Scafati Sviluppo: Ametrano revocato e rinominato, torna anche Mariniello

Scritto da , 19 aprile 2016

Di Adriano Falanga

Scafati Sviluppo, tutto come prima. Come anticipato già da Cronache, Antonio Mariniello ritira le dimissioni da presidente nel momento in cui Mario Ametrano viene (ri)nominato amministratore delegato. Le decisioni sono state ratificate nel orso dell’assemblea dei soci di ieri pomeriggio, quando Giancarlo Fele, vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici, nella qualità di unico socio della partecipata ha ufficialmente chiesto al dimissionario Mariniello di restare al vertice della Stu, almeno fino alla naturale scadenza di mandato, prevista con l’approvazione del consuntivo 2015, entro il prossimo autunno. Una decisione che conferma anche le indiscrezioni di corridoio, che volevano il presidente dimissionario non solo per impegni professionali, ma anche per le difficoltà nel proseguire praticamente da solo, dopo che L’Anac aveva revocato la nomina di Ametrano. Un ruolo dichiarato inconferibile quello dell’amministratore delegato già consigliere comunale alibertiano fino al 2013, poi non rieletto in lista Udc, finendo terzo dietro Mimmo Casciello e Giacinto Grandito. In questi giorno il responsabile dell’anticorruzione di Palazzo Mayer, il ragioniere capo Giacomo Cacchione, ha dato seguito alle delibera 156 di Raffaele Cantone, revocando quindi Ametrano. Nel contempo, essendo passati i due anni imposti dalla legge di intervallo dall’ultimo mandato elettorale, il primo cittadino Pasquale Aliberti ha potuto nominare, questa volta si, il suo fedelissimo. Una schiarita, l’ennesima, nell’orizzonte di una non facile riqualificazione Ex Copmes. Secondo Aliberti sarebbe imminente la consegna del lotto C ai promissari acquirenti, mentre entro pochi mesi dovrebbe concludersi anche l’iter per il lotto B. Il lotto A, strutturalmente ed economicamente più consistente, sarà realizzato con un’operazione ex novo. Di contro, l’opposizione attraverso Marco Cucurachi e Mario Santocchio continua a sostenere l’esistenza di difficoltà oggettive, tra cui la mancata copertura finanziaria e aspetti poco chiari nel rispetto della convenzione stipulata tra la società e il Comune.

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