dei Vigili del Fuoco che stanno lavorando senza sosta. Vuoi per le difficoltà riscontrate, per la visibilità che a quelle profondità è quasi nulla e per il limo che si levava, sarebbe stato impossibile procedere e sperare che si potesse recuperare anche chi ancora mancava all’appello, Silvio Anzola riportandolo in superficie. Ma, sembra, che nonostante per due volte consecutive gli uomini rana si siano tuffati per esplorare i fondali, si sia resa difficoltosa l’ operazione. Comunque le ricerche vanno avanti anche oggi. Presso l’ospedale di Vallo si sono radunati amici e parenti dei sub morti nell’incidente. Un comprensibile clima di costernazione e dolore ha fatto da cornice all’arrivo delle salme. Scene di pianto e di disperazione. Intanto continua l’attesa per la famiglia Silvio Anzola. Una attesa spasmodica ed ai limiti del crollo nervoso. il comandante dei Vigili del Fuoco di Salerno, Emanuele Franculli, ha spiegato che la sera bisogna fermarsi “per recuperare le energie e consentire al limo di alzarsi e rendere ottimale la visibilità”. La presenza di melma, infatti, ha costretto gli speleosub a lavorare spesso al buio. “Gli uomini non lavorano solo nella grotta – ha aggiunto il comandante – ma nei cunicoli, dove gli anfratti sono molto stretti. Hanno un compito delicato, impegnativo e pericoloso”.

 

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