Scafati. Terremoto su Scafati Solidale, a rischio gli atti prodotti dai cda

Scritto da , 11 giugno 2016
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Di Adriano Falanga

Rischia di provocare l’ennesimo terremoto politico istituzionale la delicata questione legata alla Scafati Solidale. Un “papocchio” burocratico amministrativo che può seriamente assumere i contorni di un grave errore gestionale con pesanti ricadute sugli atti prodotti in questi anni dalla Scafati Solidale. L’ente ha improvvisamente subito una metamorfosi, diventando “settore organizzativo” tramite bacchetta magica, e perdendo la sua natura di “istituzione”. Questo spiega il perché il cda non è stato più nominato dopo le improvvise dimissioni dei componenti Luca Celiberti e Raffaele Di Rosa e dopo che l’Anac aveva revocato il presidente Andrea Granata. Sette anni di bandi, gare, graduatorie, concessioni di contributi e gestione delle politiche sociali in coordinamento con il Piano di Zona rischiano di finire davanti alla corte dei conti. E tutto questo spiega anche l’insistenza del Comune di Scafati di modificare lo statuto fin dall’ottobre 2015, senza però riuscirci. In più consigli comunali infatti l’argomento è stato ritirato in fretta e furia, senza passare neanche per la discussione. A scoprire le carte è Michele Grimaldi, consigliere comunale del Pd, che in una interrogazione comunale precisa ogni punto di criticità emerso. Un quesito simile sul tema è stato protocollato anche dal collega Michelangelo Ambrunzo. “Il sottoscritto consigliere comunale chiede di conoscere: Se secondo l’amministrazione comunale “Scafati solidale” sia una Istituzione ex art. 113 del T.U.E.L., un settore del Comune o una ibrida forma amministrativo-organizzativa; Perché, nel caso venisse “Scafati solidale” considerata un settore, risulti essere dotata di un Consiglio di amministrazione, il quale aveva ed ha (sempre secondo lo Statuto) poteri gestionali e decisionali in materia di politiche sociali; Perché ci si sarebbe accorti di tali anomalie solo dopo lunghi sette anni; Se l’assunzione del dottor De Lorenzi Gaetano, soprattutto alla luce dei rilievi mossi a tal proposito dalla relazione del MEF inoltrata all’amministrazione di Scafati nei mesi scorsi, sia in conformità alle norme ed ai parametri sanciti ex articolo 110 del T.U.E.L” chiede Grimaldi. La “trasformazione” dell’ente da Istituzione a Settore Organizzativo l’ha prodotta la delibera di consiglio comunale n.25 del 30/05/2016 a firma del Sindaco Pasquale Aliberti, e avente oggetto l’adeguamento del PEF 2016 inerente il servizio di gestione integrata del ciclo dei rifiuti. Al comma 2 si proponeva <<di demandare al competente settore Istituzione Scafati solidale l’individuazione dei criteri per utilizzare i fondi destinati ad agevolazione sociali>>. “Durante il Consiglio comunale dell’8 Giugno 2016, a domanda esplicita dello scrivente – continua Grimaldi –  in merito al perché di tale doppia dicitura, l’Assessore Diego Chirico, il presidente pro tempore del Consiglio comunale Teresa Formisano e la segretaria Generale Immacolata Di Saia, rispondevano ed affermano che “Scafati solidale” era da considerarsi un “settore”, non essendo mai stata una Istituzione”.

1-grimaldi Fatto grave secondo il piddino, che a riprova della sua tesi presenta una cospicua documentazione, anche istituzionale, in cui è dimostrato senza dubbio alcuno la natura di Istituzione della Scafati Solidale. “Con delibera di Consiglio comunale del 7 del 17/02/2009 è stata costituita l‘Istituzione “Scafati solidale; Sul sito web della suddetta Istituzione, nella sezione presentazione, è possibile leggere: L’Istituzione ‘Scafati Solidale’ inaugurata l’8 luglio 2010; Nell’adunanza del 10 dicembre 2015 il Consiglio dell’Autorità nazionale anticorruzione, in riferimento a “Scafati solidale” afferma:  <<Si evidenzia che – come chiarito dallo statuto – si tratta di un’Istituzione costituita ai sensi dell’art. 113-bis comma 1 lett. d) del d. lgs. n. 267/2000 (T.U.E.L.); Nella determina dirigenziale numero 36 del 26/05/2014, firmata dal responsabile del settore servizi sociali Vittorio Minneci, si legge: Con deliberazione di consiglio n.7 del 17/02/2009 è stata costruita la struttura organizzativa dell’ente denominata Istituzione “Scafati Solidale” per i servizi sociali del comune di Scafati ed è stato approvato con lo stesso atto il relativo regolamento, riconoscendo anche un’indennità ai membri del cda”. Grimaldi chiarisce ancora: “Il De Lorenzi Gaetano, poco tempo dopo la sua nomina, in qualità di dirigente del settore staff “Scafati solidale”, firmava la “Proposta di deliberazione di consiglio comunale numero 15 del 12/04/2016, avente oggetto “Modifica di regolamento del settore “Scafati solidale”. In tale proposta di delibera affermava che tali modifiche del regolamento erano proposte <<al fine di chiarire che il settore organizzativo del comune di scafati denominato “Scafati solidale” non ha personalità giuridica ai sensi dell’art 113 del 267/00, ma il termine “Istituzione” è stato utilizzato come mera descrizione dell’ufficio che è una articolazione dell’organizzazione amministrativa del comune di Scafati>>”. Una brutta storia davvero, che potrebbe avere un risvolto giuridico economico non indifferente per la città e per coloro che negli anni si sono succeduti nel Cda. “In data 27 aprile 2016 la Commissione consiliare Statuto ha chiesto in forma scritta e orale al dirigente De Lorenzi Gaetano una relazione scritta e approfondita in merito a tale proposta di delibera, relazione non ancora pervenuta” termina Grimaldi. Si attende adesso la replica dell’amministrazione.

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