Scafati. Una città da ricostruire… del tutto

Scritto da , 17 agosto 2016
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rosario negativo di scafati

SCAFATI. «La Commissione d’accesso che nello scorso marzo è arrivata al comune di Scafati, avrebbe depositato già la sua relazione circa la necessità di sciogliere il comune Scafati per infiltrazioni camorristiche». Questo l’ncipit di un articolo a firma di Gennaro Avagnano apparso su puntoagronews.it. Una notizia importante, da molti prevista visto l’andamento di quello che è apparso su varie tetstate giornalistiche nei mesi scorsi. Una decisione per lo scioglimento non sarebbe, quindi, un evento “scioccante” visto, come si diceva, che l’idea era andata maturandosi da diversi mesi. L’atto sarebbe pronto (nel caso fosse reale la presentazione della richiesta) fra diverse settimane e sarebbe basato sulla relazione dei commissari alla quale sarebbero state allegate anche le dichiarazioni de collaboratore di giustizia Alfonso Loreto e che farebbe emergere una serie di irregolarità nell’amministrazione della città dal 2008 ad oggi.
Un eventuale provvedimento di sciogliemnto che arriverebbe comunque tardi rispetto ai fatti contestati, quando cioè ormai i fondi del progetto Piu Europa sono serviti a poco o a niente per cambiare il corso di una città sommersa dai problemi e quando il sindaco Pasquale Aliberti è ormai non ricandidabile per aver quasi terminato anche il secondo mandato.
Scafati oggi, nonostante  i milioni di euro spesi in diversi progetti è una città immersa nella puzza di fiumi, canale e industrie varie, che si allaga ogni volta che piove, con le opere pubbliche principali fallite (Polo scolastico, Urban center e Pip), con una bellissima villa comunale resa impraticabile dal cattivo odore dei corsi d’acqua (?) che scorrono nei pressi e per la presenza di topi, le casse comunali in grandi difficoltà, un commercio in profonda crisi, un’immagine della città da mese sulla stampa non certo edificante e non solo per le vicende legate al sindaco (sul quale pende una richiesta di arresto in carcere davanti al tribunale del Riesame), ad altri amministratori pubblici, alla moglie del primo cittadino,  il consigliere regionale Monica Paolino (molti indagati per scambio elettorale con i clan locale o, nell’ipotesi migliore per corruzione elettorale, politicamente non c’è grande differenza).
Una situazione appesantita dalle bombe esplose in varie occasioni, le estorsioni a grandi e medie aziende, gli episodi di microcriminalità, le violenze e i furti ad anziani (e al centro anziani), le condizioni del quartiere Vetrai, le baby gang in azione, una maggioranza sempre sull’orlo di vacillare con dimisisoni e cambi di poltrone varie. Una città dove è fallita l’integrazione delle migliaia di torresi e di provenienti da altre città del vesuviano che si sono trasferiti dalla metà degli anni Ottanta che a Scafati dormono solo ma che continuano a vivere nei comuni di provenienza.
E’ vero che molti problemi esistono prima del sindacato Aliberti e sui quali l’amministrazione comunale non ha competenza, almeno diretta, ma è mancata una sua azione politica portata ad alti livelli: Scafati più che di notti bianche aveva bisognono di proteste clamorose per risolvere il problema della puzza ad esempio.
Aliberti è andato avanti in queti mesi per la mediacrità di molti che lo avversavano o lo avversano, di vecchi e nuovi amici/nemici e di quelli che lo procedono e che vorrebbero tornare in auge, molti che hanno le loro responsabilità nei problemi della città.
Il dopo Aliberti da chi dovrà essere gestito? Molti della sua opposizione in consiglio comuanle o tra le famiglie economicamente più forti sono stati o sponsor politici di Aliberti o amici per la pelle (fino a quando è convenuto). Molti oppositori lo sono solo di facciata (il sistema del non faccio parte della maggioranza ma poi mi assento per far passare i provvedimenti in consiglio comunale è metodo stravecchio e conosciuto) altri hanno preferito “distrarsi” o avere profili bassi. Poi ci sono quelli che non pagano sistematicamente i servizi e i tributi comunali (come alcuni colleghi consiglieri delle assise cittadine sia in maggioranza sia all’opposizione).
Da questo caos si salvano solo alcuni esponeti di centrodestra e centrosinistra e il M5S.
E ce n’è anche per i cittadini. Nella frazione Cappelle, dove la vita è praticamente diffcilissima per le condizioni ambientali, al corteo per la vita c’erano solo 500 persone e alla manifestazione davanti alla vita comunale contro il degrado ambientale, proposto dal gruppo di facebook “Sei di Scafati se…”, c’era una sessantina di persone a fronte di migliaia di iscritti. Perfino gli imprenditori in questa città ha spesso inseguito il proprio particolare interesse immediato senza avere una visione complessiva del futuro delle loro stesse attività: la misura era il proprio tornaconto, dalla proposta derll’ennesimo centro commerciale alla costruzione di scuole al ponte da costruire per la propria azienda. Poi ci sono quelli, imprenditori potenti, che preferiscono il quieto vivere alla denuncia dei torti subiti.
Una città dove la presa di distanza dalla criminalità nnon è mai netta anzi il fare ambiguo è accetato dai molti che ne fanno quasi un vanto o una forma di assicurazione.
Una città messa così, nonostante le grandi potenzialità nel commercio, nelle produzioni di beni e servizi, nella centralità dela sua posizione, nella domanda interna, nella vocazione industriale e nell’esportazione, rischia di non riuscire a voltare pagina e di far elegegre un prossimo sindaco voluto dai poteri forti.
A questo punto, paradossalmente, ben venga lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche, che ci siano o meno: sarà l’occasione in due anni di una profonda riflessione, che porti ad una proposta politica nuova. L’impegno di tutti, però, dev’essere quello di tenere fuori vecchi politici che cercano di ripulirsi la faccia con soluzioni civiche, semmai assoldando qualche contestatore; le famiglie importanti di Scafati (hanno ripetutamente fallito e rovinato la città); i gruppi di interesse che soffocano Scafati più della puzza. Quei poteri forti che proprio Aliberti aveva promesso di combatetre con il suo impegno politico ma alla fine ci sie è alleato per poi essere abbandonato e avversato, commettendo il suo più grande errore politico, più grave della decandenza. E a proposito della decadenza va ricordato il vecchio adagio: «E’ riprovevole l’esamotage ancor più perdere la battaglia innescata per attuarlo».

