Scafati/Pompei. I comitati: “Ci stanno ammazzando”. In piazza per il diritto alla salute

Scritto da , 30 giugno 2016
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Di Adriano Falanga

Stanchi delle promesse inutili, dei se, dei ma, dei però, dei vedremo. Hanno sfilato in 500 per protestare contro l’inerzia delle istituzioni, che da anni fanno scaricabarile sulle responsabilità di chi ha permesso di ridurre una fertile terra di confine scafatese in una pericolosa bomba ambientale. Presenti gran parte dei consiglieri comunali, con il sindaco Pasquale Aliberti e la moglie, consigliere regionale Monica Paolino. In questa zona si vive con la paura di ammalarsi, ma nel frattempo si respira aria malsana. Sono costretti a vivere chiusi in casa, perché tenere la finestra aperta è praticamente impossibile. Zanzare, topi, e l’immancabile puzza del canale San Tommaso fanno da cornice ad un disagio divenuto oramai insostenibile. Chiacchiere tante, fatti pochi, anzi, al San Tommaso si sono associati anche il ripetitore telefonico installato in una proprietà privata, e il sito di stoccaggio regionale dei rifiuti gestito dalla Helios. Tutto questo in poche decine di metri, in località Cappelle. Qui i residenti vivono con la costante paura di essere in una terra dei fuochi nostrana, dove “gli insetti sono più grandi, diversi dal solito, fanno molto più paura e i topi mangiano i gatti” racconta Domenico, un anziano che vive sulle sponde del San Tommaso, e alle spalle il sito della Helios, dove ogni giorno arrivano decine di autocompattatori da ogni angolo campano. Dai mezzi in sosta puntualmente scorre il rivolo di percolato che inevitabilmente finisce nel suolo. Non solo, complice il caldo, anche la tipica e pungente puzza di “monnezza” accompagna le “felici” giornate che già regala il San Tommaso. Gli abitanti denunciano un aumento delle patologie oncologiche “qui tutti hanno un parente o un conoscente ammalato di questa patologia” e chiaramente, la causa è in ciò che respirano quotidianamente.

1-canale san tommasoIl San Tommaso nasce ad Angri, serviva per irrigare la fertile ed estesa campagna di confine, oggi raccoglie le acque reflue di Angri, e attraversando il quartiere Mariconda, in territorio pompeiano, confluisce nel Sarno. Insomma, tecnicamente è una vera fogna a cielo aperto, e la puzza costante e nauseante lo attesta. “In centro sono più fortunati di noi – spiega Michele – perché loro il problema della puzza lo vivono due mesi l’anno, durante la stagione conserviera. Qui invece tutto è all’ordine del giorno”. La soluzione del problema dovrebbe essere il collegamento della rete fognaria angrese al collettore sub 1 che porta le acque al depuratore. Lavori iniziati anni addietro, poi interrotti. L’Arcadis, ente regionale competente, ha spiegato che la ripresa dovrebbe esserci entro Agosto di quest’anno, tempo necessario previsto: 2 anni. Una previsione ottimistica, che non prevede intoppi od ostacoli tecnico finanziari. Alternative non paiono esserci, e comunque nel migliore dei casi significa altri due anni ancora di disagi e degrado. Secondo i manifestanti si potrebbero quantomeno individuare e interrompere i tanti scarichi abusivi di origine anche industriale che pure contribuiscono al problema.

1-antenna1-heliosLa Helios stocca e seleziona i rifiuti, lavorandoli. Il sito è in area Pip e sembra che le autorizzazioni siano state concesse in una conferenza di servizi da enti sovracomunali. Non è chiaro fino a che punto il Comune può intervenire, soprattutto dal momento in cui burocraticamente la posizione dell’azienda appare in regola. E lo stesso può dirsi per il ripetitore Wind, installato in una proprietà privata. In un primo momento, dopo le proteste dei residenti, il primo cittadino Pasquale Aliberti aveva sospeso, con una ordinanza, la sua installazione. E’ durata poco, perché il Tar su ricorso del gestore telefonico ha rigettato l’ordinanza. Insomma, sembra che da queste parti la terra dei fuochi sia legale, rispetto a quanto accade nel casertano. I manifestanti promettono che questa è solo la prima di una serie di iniziative mirate non solo a sollevare le coscienze, ma soprattutto per chiedere soluzioni immediate e definitive.

