Scafati. Stu, Santocchio: “commesse gravi violazioni. Dirigente responsabile”

Scritto da , 14 luglio 2015
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Di Adriano Falanga

“Abbiamo provveduto a segnalare ai revisori anche il secondo finanziamento alla Stu illegittimo. Sono queste violazioni che generano responsabilità contabili e penali e se ne assume la responsabilità il dirigente Cacchione”. Non usa mezzi termini Mario Santocchio, consigliere di Fratelli d’Italia, dopo la bocciatura del prestito di centomila euro concesso dal Comune (socio unico) alla sua partecipata nel febbraio di quest’anno avuta dal collegio dei revisori dei conti. Ai revisori è stato segnalato anche il secondo prestito, concesso con determina n.125 l’8 giugno, sempre di centomila euro e sempre dal dirigente d’area Giacomo Cacchione. Prestiti che secondo i revisori non poteva essere concesso in quanto “la società presenta perdite d’esercizio da più anni (almeno un triennio) a norma dell’art. 6 comma 19 legge 122/2010 il Comune non poteva effettuare trasferimenti straordinari”. Il secondo prestito, considerata la tempistica, sarebbe avvenuto quando già era noto il parere dei dottori contabili. “Noi continuamo ad evidenziare il comportamento di questa amministrazione che rispetto ai grandi temi fugge dal confronto” chiosa Santocchio, chiedendo un consiglio monotematico sulla vicenda.

Dal Pd è Vittorio D’Alessandro a commentare. “La relazione al bilancio non ci e’ stata ancora trasmessa – premette il capogruppo – Quanto poi alla questione ex Copmes e’ l’ennesima dimostrazione che a Scafati si violano deliberatamente le leggi dello stato e che questa amministrazione ignora sempre di più la parola legalità”. Sulla questione l’assessore Diego Chirico ad aprile si esprimeva così: “Diversamente da quanto affermato dal Collegio dei revisori, l’Ente non ha assunto alcun trasferimento straordinario a favore di Scafati Sviluppo, che svolge attività di trasformazione urbana per effetto della convenzione approvata dal Consiglio comunale. La Giunta, invece, ha confermato per l’Acse spa e Scafati Sviluppo, entrambe a partecipazione totalitaria la necessità di sostenere le spese di gestione previste dallo statuto societario”.

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