Scenateatro, al via lo stage per “Le Troiane”

Scritto da , 5 giugno 2014

Una storia di sconfitte e dolore. Uno dei più potenti moniti a guardarsi dalla follia della guerra. “Le Troiane” di Euripide (ma non mancheranno suggestioni di Sartre) concluderanno, il 2 e 3 agosto, la rassegna Il Gioco Serio del Teatro, giunta alla quinta edizione e diretta da Antonello De Rosa presso la Chiesa dell’Addolorata di Salerno. De Rosa nutre da tempo un’attenzione profonda per i classici e per il fascino che possono ancora esercitare sul presente, correndo tutti i rischi di una rilettura spesso audace e coinvolgente. “Le Troiane” rappresentano dunque un’intensa riflessione sui vinti, che rivelano, attraverso le proprie ferite, quali abissi possano spalancarsi nell’animo e quanto possa essere alto il prezzo di una vittoria che di eroico non ha nulla. Lo spettacolo segnerà il punto di arrivo di uno stage di 45 ore, che prenderà il via il 14 luglio, aperto ad un numero massimo di 25 persone, di qualsiasi lingua e provenienza geografica, siano essi attori professionisti, allievi attori, danzatori o provenienti da diverse discipline artistiche o da altre professioni. La richiesta di partecipazione e il curriculum vitae, o in alternativa una sintetica descrizione delle proprie inclinazioni e passioni se non si ha un percorso artistico alle spalle, dovranno essere inviati all’indirizzo mail scenateatrosalerno@gmail.com. Il programma sarà incentrato sugli elementi fondamentali del palcoscenico, dallo spazio scenico, vero e proprio campo di forze che non deve essere considerato come qualcvosa di assodato, ma che va di continuo ridefinito, in cui l’interprete deve costruire una complessa e leggibile relazione che sia mentale, prima ancora che fisica, con tutto ciò che lo compone, all’uso della voce, le cui potenzialità espressive saranno espresse attraverso una serie di tecniche e comportamenti volti a fare dell’emissione vocale una freccia all’arco di chi si cimenta con l’arte della recitazione. L’improvvisazione e la gestualità avranno ampio risalto: il contributo dell’attore alla riuscita dello spettacolo è cruciale, la creatività, la sensibilità (purchè adeguatamente disciplinate) rendono ancora più fruibile la rappresentazione. Già in Shakespeare, delr esto, si legge con chiarezza che chi recita una parte non è certamente un flauto di vertebre. Saranno inoltre insegnati i metodi più efficaci per ciò che riguarda il rilassamento e le prove, tenendo presente come la percezione sensoriale sia il necessario preludio di ogni tipo di apprendimento.

Gemma Criscuoli

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