Scafati. Tari 2016, non passano gli aumenti, restano le vecchie tariffe. Maggioranza spaccata

Scritto da , 30 aprile 2016

Di Adriano Falanga

Con un colpo di coda dei consiglieri di maggioranza Stefano Cirillo, Daniela Ugliano, Roberto Barchiesi, Bruno Pagano, a cui si sono poi accodati tutti gli altri, sindaco e opposizione compresa, vengono ritirate le nuove tariffe sulla Tari 2016. In questo modo viene evitato l’aumento previsto per i nuclei familiari oltre i 3 componenti. Restano in vigore le tariffe del 2015. Prima della seduta consiliare, già si era capito che la tassa sui rifiuti sarebbe stata protagonista della serata. Fino a due giorni fa componente del CDA di Scafati Solidale, Luca Celiberti dopo le dimissioni si riscopre attivista politico. Protesta fuori l’aula consiliare, e lo fa in maniera molto scenografica. Contesta le nuove tariffe Tari Celiberti, quest’anno in aumento per i nuclei familiari oltre i tre componenti. Improvvisatosi novello operatore ecologico, l’ex consigliere alibertiano ha parole dure contro i vertici dell’Acse, di cui ne chiede le dimissioni in toto. “Devono andare tutti a casa per il mancato raggiungimento degli obiettivi -spiega Celiberti- dov’è il piano industriale? Siamo fermi ancora al 50% di differenziata e di contro aumentano ancora i costi dell’indifferenziato. La legge obbliga al raggiungimento del 65%. La città è stanca di subire l’inettitudine e inefficienza del CDA dell’Acse”. Non solo, quest’anno i ricavi della differenziata dai 240 mila euro del 2015 scendono a 216 mila euro appena, a fronte di un piano economico finanziario di quasi 12 milioni di euro”. La seduta consiliare inizia con un dato politico non indifferente, che testimonia, se ce ne fosse ancora bisogno, la scarsa tenuta della maggioranza. Assenti Stefano Cirillo, Daniela Ugliano, Bruno Pagano e Roberto Barchiesi per il neo gruppo Identità Scafatese e Mimmo Casciello, oramai orfano alibertiano. L’assenza dei primi quattro, che entreranno poi a seduta inoltrata, è dovuta al non accoglimento dell’emendamento da loro elaborato che mirava ad evitare l’aumento della Tari.

1-consiglioIn un primo momento sembrava essere accoglibile, poi nel pomeriggio la doccia fredda dal ragioniere capo Giacomo Cacchione, che ha fortemente indispettito gli oramai ex fedelissimi. Contrariamente alle aspettative della vigilia, la discussione sulla relazione degli ispettori del Mef viene rinviata dopo che gli ultimi allegati sono stati trasmessi ai consiglieri comunali soltanto poche ore prima. Aliberti prova a stemperare le polemiche:” vicenda fortemente strumentalizzata dall’opposizione. Si tratta di una nota interlocutoria non definitiva, su una cenda che deve ancora consumarsi e questo avverrà dopo che avremo presentato le nostre controdeduzioni. Non abbiamo nulla da nascondere”. Il primo cittadino minimizza, dimenticando forse che ad inasprire i toni è stato l’alone di mistero sul dossier prima, e il rifiuto di consegnare copia da parte del ragioniere capo Giacomo Cacchione, dopo. “Il dirigente prima ci mostra l’atto, lo fotocopia e poi rifiuta di consegnarcelo, dicendo testualmente “non mi mettete in difficoltà” – ribatte Marco Cucurachi – ma in difficoltà verso chi?”. La discussione viene poi rinviata, così come chiedono anche Cristoforo Salvati, Michele Raviotta e Pasquale Vitiello: “aspettiamo le controdeduzioni del ragioniere capo, non possiamo aprire una discussione oggi su di un documento istruttorio”. Più che il Mef, a intaccare l’equilibrio già precario della maggioranza sono le tariffe Tari. Un tema spinoso, che ha già messo sotto accusa la partecipata Acse, e che neanche è stato ben approfondito nelle riunioni di maggioranza. Gli alibertani ci sono, ma il loro voto non è più scontato, ogni volta un gioco forza per trovare la sintesi ed evitare la rottura. Una rottura che però è stata oramai sancita, dopo la contrarietà di Identità Scafatese, e la latitanza non affatto causale di Mimmo Casciello. Esprimere divergenze non è più tabù tra gli alibertiani, e Aliberti sembra averlo capito.

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