Scalise: Nello spogliatoio non tutti andavano d’accordo

Scritto da , 15 maggio 2014

di Gaetano Ferraiuolo

SALERNO. E’ stato uno dei colpi di mercato di gennaio, un elemento in grado di colmare la lacuna sull’out destro della difesa e di mettere a disposizione del gruppo la sua esperienza e grande personalità. Tra i pochi giocatori sotto contratto anche per la prossima stagione e quasi certo di una meritata riconferma, Manuel Scalise si gode questi giorni di riposo pur con l’amarezza derivante dalla sconfitta di Frosinone: “Il pensiero è fisso” ha dichiarato l’ex terzino dell’Ascoli “ancora oggi non riusciamo a capire come sia possibile sbagliare una partita che hai preparato nei dettagli e che poteva permetterci di riscattare qualche battuta d’arresto che in campionato ci ha costretto a giocare i quarti fuori casa. Risposte certe non ne abbiamo, talvolta bisogna soltanto riconoscere la superiorità dell’avversario e proprio per questo mi associo ai complimenti fatti da Mezzaroma al Frosinone, una squadra tutt’altro che abbattuta dopo il ko di Perugia e che ci ha messo in grandissima difficoltà soprattutto nel secondo tempo”. Le scelte dell’allenatore, l’obbligo di giocare fuori casa e qualche decisione arbitrale sono ancora oggi argomento di discussione e Scalise replica così: “I primi colpevoli siamo noi giocatori, la gara era stata preparata bene dall’allenatore e col senno di poi è sempre facile trarre delle conclusioni. Il “Matusa” ha inciso pochissimo, nel senso che giocavamo praticamente in casa e si sentivano soltanto i nostri tifosi, Salerno ha una curva splendida che, con sportività, dopo la partita ha tributato qualche applauso alla Salernitana ed ha fatto rientro in città con correttezza e civiltà, una bella lezione da cui trarre insegnamento. Anche l’arbitraggio non ha influito, nell’arco di una stagione favori e torti si compensano, la verità è che non abbiamo quasi mai tirato in porta, gli esterni si sono sovrapposti poco ed il Frosinone ci ha creduto più di noi. E’ logico, però, che se avessimo giocato all’Arechi, con 30mila persone, potevamo ribaltare anche uno 0-2, in casa nostra non avrebbe vinto nessuno”. In generale, Scalise non sembra soddisfatto dell’annata: “Per i giocatori che abbiamo in rosa potevamo fare molto di più del nono posto, fortunatamente abbiamo potuto contare sulla spinta del dodicesimo uomo e all’Arechi abbiamo conquistato tantissimi punti. Fuori casa, contro avversari alla portata, ci sono state prestazioni negative, ma quando devi recuperare tanti punti e rincorrere sempre purtroppo mentalmente non puoi essere sempre al top”. Anche lo spogliatoio disunito ed i soliti spifferi della famosa “talpa” potrebbero aver influito negativamente, ma Scalise ritiene che “il segreto è quello di pensare a sè stessi ed essere professionisti fino in fondo, mi son sempre fatto scivolare tutto addosso. In un gruppo, è inutile negarlo, ci sono simpatie ed antipatie e non vanno tutti d’accordo, me negli ultimi tre mesi abbiamo capito che gli interessi personali vanno messi in secondo piano e che c’era una città da riportare in serie B”. Sul piano personale, Scalise si mostra soddisfatto: “Non so se sarò riconfermato, ma è stato già un successo conoscere Lotito, Mezzaroma, Fabiani ed un grande uomo come Gregucci, scendere in campo all’Arechi è una gran gioia ed a me ha fatto piacere anche vincere la coppa Italia. Il ko di Frosinone fa male, ma l’avventura mi ha emozionato e rappresenta una tappa importante della mia carriera. Se non mi dicono che non servo più, vorrei restare e riscattare l’amara notte di domenica, voglio contribuire a riportare i granata in B”. Chiediamo all’esperto terzino un parere su alcune indagini che lo vedono coinvolto al pari di Gori riferite alla stagione disputata a Nocera: “Ho appreso dai giornali di quest’indagine, ma finalmente posso dire le cose come stanno:ad oggi non mi è arrivata nessuna lettera a casa, nè alcuna convocazione da parte della Polizia, ad altri miei ex compagni si. Sono tranquillissimo, non mi sono neanche rivolto ad un avvocato”. Infine proprio sul caso Nocerina, sui derby a porte aperte e su quanto sta accadendo nel calcio italiano in tema di ordine pubblico: “Quanto accaduto in Salernitana-Nocerina fa capire che le regole devono cambiare, ma sono contrario alla tessera del tifoso ed alle gabbie negli stadi. Il paradosso è che l’attuale situazione scontenta tutti, tifoserie comprese; il mio sogno è quello di vedere le curve sempre piene, le famiglie sugli spalti ed una mentalità diversa da quella attuale, con punizioni severe per chi commette dei reati”.

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