Scafati Sviluppo: Mariniello minimizza, Aliberti tace e Cucurachi affonda

Scritto da , 7 aprile 2016
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Di Adriano Falanga

Le dimissioni non passano mai inosservate se poi a rassegnarle è il presidente della Scafati Sviluppo, società partecipata che porta avanti il progetto di reindustrializzazione Ex Copmes da quasi venti milioni di euro, il caso è bello e servito. Antonio Mariniello lascia la presidenza nel momento in cui la società sta completando l’assegnazione del lotto A, e si appresta ad iniziare il lotto B. “Sarà fatto in questi giorni e può darsi pure che sia io a firmare i primi atti perché resto in carica fino alla prossima Assemblea che ho convocato per il giorno 14” spiega il noto medico scafatese, già vice sindaco con la giunta Bottoni. “Con assoluta franchezza devo dire che le motivazioni sono assolutamente di ordine lavorativo, non raccapezzandoci più noi medici in questi meandri della burocrazia – conferma Mariniello – Avevo preannunciato al Sindaco tale mia decisione già un mese fa e ci siamo chiariti in grande sintonia. Nessuno screzio”. Sarà pure così, ma Pasquale Aliberti è piuttosto laconico: “le scelte di vita, o quelle professionali, non si commentano”. Vacilla la società che oltre alla Ex Copmes non ha altre commesse, e che ha sul groppone diverse centinaia di migliaia di euro di debiti di gestione pregressi. E’ comunque un terremoto che continua a scuotere l’amministrazione, dopo che l’Anac ha revocato la nomina dell’amministratore delegato Mario Amitrano, e c’è chi giura che presto seguiranno le dimissioni anche di altri componenti. Oltre al presidente e all’a.d, il cda vede la presenza di Emanuele De Vivo, Bartolomeo D’Aniello e Il comandante dei vigili urbani Alfredo D’Ambruoso. Collegio Revisori presidente Massimiliano Granata, componenti Assia Tufano e Catello Casciello. Revisore: Ferdinando Voccia. Ha una interpretazione tutta politica Marco Cucurachi, Pd: “le dimissioni di Mariniello hanno un solo significato, chiaro, inequivocabile e non soggetto ad interpretazione: scendo dalle nave”. E ovviamente, il tutto contestualizzato: “in questo momento topico, caratterizzato da crisi di maggioranza, fallimento politico di Aliberti, inchieste giudiziarie e accertamenti della Commissione di Accesso Prefettizia – continua Cucurachi – Aliberti spieghi alla Città e al Consiglio Comunale il perché delle dimissioni e lo stallo in cui si trova il progetto, tra mancanza di copertura finanziaria accertata da Cantone, debiti nei confronti dell’impresa appaltatrice, contenziosi con fornitori, consulenti coinvolti in inchieste della DDA e mancata consegna dei capannoni. Prevalga la responsabilità nell’ interesse degli imprenditori che hanno investito e rischiano di perdere tutto a causa della mala gestione del Comune e dei vertici della STU, questioni sempre stigmatizzate dal sottoscritto sin dal primo consiglio comunale d’inserimento”. Secondo indiscrezioni, sarebbero in procinto di lasciare anche il geometra Emanuele De Vivo e il revisore Catello Casciello.

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