Scafati. Teresa Formisano: “rifarei tutto”. Il punto sul panorama politico

Scritto da , 12 aprile 2017
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Di Adriano Falanga

<<Rifarei tutto. Ho sempre agito con un grande senso di responsabilità e ho fatto della politica un servizio. Perché non dovrei!?>>. Teresa Formisano, ex capogruppo di Forza Italia, è con Brigida Marra e Carmela Berritto parte della squadra rosa dell’amministrazione uscente, sciolta per infiltrazioni criminali. Tra le tre è stata però quella “politicamente più esposta” e la sua prima esperienza consiliare le ha anche “regalato” un avviso di garanzia per aver convocato un consiglio comunale nonostante il Presidente in carica non sia mai stato impedito. Erano i tempi della “fretta e furia” per chiudere la pratica decadenza di Pasquale Aliberti. Quel Presidente del Consiglio, Pasquale Coppola, con il quale aveva fatto coppia in campagna elettorale, riuscendo a centrare l’obiettivo dell’elezione. Ancora convinta che convocare quel consiglio contro il parere del Prefetto sia davvero stata una scelta giusta? <<Far parte di una squadra significa condividere scelte e percorsi, quindi abbiamo fatto la scelta giusta, tutti insieme>> A due mesi dall’insediamento della commissione, come valuta il loro operato e come trova la città? <<È ovvio che gestire una città non è semplice, soprattutto per chi si trova davanti un percorso già avviato. Siamo ancora all’inizio, difficile giudicare l’operato della Commissione>>. Cosa suggerisce di fare alla triade? <<Di lavorare per il bene della città e di non tralasciare tematiche importanti, come i servizi sociali per continuare a garantire i servizi essenziali alla comunità>> Il comune ha un disavanzo di oltre 31 milioni di euro. Saranno tempi di tagli e stallo per nuove opere e servizi come cultura, politiche sociali, sport, eventi. Vi sentite in parte responsabili? <<Sentirci responsabili per aver messo in campo opere, servizi, cultura, politiche sociali, mi sembra un controsenso. Se solo guardassimo i bilanci dei comuni della Campania ci potremmo rendere conto del difficile momento economico generale in cui versano gli enti>> Farete ricorso al Tar contro lo scioglimento? <<Sicuramente>>. (Il termine ultimo per presentarlo è il 15 aprile, ndr). Sarà ricandidata? <<Troppo presto per dirlo. Dopo quello che è accaduto in questi ultimi mesi lo sconforto è grande, soprattutto quando si è operato in totale trasparenza e nell’interesse del prossimo. Chi vivrà vedrà>> Chi sarà il futuro leader del centrodestra? <<Non ho la sfera di cristallo, ma sicuramente dovrà essere una persona seria, capace di operare per il bene cittadino e di mettere insieme più anime>> E chi invece tra gli alibertiani? <<La stessa cosa>>.

IL RICORSO

maggioranza-alibertiLe elezioni sono lontane, molto lontane. Un anno e mezzo in politica equivale almeno a due o tre “era geologiche” e avere la presunzione di intravedere futuri papabili oggi è fuorviante. Un dato però è certo, tra gli alibertiani c’è un profondo sconforto e senso di ingiustizia, e nonostante la frenetica attività investigativa, ad oggi restano compatti attorno al loro leader indiscusso: Pasquale Aliberti. Presenteranno ricorso al Tar avverso il decreto di scioglimento, Aliberti lo aveva promesso, e questo perché ritengono esserci palesi discordanze con quanto il ministro Marco Minniti ha scritto nella sua relazione, frutto, ovviamente, di una sintesi di quanto prodotto in sei mesi dalla commissione d’accesso voluta dal Prefetto Salvatore Malfi. E se da un lato c’è chi lo sconsiglia, come l’ex assessore Raffaele Sicignano, gli alibertiani sono però convinti che un tentativo vada comunque fatto. E così a firmare potrebbero esserci i fedelissimi: Mimmo Casciello, Brigida Marra, Teresa Formisano, Carmela Berritto, Francesco Vitiello, Alfonso Pisacane, Dalila Borriello, Diego Del Regno (come ex consiglieri comunali) Annalisa Pisacane, Antonio Fogliame, Nicola Acanfora, Giancarlo Fele come ex assessori. In forse Diego Chirico. Come in forse sarà l’adesione di Roberto Barchiesi, con l’ex primo cittadino perno centrale dell’inchiesta Sarastra. Forse pochi per dare un maggior impulso all’esposto, considerato che consiglieri e assessori firmatari non rappresentano l’ex maggioranza eletta (composta da 15 esponenti). Numeri risicati, anche per lanciare le basi di una futura coalizione di centrodestra. E’ chiaro che le indagini ancora in corso (entro settembre dovrà esserci l’avvio del processo) rallentano ogni tentativo di imbastire un ragionamento politico. Anche perché Aliberti in questo delicato frangente non può vestire (almeno ufficialmente) i panni del leader politico. Quanto ai papabili, qualcuno avrebbe scommesso, in altri tempi, su Giancarlo Fele. Ma l’ex vicesindaco non è sembrato voler mettersi a capo della “rinascita alibertiana”, almeno non in questo momento politico.

