Senza illuminazione pubblica, Ilardi diffida gli uffici competenti

Scritto da , 8 Gennaio 2020
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di Erika Noschese

Il quartiere di Sala Abbagnano senza illuminazione pubblica, ormai da diversi mesi. A sollecitare un intervento immediato Antonio Ilardi, residente in viale dei Tigli e presidente del Comitato di quartiere Sala Abbagnano che ha provveduto, nei giorni scorsi, a diffidare gli uffici tecnici competenti. Ilardi, lo scorso 22 novembre ha comunicato i disservizi dell’impianto di illuminazione pubblica, indicando con dovizia di particolari i punti in cui lo stesso risultava assente o non perfettamente funzionante. Comunicazione inoltrata anche il 3 e 12 dicembre, sollecitando il ripristino dell’impianto di illuminazione pubblica, con nota riportata in cronologia. Ad oggi alcun intervento risolutivo è stato effettuato e le complessive condizioni del servizio di illuminazione pubblica risultano ulteriormente peggiorate, senza tenere presente che l’assenza di adeguata illuminazione ha favorito la recrudescenza di fenomeni criminosi verificatisi durante le feste natalizie. “L’assenza di adeguata illuminazione determina gravi pericoli sia alla circolazione veicolare che ai pedoni in transito o in attraversamento, attesa anche l’assenza di illuminazione supplementare derivante dalla presenza di attività commerciali di cui la zona è priva”, si legge nella diffida inviata da Ilardi chiedendo, agli uffici competenti, di provvedere ad horas all’immediato ripristino dell’impianto di illuminazione pubblica in tutto il quartiere di Sala Abbagnano, riservandosi espressamente, decorse infruttuosamente 72 ore dalla presente nota, attese le citate conseguenze relative all’ordine e alla sicurezza pubblica, di Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni esposto alla competente Procura della Repubblica per la verifica della sussistenza del reato di cui all’articolo 328 del codice penale, secondo cui il pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.

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