Scafati. Tagli dI 300mila euro al salario accessorio, stato di agitazione dei comunali

Scritto da , 16 Gennaio 2016
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Comune: acque agitate tra i dipendenti, si va verso lo stato d’agitazione e lo sciopero. Assemblea sindacale, ieri, tra i dipendenti comunali aderenti alla Cgil, Cisl, e Uil, guidati dai sindacalisti Giovanni Santonicola, Alfonso Rianna e Maria Bonaria Spiga. L’incontro si è tenuto all’auditorium dell’istituzione Scafati Solidale presso il centro commerciale Plaza. I lavoratori hanno discusso del taglio, circa 300mila euro previsto dall’Amministrazione, per il fondo salario accessorio, con cui si pagano la reperibilità, la turnazione, lo straordinario, l’indennità di comparto ed altre competenze spettanti ai lavoratori. I sindacati hanno lamentato la mancata presenza di un assessore con delega al personale e il modo di rapportarsi del primo cittadino con loro. Non è andato per niente giù che il sindaco abbia convocato a gruppi i dipendenti comunali per parlargli, deligittimando “la rappresentanza sindacale eletta dal 98% dei dipendenti, mentre la politica  è stata  eletta appena dal 50% dei cittadini “, ha ricordato Santonicola(Cisl).  Rianna (Cgil) ha rimarcato la mancanza di confronto con la politica “Decidono senza mai interfacciarsi con noi, con questa amministrazione sono sempre i dipendenti e i fondi a loro destinati a pagare per tutto” .  Spiga (Uil) ha definito “inaccettabile il taglio di 300mila euro al fondo”. Erano presenti circa 90 dipendenti sui 170 del Comune e non sono mancate le rimostranze da parte qualche lavoratore seduto nel pubblico che ha contestato i sindacati, troppo tenero a loro dire nel difendere alcuni interessi dei lavoratori. Verso i sindacati  sono arrivati anche accuse dure: “Dovete togliervi il vizio di andare a braccetto dei politici,”. Le Rsu hanno chiesto ai dipendenti unione, di non fare lo straordinario anche se richiesto, essere pronti a denunciare il Comune e, ove è giusto, non aver paura di andare anche contro i dirigenti  “perché a Scafati abbiamo prima dei dirigenti che denunciano il Comune per avere quello che gli tocca” , il riferimento era alla segretaria Immacolata Di Saia che ha intrapreso una causa civile per avere circa 100mila euro non retribuiti. Anche il taglio del 15% allo straordinario  elettorale di maggio non è andato giù. Nella seduta  si è  precisato anche che il lavoro previsto nei progetti obiettivo, attenzionati dalla Corte dei Conti, sono stati svolti  e  se errori ci sono stati siano i dirigenti a pagare e non loro. L’assemblea si è conclusa con una decisione unanime: non si dovrà  svolgere alcun lavoro fuori dagli orari previsti. Oggi, sarà inviato un documento in Prefettura in cui si annuncia lo stato di agitazione, probabilmente propedeutica ad uno sciopero che si potrebbe avere a breve. A tergo dell’assemblea le Rsu unite hanno accusato il Comune di clientelismo per come è strutturato: “Non è possibile avere cinque dirigenti d’area e ben 18 posizioni organizzative su circa 170 dipendenti di cui 40 vigili urbani, le posizioni organizzative dei  dirigenti vengono pagate con il prelievo di 160mila euro  dal fondo incentivante dei dipendenti” chiosano  i sindacalisti.
«Bene hanno fatto le associazioni sindacali unite dei dipendenti del Comune  a rivendicare i propri diritti ed in particolare a contestare la riduzione di 300mila euro  del  Fondo Salario Accessorio -afferma Marco Cucurachi del Pd-. Accerteremo nella competente Commissione Garanzia la regolarita’ dell’operato dei competenti Dirigenti, la correttezza e la legittimita’ degli atti adottati. Si corrispondono 100mila euro a Nek per un concerto musicale e contestualmente si riducono le risorse per i dipendenti, che hanno come unica fonte di reddito lo stipendio».  E la risposta di Aliberti non tarda ad arrivare. Su facebook scrive: «Perplesso dall’annuncio dello stato di agitazione di alcuni Dipendenti Comunali‬ guidati dalla violenza verbale di alcuni Sindacalisti.  Si chiede l’aumento dello stipendio e di lavorare meno. È giusto, invece, valorizzare chi lavora e raggiunge gli obbiettivi, come abbiamo sempre fatto, fino a rischiare le indagini e le contestazioni della Corte Dei Conti. Quanta ingratitudine, per la serie  CORNUT‬&MAZZIATI».

 

 

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Gennaro Avagnano

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