Scafati. Torna il corvo: “favori agli amici per l’uso dello stadio”

Scritto da , 8 giugno 2017

Di Adriano Falanga

Torna il “corvo” a Scafati. Questa volta lo fa in una maniera alquanto curiosa, quasi a significare che la mano che scrive sia diversa da quella che in passato ha anonimamente denunciato abusi edilizi di amministratori comunali, o in ultimo le irregolarità sulle autorizzazioni del mercatino dell’usato, che è stato chiuso. La missiva non è stata recapitata al protocollo di Palazzo Mayer o alla Procura, ma seppur all’interno è destinata alla commissione prefettizia, è stata indirizzata a Luca Celiberti, ex consigliere comunale e presidente della commissione Bilancio nel primo sindacato Aliberti. Il contesto è attuale, riguarda l’uso privato delle strutture sportive scafatesi. Al momento è in corso una polemica sull’annunciato aumento delle tariffe deciso dalla commissione straordinaria e pochi giorni fa, circa una decina di società e associazioni sportive hanno chiesto un incontro con la triade per scongiurare gli aumenti. <<Cosi si ammazza lo sport scafatese>> hanno detto i rappresentanti delle realtà sportive che hanno sottoscritto la richiesta. Voci ancora non ufficiali parlano di aumenti fino a cinque volte le attuali tariffe, che l’amministrazione Aliberti ha volutamente tenuto basse, per favorire la cultura dello sport. A quanto pare però, non tutte le società sportive hanno puntualmente provveduto a pagare il dovuto, e secondo la lettera firmata da “un amico” e pervenuta a Celiberti, due società di calcio non solo non avrebbero pagato quanto necessario, ma addirittura avrebbero esibito false attestazioni di pagamento. Accuse gravissime che chiaramente sono tutte da verificare, come è da verificare perché la lettera sia stata spedita a Luca Celiberti e non direttamente all’ufficio protocollo. Fornisce molti dettagli il corvo. Le società non solo non avrebbero pagato l’uso del campo sportivo comunale, ma avrebbero anche esibito al Comune fotocopie di pagamenti falsi e non gli originali come da prassi. Il corvo cita pure due impiegati dell’ufficio competente, che avrebbero taciuto tutto, nonostante fossero a conoscenza del meccanismo truffaldino. <<Sapeva tutto anche l’assessore allo sport – si legge ancora – verificate chi era>>. L’anonimo autore ostenta sicurezza in ciò che scrive: <<cari commissari, controllate pure i pagamenti, denunciateli per truffa così la finiranno di vantarsi di essere i padroni dello stadio>>.

CELIBERTI PRENDE LE DISTANZE

1-celibertiLa lettera è datata 20 maggio ed è stata spedita da Roma il 26. Destinatario Luca Celiberti, mentre all’interno la missiva, un foglio A4, è indirizzata alla commissione straordinaria. <<Posto il dubbio sulla veridicità del contenuto e premesso il modo anonimo con il quale è stato inviato, resta la perplessità sul perché sia il sottoscritto il mezzo attraverso il quale il “corvo” voglia che i commissari vengano a conoscenza dei fatti espressi>>. L’ex consigliere comunale, legato ancora oggi a Forza Italia, prende le distanze dalla lettera. <<Posso solo asserire che questo episodio conferma ancora una volta il clima negativo e delicato che insiste oggi a Scafati e la necessità di tornare ad una politica alta e di più ampio respiro, superando definitivamente l’era Aliberti, il commissariamento e tutte queste bieche forme anonime>> conclude Celiberti.

 

ALIBERTI: AUMENTO TARIFFE, A RISCHIO LO SPORT

aliberti-Pasquale-20131Corvo a parte, la polemica sull’aumento delle tariffe per l’uso delle strutture sportive comunali non si placa. Sul tema si esprime anche Pasquale Aliberti. <<Applicavamo lo sconto del 95% per le società sportive scafatesi. Lo facevamo per favorire la crescita dei giovani e delle discipline. È anche grazie a questo che è cresciuto in questi anni il numero delle società sportive esistenti a Scafati, la qualcosa ci ha consentito di essere riconosciuti dal CONI città europea per lo sport anno 2016 – scrive in rete l’ex sindaco – Lo stadio comunale che costava ad una società 50 euro oggi costerebbe 125 all’ora, la pista di atletica leggera che costava 2,5 euro all’ora oggi costerebbe 36. Questi sono solo alcuni esempi. In questo modo rischiamo di favorire solo le strutture sportive private penalizzando le società sportive e i nostri figli che sarebbero costretti anche ad emigrare, per fare sport, in altre città pur avendo strutture all’avanguardia o nuove. È prima da genitore e poi da sportivo che mi appello alla sensibilità di chi dovrebbe governare questa città e farla crescere anche nei valori della legalità che arrivano anche dalla pratica sportiva>>.

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