Scafati. Tra tanti fanti e aspiranti re, potrebbe spuntare una donna

Scritto da , 17 gennaio 2017

Di Adriano Falanga

Nonostante sia quasi certo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, il che comporterà un’attesa di circa due anni per ritornare al voto, la politica scafatese è in pieno fermento. Ad uscire in avanscoperta sono loro, i “fanti”, ad avanzare verso le linee “nemiche”. Ma la fanteria è corpo nobile e sacrificale, le maggiori vittime si registrano proprio tra le sua fila, considerato la prima e forte esposizione al fuoco nemico. I Fanti a Scafati sono Marco Cucurachi (Pd), Angelo Matrone (Fdi), Raffaele De Luca (Repubblicani). Ma la storia insegna, i candidati sindaco reali spuntano fuori dalle retrovie, sul loro mezzo blindato, alla fine della battaglia. Scortati dai generali, rendono omaggio ai soldati caduti e si ergono a salvatori della Patria. Nulla di nuovo insomma. Ogni ragionamento politico è però ripetutamente incentrato su nomi strettamente maschili. Ma la città di Scafati, terzo comune della provincia salernitana, potrebbe essere pronta ad esprimere un candidato femminile? Seguire ad esempio le orme della popolosa Battipaglia, che ha eletto, anche qui dopo il commissariamento, la dottoressa Cecilia Francese, già consigliere comunale? Forse si, e a puntare su un candidato rosa potrebbe essere il perimetro del centrodestra. La corazzata alibertiana del resto si è contraddistinta per l’elevato numero di esponenti femminili al suo interno. Personaggi di prim’ordine, che hanno tenuto banco durante questi anni di sindacato guidato da Pasquale Aliberti. E nulla vieta all’ex sindaco, qualora si votasse davvero nel 2019, di sparigliare le carte e puntare su una lady. Prima fra tutte è lei, la moglie Monica Paolino, consigliere regionale. Per anni ha esercitato il suo mandato regionale all’ombra del marito, offuscata dalla preponderanza politica del marito, sindaco di Scafati e padre padrone di Forza Italia nel salernitano. Oggi però la Paolino resta l’unico eletto della famiglia, e i riflettori già si sono accesi sulla sua persona. Da quando lavorava “in silenzio” oggi la consigliera regionale comincia a “far rumore”, e a ritagliarsi i suoi spazi mediatici. Ed è attraverso lei, spiegano i più informati, che Aliberti continua ad esprimere la sua azione politica. Ufficialmente chiuso nell’eremo di casa sua in via Aquino, l’ex sindaco avrebbe sommato la sua voce a quella della moglie. Un unico coro insomma, per restare ancora in sella e preparare il terreno alle future elezioni, magari con la Paolino sindaco e il marito candidato alla Regione. Fantapolitica? Può darsi, ma tutto sommato era fantapolitica anche quando si cominciava a vociferare di una sconosciuta Paolino candidata nell’armata Pdl a targa cirielliana nel 2010. Bisogna lavorarci sopra però, perché gran parte degli alibertiani vedono bene un proseguo politico nella persona di Giancarlo Fele. Dato certo è che le liste sono già in fase di preparazione, anche perché è bastato ripartire dal lavoro pre decadenza, quando gli alibertiani erano certi di ritornare al voto. Come oggi sono certi che il comune non sarà sciolto.

3- alibertiNon solo Paolino, tra l’ex maggioranza spiccano i nomi di Annalisa Pisacane e Brigida Marra. La prima è molto radicata sul territorio, ex assessore alle politiche sociali, ha un discreto serbatoio di voti personali da dove partire. La seconda è volto nuovo, definita “la pasionaria”, rappresenta nel contempo sia la croce che la delizia tra le fila dell’amministrazione uscente. Brigida Marra ha mostrato di avere una dialettica, e di non temere mai lo scontro diretto con l’avversario. Peccato che si sia scontrata spesso anche con la sua stessa parte politica. Tutti e sei i dissidenti hanno infatti avuto rimostranze nei suoi confronti. Restando nel centrodestra, potrebbe puntare su Daniela Ugliano l’ex assessore al bilancio Raffaele Sicignano. La dottoressa, nonostante sia uscita dalla maggioranza a giugno con Stefano Cirillo e Bruno Pagano, non è certamente stata comparsa tra gli alibertiani. Fino alla fine Pasquale Aliberti ha provato a recuperarla. Resta il rapporto umano, ma politicamente la Ugliano è oramai separata, con ben altre prospettive. Infine, il centrosinistra, volendo scartare le “solite note”, che pure hanno alle spalle anni e anni di attivismo, sia istituzionale che partitico, si ritrova con la sola Margherita Rinaldi quale papabile candidato in salsa rosa. Candidata non eletta alla corte di Vittorio D’Alessandro, l’avvocato Rinaldi è riuscita a sintetizzare sulla sua figura le diverse anime del centrosinistra, riuscendo ad essere eletta segretaria del locale circolo. A lei si deve anche un fitto lavoro di mediazione per la riunificazione del Pd, dopo la separazione elettorale del 2013. Finirà però con l’essere esclusa al prossimo congresso cittadino, che dovrà sancire i prossimi traghettatori per la futura tornata elettorale. La Rinaldi è stata preziosa in tempo di pace, ma in tempo di guerra, i vecchi generali già stanno scalpitando.

Consiglia