Sentenze aggiustate: in 23 nei guai

Scritto da , 30 marzo 2018
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Pina Ferro

Sentenze e favori: notificato l’avviso di conclusione indagine a 23 persone coinvolte a vario titolo nell’indagine della Procura di Napoli che ruotava intorno ad alcune sentenze “aggiustate” emesse dal giudice della sezione civile del Tribunale di Salerno Mario Pagano. Ad essere stati iscritti nel registro degli indagati sono: Carmine Pagano, Ermelinda Aliberti, Luigi Celeste Angrisani, Renato Coppola, Riccardo De Falco, Giovanni Di Iura, Luigi Grimaldi, Assunta Ingenito, Roberto Leone, Irene Miceli, Giovanni Pagano, Davide Palladino, Eugenio Rainone, Filippo Romano, Peppino Sabatino, Gennaro Saviano, Giovanni Scarano, Giacomo Sessa, Gerarda Torino e Augusta Villani. L’avviso di conclusione indagini è stato notificato anche al giudice Mario Pagano ed al cancelliere Nicola Montone, cognato del giudice. Il nome di questi ultimi due compaiono solo per completezza del capo di imputazione in quanto per loro è già stato disposto il giudizio. Era lo scorso mese di dicembre quando il Gip del Tribunale di Napoli emise nei confronti del giudice Mario Pagano, un ordinanza di custodia agli arresti domiciliari e il sequestro preventivo di circa 500 mila euro somma corrispondente al totale delle erogazioni effettuate, nel tempo, dagli imprenditori per le attività corruttive, ed all’ammontare dei finanziamenti indebitamente percepiti. Le ordinanze cautelari furono emesse a carico di sette persone. Ai domiciliari finì anche anche il funzionario giudiziario Nicola Montone. Il divieto di dimora fu notificato agli imprenditori Luigi Celestre Angrisani, Riccardo De Falco, Giovanni Di Iura e Roberto Leone. Secondo il quadro indiziario descritto nell’ordinanza cautelare, Pagano avrebbe “omesso di astenersi” dalle cause in questione “nonostante lo specifico obbligo imposto dalla legge e, prima ancora, adoperandosi perchè tali cause venissero assegnate a lui”.ra le utilità che gli sarebbero state corrisposte, A Pagano sarebbero state corrisposte “somme indebite a beneficio della società Polisportiva Rocchese direttamente e comunque per il tramite di congiunti, e, in altri casi, di forniture varie (cucine, impianti di climatizzazione) a beneficio di un agriturismo in Roccapiemonte riferibile allo stesso magistrato (quale contitolare di fatto della società Eremo, proprietaria della struttura) ed a componenti del suo nucleo familiare”.

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