 

Il rosario dei noti problemi irrisolti di tutta una comunità

Come se fosse un tragico quadro del Seicento, la città di Scafati circondato dai diversi problemi irrisolti, come se fosse un rosario di quello che non va.
Attorno alla foto principale della pagina, le 20 priorità da affrontare per quella che sarà la prossima amministrazione comunale sulla base di quelli non risolti dalla gestioen Aliberti. Ad ogni foto è assegnato un numero : 1. Inquinamento del fiume Sarno, 2 il canale Bottaro, 3 il canale San Tommaso a via Tora, 4 il canale di via Terze, 5 il canale  Fosso del Mulino, 6 l’interno della Helios, 7 camion in fila per entrare alla Helios, 8 allagamenti della strada davanti alla Helios, 9 percolato dai camion in fila alla Helios, 10 controlli alla Helios, 11 irrisolto il problema del traffico, 12 allagamenti ad ogni pioggia intensa, 13 villa comunale non curata, 14 quartiere Vetrai non recuperato, 15 chiusura di molti esercizi commerciali, 16 il polo scolastico non realizzato, 17 il Piano d’insediamento produttivo (Pip) non realizzato, 18 Urban center non realizzato, 19 una classe dirigente in tutti i campi incapace di essere promotrice di una svolta e intressata soloa  perseguire il piccolo vantagio personale ,  20 un consiglio comunale dai molti componenti invischiati nella gestione della città a marca Aliberti ma anche precedentemente, dove l’abigno e il tatticismo la fanno da padrona anchje tra vecchi e nuovi oppositori, affinché alla fine tutto si faccia secondo i propri desideri e buon pace dei cittadini.
La prossima amministrazione comunale, scioglimento del Comuneee o no, dovrà affrontare questi problemi se vuol  realmente ricostruire la città

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