1-protesta cappelleIL COMITATO “CAPPELLA E OLTRE”: “SUBIAMO VIOLENZA AMBIENTALE”

“L’ idea di costituire un comitato è nata una mattina di febbraio, quando noi della contrada Cappelle abbiamo subito l’ennesima “violenza ambientale”, perché veniva istallato in un’aria privata un ripetitore WIND”. Umberto Acanfora è uno dei promotori del Comitato Cappella e Oltre, nato da pochi mesi ma quanto basta per aver sollevato il problema al punto tale da smuovere chi fino ad oggi sembrava essere indifferente o peggio ancora rassegnato. “Dopo varie riunioni a casa di amici e constatando che la maggior parte della cittadinanza era d’accordo, abbiamo deciso, con l’appropriazione di tutti, di costituire il consiglio direttivo del comitato contrada CAPPELLA E OLTRE – ricorda Acanfora – non solo per l’antenna ma anche per gli altri problemi che minacciano la salute dei cittadini della contrada”. La loro è una battaglia per il diritto alla salute, da queste fortemente messo in discussione. Non puntano il dito contro qualcuno in particolare, ma contro tutti coloro che hanno fatto poco, o che non hanno mai preso davvero sul serio il problema.

2-umberto acanfora “Alle istituzioni contestiamo il fatto che avrebbero potuto fare di più sia per quanto riguarda il controllo del territorio, del resto per legge sono i responsabili della salute dei cittadini, sia per una migliore valutazione della parte burocratica”. Da un lato l’amministrazione comunale ha riqualificato la zona, attraverso la ripavimentazione stradale, con la segnaletica e la piazzetta Santa Maria Delle Vergini, dall’altro però ha mostrato inerzia nel momento in cui lo stesso territorio veniva “violentato” dal punto di vista ambientale. “Vivo a Cappella da 10 anni e devo dire che ho trovato una comunità di persone oneste e collaborative, ma per quanto riguarda le problematiche ambientali è umanamente invivibile” l’amara riflessione di Acanfora, che poi snocciola dati sul Comitato: “Contiamo circa 200 adesioni, che crescono di giorno in giorno con la speranza di poter dare un valido contributo per la risoluzione delle problematiche. Concludo ringraziando tutti i membri del Comitato per il lavoro svolto finora”. Il Comitato, per il tramite dei legali Raffaella Cavallaro e Teresa Silvestri ha già diffidato la Regione Campania, il Noe, il Consorzio di Bonifica e la Asl ad attivarsi per la pulizia, il controllo e il monitoraggio del canale.

CASCIELLO: “DA SEMPRE IN PRIMA LINEA CONTRO LO SCEMPIO AMBIENTALE”

3- vecchia protesta di cascielloAnche prima di diventare consigliere comunale, Mimmo Casciello portava avanti la sua battaglia contro lo scempio ambientale che si stava consumando sotto i suoi occhi. Vive a Cappelle da sempre, a pochi metri dal Canale San Tommaso. Lui stesso negli anni passati ha dovuto lottare una battaglia contro una grave malattia. L’ha vinta, ma molti suoi concittadini perdono ancora. Ha presentato denunce in Procura, e a ritmo incalzante incontra i responsabili Arcadis per accelerare la ripresa dei lavori al collettore sub 1. Ha aderito al Comitato, sposandone chiaramente la battaglia e sostenendone la causa. Qualcuno però lo accusa di essere troppo “istituzionalizzato” e poco incisivo. “E’ giunto il momento di unirsi in un’unica grande manifestazione, lasciando da parte i colori politici per asserire a gran voce le esigenze del nostro territorio – spiega Casciello – stasera vogliamo sottolineare, in maniera forte ma pacifica, tutta la nostra esasperazione in modo da sensibilizzare l’intervento di ogni istituzione di qualsiasi ordine e grado, rispetto ad una situazione divenuta oramai davvero insostenibile”. Dal mondo politico solidarietà bipartisan ai manifestanti, finalmente sembrano accorgersi di loro. Il punto però non è la loro presenza oggi, bensì il loro impegno costante a partire da domani.

cappelle san tommaso

 

 

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