Scafati. Via Cesare Battisti, da centro commerciale al declino. Le idee in campo per il suo rilancio

Scritto da , 3 ottobre 2017

Di Adriano Falanga

Era la via “Montenapoleone” di Scafati. Vero e proprio centro commerciale naturale cittadino. A Via Cesare Battisti ruotava l’economia locale, e in essa vivevano importanti famiglie scafatesi, alcune delle quali hanno letteralmente “fatto la storia” della città. <<Via Cesare Battisti chiamata così da inizio novecento, prima si chiamava via Santa Maria delle Grazie e ancor prima Via Madonna dei Muroli. Fino agli anni 70\80 era piena di attività commerciali, un tempo la strada principale della città chiamata da tutti a “maronn a murole”. Qui sorgono ancora oggi i palazzi delle famiglie più antiche della città, molti palazzi erano della famiglia Fienga>>. Sebastiano Sabbatino è un appassionato di storia locale, vero cultore della Scafati che fu, grazie a lui e alla sua smisurata passione, attraverso la pagina Facebook “Sei di Scafati se” le nuove generazioni scoprono spaccati di una città oramai scomparsa, e apprendono la storia e la cultura locale che c’è dietro il nome di una strada, o l’immagine di un palazzo, di un ponte, di un angolo tipico. Le vecchie generazioni invece riscoprono il piacere di rivivere i propri luoghi d’origine, la propria infanzia, i vecchi borghi. Perché Scafati non sarà mai stata capitale dell’agro, ma certamente era una piccola bomboniera pienamente meritevole dell’appellativo di “Piccola Venezia”. Una volta in questi vicoli veniva scritta la prima pagina della Resistenza partigiana italiana, oggi via Cesare Battisti è diventata una anonima strada laterale che collega corso Nazionale con via Martiri d’Ungheria. Chi l’attraversa lo fa a passo spedito, perché il tetro “silenzio” della lunga catena di serrande chiuse e locali abbandonati può incutere timore. Eppure nei circa duecento metri di strada a senso unico, un tempo non ancora remoto vi erano rinomate attività commerciali, note in tutto l’agro nocerino. Ben due gioiellerie, una banca, una farmacia, una succursale dell’istituto Pacinotti, boutique di prestigio, panetterie, una confetteria, l’ottico e finanche l’ufficio sanitario. Poi, il lungo declino. L’appello per recuperare via Cesare Battisti, come spesso accade, parte dal web. <<Quando andremo a votare a destra sinistra o centro chiediamo e votiamo chi si impegnerà ed avrà progetti per il centro storico. I vetrai risorgeranno, piazza Sansone pulita, ordinata ed è molto curata>> commenta un ottimista Sebastiano Sabbatino. Di diversa opinione la signora Anna Rita: <<Io credo che ciò che è stato non lo è più e non lo sarà. Non ci sono più i veri scafatesi. Quelli che sono rimasti non si abbassano a spendere, a valorizzare, a dare fiducia chi è di Scafati, chi è nato a Scafati, chi ha radici a Scafati, chi ha storia a Scafati. Se i negozi chiudono, se le strade sono impraticabili, se non abbiamo nessuno che ci amministri come si deve, pensando soprattutto al bene comune, se abbiamo aria irrespirabile, se abbiamo lasciato che depredassero la nostra terra e continuano a farlo, allora dobbiamo fare un mea culpa e farci un esame di coscienza, tutti proprio tutti>>. Disamina disarmante.

RECUPERO CENTRO STORICO, I PROGETTI IN CAMPO

Che le ultime amministrazioni non abbiano investito nel recupero del centro storico e di via Cesare Battisti non significa che nessuno abbia presentato mai un progetto. Ad esempio, a palazzo Mayer dovrebbe giacere in un cassetto un progetto presentato dall’avvocato Giuseppe Vitiello e da Mariano Falcone, durante il primo sindacato Aliberti. I due ex consiglieri comunali erano seduti rispettivamente in minoranza e maggioranza. Le idee per recuperare il centro città vedono quasi tutte la creazione di una Zona a Traffico Limitato, o meglio ancora, un’area pedonale. I Vetrai del resto sono in larga parte composti da un dedalo di vicoli e vicoletti, non interessati dalla viabilità ordinaria. Volendo, il Comune potrebbe decidere di attuare tutta una serie di proposte e iniziative con lo scopo di incentivare al recupero degli immobili dismessi. Ristrutturare, attraverso una serie di sgravi fiscali spalmati nel tempo, come ad esempio riduzione o azzeramento provvisorio di imposte e tributi locali. Concessione agevolata di licenze commerciali per i vani abbandonati una volta ad uso civile. Abbattimento e ricostruzione di immobili pericolanti e privi di interesse storico, senza modificare la volumetria esistente e considerando il contesto in cui sono allocati. Favorire non certo attività commerciali “aggressive” bensì botteghe artigianali, di produzione o commercializzazione di prodotti tipici locali. Parallelamente via Cesare Battisti potrebbe presentarsi come un’area pedonale di interesse culturale e commerciale multietnico. In questa strada abitano oramai da anni comunità di marocchini, tunisini, romeni. Insomma, progetti di recupero e valorizzazione in perfetta sinergia tra l’ente locale, che detta le linee guida, e investitori privati, che apportano i capitali. Non è difficile, da anni ciò avviene in città limitrofe, come Cava dei Tirreni, mentre ha fatto scuola il recente recupero del centro città realizzato dal comune di Angri e dalla vicina Nocera Inferiore. Solo Scafati è rimasta indietro, molto indietro.

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