Scenari pagani: nomi di punta per gli spettacoli di teatro

Scritto da , 12 novembre 2018
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di  Redazione Culturale

Scenari pagani 22, sguardi oltre i confini. Questo il tema e la parola d’ordine per la rassegna presentata in conferenza stampa.. Otto gli spettacoli in programma dal 25 gennaio al 30 marzo 2019 presso il Teatro del Centro Sociale in via De’ Gasperi, con due tra loro che si sposteranno al Teatro Sant’Alfonso. Da oggi è aperta la campagna abbonamenti. I biglietti possono essere acquistati anche con la Carta del Docente e il bonus 18App. Il costo dell’abbonamento a 8 spettacoli è 80 euro, 65 euro per gli studenti under 26. I biglietti d’ingresso per il singolo spettacolo sono a 13 euro (18 per due tra gli spettacoli di punta), 10 per gli studenti under 26. Botteghino Casa Babylon Teatro, tutte le informazioni su casababylonteatro.it A Pagani si succederanno grandi compagnie come la Familie Flöz, compagine tedesca che sarà di scena con uno dei suoi più grandi successi internazionali; ifratellicaproni, coppia comica di mimoclown dallo stile universalmente riconosciuto nel panorama del teatro italiano emersa dalla autorevole compagnia Quelli di Grock. Non mancheranno grandi autori come Mattia Torre, sceneggiatore e regista, padre di serie cult come Boris e di programmi tv come Parla con me di Serena Dandini e Dov’è Mario? di Corrado Guzzanti. Come d’abitudine non mancheranno i nomi nuovi di talenti, già vincitori di premi prestigiosi, sui quali fermare sguardo e applausi. Anche per questa edizione, gli spettacoli saranno preceduti alle ore 20 dall’AperiSpettacolo “Tarallucci e Vino”, viaggio attraverso le eccellenze del panorama food campano a cura di Ritratti di Territorio della giornalista Nunzia Gargano, e poi alle 21.00 si aprirà il sipario. Alla conferenza stampa di presentazione, a fianco al direttore artistico Nicolantonio Napoli, è intervenuto il sindaco di Pagani Salvatore Bottone che ha dichiarato: “ Complimenti per questa ventiduesima edizione e grazie per aver portato sempre in alto il nome di Pagani, in un settore nel quale sono poi sorte anche altre realtà, per le quali Nicolantonio è stato apripista quando ancora nessuno pensava che si potesse portare teatro nella nostra città. Oggi abbiamo il Sant’Alfonso, del quale come amministrazione da 4 anni cerchiamo di tenere le porte aperte a chi vuole fare teatro, spettacoli, iniziative artistiche e cultura. Devo dire che abbiamo raggiunto buoni traguardi, abbiamo rassegne di rilievo come Scenari pagani che porta in città nomi prestigiosi del panorama internazionale e che, oltre agli spettacoli al Centro Sociale, porta anche qui alcune delle sue serate.”. Dopo l’intervento del sindaco, i saluti dell’Associazione Giornalisti Campania Valle del Sarno, presente con presidente Salvatore Campitiello e la segretaria Barbara Ruggiero, che ha dichiarato. Si è poi passata alla presentazione della rassegna, affidata al direttore artistico Nicolantonio Napoli, che ha dichiarato: “Sguardi oltre confine è l’invito a guardare alle cose in modo diverso, oltre le parole e i gesti, è uno sguardo concentrato sul teatro e sulla sua funzione, che non può essere solo quella dell’intrattenimento. È la ventiduesima edizione di una rassegna che è invitata a declinare il cambiamento, a passo col tempo presente, tendente all’ascolto, ai linguaggi delle nuove generazioni ed alle mutazioni culturali, con la consapevolezza che Scenari pagani è una rassegna che svolge un importante ruolo di supporto al processo di cambiamento di una comunità che vuole crescere.” Nel corso della conferenza, dopo la presentazione del cartellone di otto spettacoli, Napoli ha poi annunciato che per questa edizione ai premi “Scenari pagani” si affiancherà una menzione: “ La nostra menzione spe
ciale è per Gianfranco Oliva – ha spiegato -. Sappiamo che c’è un contenzioso, non entriamo nelle questioni legali o di procedura, non vogliamo esprimere giudizi. È un encomio che vogliamo fare con tutto il cuore. Gianfranco è stato il primo innovatore sociale ante litteram, senza neppure saperlo. Si muove da 30 anni mosso solo dalla leva della gratificazione personale. Fa il “custode” del centro sociale ma non viene pagato da anni, è lì volontaristicamente, lavora nell’intima convinzione di istituzionalizzare il cambiamento, proteggendo il patrimonio della città dall’abbandono e dall’incuria, nel silenzio e nell’indifferenza. Un encomio al quale siamo sicuri che vorranno aggiungersi moltissimi tra cittadini, associazioni, e ci auguriamo anche pezzi delle istituzioni”.

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