Scuola, il Tar congela il concorso: docenti non ci stanno

Scritto da , 24 febbraio 2013
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«Siamo sconcertati e feriti. Per la prima volta ci trovavamo di fronte ad un concorso gestito attraverso una procedura trasparente, molto impegnativa e mirata a valutare il merito dei candidati». Monta la rabbia di un nutrito gruppo di docenti che ha preso parte all’ultimo concorso per la selezione di dirigenti scolastici. Gli insegnanti sono, al momento, “vittime” di un ricorso – presentato al Tar Campania – accolto lo scorso 6 febbraio dai giudici di Napoli.

Il fatto
La decisione del Tribunale amministrativo della Campania (Ottava sezione, presidente Antonino Savo Amodio, Referendario Olindo Di Popolo, Consigliere Renata Emma Ianigro, ndr) arriva a seguito del ricorso presentato da alcuni candidati che non avevano superato la prova scritta del concorso e non erano stati ammessi all’orale. Una decisione, quella del Tar Campania, che di fatto ha sospeso in via cautelare la procedura concorsuale bloccando le operazioni di svolgimento della prova orale del concorso. 
L’udienza di merito è stata fissata dall’Ottava sezione del Tribunale amministrativo regionale di Napoli per il 3 luglio 2013.

I termini del ricorso
Secondo le istanze dei ricorrenti si riscontrerebbe l’incompatibilità per alcuni componenti della commissione esaminatrice. 
«Un componente della Commissione – sottolinea Pasquale Marotta, uno dei legali dei ricorrenti – risultava Dirigente Scolastico referente ufficiale di un sindacato, un altro aveva fatto parte del comitato scientifico ed era stato docente di un corso di preparazione al concorso, organizzato da un ente nazionale, un altro componente aveva effettuato un Master di preparazione al concorso: i ricorrenti – aggiunge Marotta – hanno dimostrato che tra i partecipanti vi erano ben nove candidati che hanno superato lo scritto e sono stati ammessi all’orale».

Gli insegnanti non ci stanno
Alle affermazioni dei ricorrenti fanno da contraltare quelle dei docenti colpiti dalla decisione del Tar.
«Non possiamo accettare – afferma con amarezza Rosamaria Maiurano, una delle docenti bloccate dal ricorso accolto dal Tar – l’idea che il concorso per dirigenti scolastici venga rappresentato come un calderone pieno di porcherie che i ricorsi dei docenti bocciati ad una o più prove previste dall’iter concorsuale avrebbero scoperchiato. Diciamo le cose come stanno: i ricorrenti sono docenti che non hanno superato la preselettiva, o non hanno superato gli scritti o addirittura non hanno superato entrambe le fasi. Circa 400 di questi docenti – continua Rosamaria Maiurano – in virtù di un provvedimento cautelare del Tar Campania, pur non avendo superato la preselettiva, furono ammessi a sostenere gli scritti, anche se poi in seguito il Tar dichiarerà la propria incompetenza. Di questi, circa un centinaio ha superato gli scritti, altri 300 no».
La procedura concorsuale si compone di una prova preselettiva di tipo oggettivo che prevede 100 quesiti a scelta multipla, con soglia di 80/100 risposte esatte per il superamento; successivamente all’esito positivo di tale prova si viene ammessi a sostenere due prove scritte, in due giorni successivi e, in esito alla valutazione sufficiente di entrambe queste due prove, si viene ammessi all’esame orale.
«A fronte dei ricorrenti – aggiunge Rosamaria Maiurano – esiste una vasta platea di insegnanti che ha superato le prove concorsuali senza far ricorso alle vie giudiziarie ma solo grazie alle loro competenze, che le Commissioni hanno valutato positivamente. Gli esami orali hanno avuto inizio lo scorso sette gennaio e più di 100 docenti hanno già sostenuto il colloquio mentre per gli altri, in attesa di affrontarlo, è arrivata, come un fulmine a ciel sereno, la sospensione della procedura, disposta dal Tar».

 

      24 febbraio 2013

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