CENTROSINISTRA IN FERMENTO

3-pd-scafatiDiversa l’atmosfera in casa centrosinistra, da queste parti si parla ampiamente di elezioni. Non comunali però, per quelle c’è tempo e comunque sono conseguenziali alle elezioni politiche e soprattutto al congresso del PD. Si discute all’interno del circolo di via Giovanni 23°, in gioco c’è la futura leadership del partito, importante tassello per determinare il candidato sindaco da opporre al centrodestra e soprattutto al M5S. Non manca nulla ai democrat e in prospettiva congresso sono emerse le tre anime che compongono il circolo. I renziani sono decisamente la maggioranza e a capo c’è la segretaria Margherita Rinaldi, con Michele Grimaldi e Vittorio D’Alessandro per l’ex gruppo consiliare. Buona la rappresentanza di Michele Emiliano, che ha raccolto l’adesione di Marco Cucurachi e Michelangelo Ambrunzo, entrambi consiglieri uscenti. Terza è la componente facente capo al ministro Orlando. A portare avanti la sua candidatura sono l’avvocato Giuseppe Vitiello e una nutrita fetta di ex componenti di “Primavera Non Bussa”, in primis la vice segretaria Regina Scarico. Fuori dai confini del Pd si guarda in ottica elezioni politiche, e in questo contesto ritorna Mirko Secondulfo, che dopo aver guidato Sel ed essere confluito nel Pd, oggi è a capo degli “scissionisti” dalemiani di Articolo 1 – Democratici Progressisti. La nascita di Sinistra Italiana potrebbe rappresentare un trampolino di lancio politico per Raffaella Casciello, già reduce di un brillante risultato elettorale alle ultime regionali. E poi c’è il frenetico e mai stanco attivista in orbita De Magistris, Francesco Carotenuto, a capo del laboratorio politico Scafati Arancione

IL M5S PRONTO AL GRANDE SALTO

1-simLoro continuano a mostrarsi “attivisti”, ma i militanti di Scafati in Movimento sono politicamente maturati e consapevoli che le elezioni comunali del 2019 potrebbero essere la loro grande opportunità. Non parlano di candidature, il M5S è un “partito” al momento appetibile e in una città come Scafati potrebbe rappresentare la “scalata” di qualcuno che ufficialmente non può esprimersi in prima persona. Un po’ come accaduto a Roma, dove si scrive M5S ma tutto sommato, si legge “centrodestra”. I militanti ne sono consapevoli, e seppur hanno intensificato i loro tour in giro per la città a fare proselitismo, tengono ben salde le redini del movimento locale. Fare passi falsi potrebbe compromettere la loro scalata a Palazzo Mayer e l’unico modo per non cadere in errore è parlare di contenuti, prima ancora del contenitore. Tutti al momento sembrano esorcizzare una propria candidatura alla prima poltrona, e gli storici Giuseppe Sarconio o Ivan Piedepalumbo sembrano guardare più alla poltrona da consigliere che al sindacato. C’è tempo ancora, al momento l’imperativo è soltanto uno: evitare scalate esterne e indesiderate. Non risulta essere operativo l’ex candidato sindaco del 2013, Eugenio Panella.

 

 

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