Scafati. Urban Center e Polo Scolastico, Aliberti e Fele non perdono le speranze

Scritto da , 26 febbraio 2016

Di Adriano Falanga

“L’Urban Center fa parte di quelle opere che avremmo dovuto realizzare con i fondi dei privati. E’ chiaro che in un momento economico difficile è complicato coinvolgere in questo senso gli imprenditori”. Così Pasquale Aliberti, dopo la denuncia di Cronache sullo stato di abbandono della vecchia Manifattura Tabacchi, area in cui doveva nascere l’Urban Center. “La progettazione dell’opera è parte del nostro ricco parco progetti utile per non trovarci impreparati nel caso individuassimo un nuovo finanziamento” aggiunge il primo cittadino. “Sui fondi europei stiamo lavorando come sempre con grande intensità  – fa eco il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici, Giancarlo Fele – Il Polo Scolastico sarà realizzato in gran parte e comunque completato candidando tale completamento nel programma 2014-2020. Stiamo costruendo per la prospettiva un parco progetti che ci consentirà di accedere ad altre forme di finanziamento”. Fele chiarisce che il progetto è costato 100 e non 400 mila euro, diversamente da come stabilito nel contratto stipulato nel 2009 con i progettisti, e fornisce anche una motivazione: “La nostra forza negli anni è stata sempre questa, avere cioè progettazioni pronte che ci hanno consentito di ricevere i finanziamenti in modo celere. Questo è il caso anche del progetto dell'Urban Center”. Progetto nel cassetto dunque, in attesa di tempi migliori: “ovviamente, dovendo accelerare sulle opere totalmente finanziate dalla comunità Europea, abbiamo dato negli anni priorità assoluta a tutte le opere già realizzate in città e ad oggi ripeteremmo tale scelta. Abbiamo dato sempre priorità alla praticità”.

2-bottoniL’area della vecchia Manifattura dei Tabacchi fu acquisita a patrimonio comunale nel 2005, fu portata avanti una lunga transizione con l’amministrazione comunale affinché lo stop della produzione non avesse pesanti ricadute sociali. A Palazzo Mayer sedeva Francesco Bottoni. “La struttura fu acquisita dalla BAT, per 100 mila euro. Un prezzo simbolico rispetto ai circa 15 milioni di euro del suo valore – ricorda oggi l’ex sindaco di centrosinistra – Un grandissimo regalo alla città di scafati, praticamente a costo zero. Di sicuro avevamo previsto una parte di uffici comunali, una parte dedicata alla passata attività produttiva e la BAT era disposta anche a finanziare un piccolo museo del tabacco”. Non solo, l’obiettivo era anche creare qualcosa che potesse restituire sviluppo e lavoro, continua Bottoni: “nell'ottica dei 30 milioni di euro di fondi europei promessi nel 2008”. In questa data ci fu però la staffetta, e a palazzo Mayer arrivò Pasquale Aliberti, che mostrò subito di avere le idee chiare sulla riqualificazione della vecchia struttura per la lavorazione del tabacco. Nacque così il progetto Urban Center, costo base 23 milioni di euro. Oggi quei magazzini e capannoni versano nel degrado, come ieri ha documentato il nostro giornale.

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