Scafati. Strutture demolite, ma il Comune paga ancora la loro sorveglianza. Bando scaduto nel 2011.

Scritto da , 30 settembre 2015

Di Adriano Falanga

Sorveglianza notturna dei beni immobili, si continua a concedere proroghe, nonostante la convenzione sia scaduta da oltre 4 anni e le rassicurazioni di espletare nuova gara d’appalto. I beni immobili comunali sono coperti da sorveglianza notturna, questa costa intorno agli 80 mila euro l’anno iva inclusa. Il servizio è coperto dall’istituto di vigilanza La Torre srl di Scafati in Ati con l’Europolis srl di Castel San Giorgio. Le due società di guardia privata si sono costituite in Ati nel luglio 2009 quando si aggiudicarono il servizio di vigilanza degli immobili comunali per due anni, dietro corrispettivo di 115.500 euro oltre iva. Nel luglio 2011 il contratto, registrato il 29 luglio 2009 all’Agenzia delle Entrate di Pagani è scaduto, e da allora di anno in anno si procede alla proroga in attesa dell’espletamento della nuova gara. Il contratto di appalto fu redatto dalla dottoressa Immacolata di Saia, all’epoca segretaria e direttore generale dell’ente, autorizzata dalla legge a rogare i contratti nei quali l’ente era parte. Nel progetto tecnico allegato all’offerta con la quale gli istituti La Torre e l’Europolis si aggiudicarono la gara venivano garantiti una serie di servizi di sorveglianza per dodici immobili comunali, e tutti dovevano essere coperti da sistema di allarme collegato alla centrale operativa. Nello specifico i seguenti immobili: Autoparco di via Budi, Palazzetto dello Sport, Palamangano, ex ufficio anagrafe, uffici ex Acse, centro sociale Mariconda, Villa Comunale e centro anziani, centro sociale Santa Maria delle Grazie, scuola ex asilo nido, scuola materna traversa Schettini, Palazzo Comunale, Ex Manifattura Tabacchi oggi sede di uffici comunali.

La necessità di espletare nuovo bando nasce anche perché dal 2009 ad oggi molte cose sono cambiate. Non esiste più il Palazzetto dello Sport, demolito per fare spazio all’erigendo Polo Scolastico mentre il vecchio ufficio anagrafe oggi ospita la Geset spa. Non esiste più anche l’ex nido di via Oberdan. Qualcuno avrà pensato: magari queste strutture sono state “tacitamente” sostituite dall’acquisizione dell’ex Polverificio Borbonico, oppure dalla recente costruzione del centro sociale di San Pietro. Niente affatto, è vero che nelle determine di pagamento l’ufficio di Polizia Municipale preposto fa riferimento alla convenzione scaduta, ma paga importi aggiuntivi rispetto agli 80mila euro stabiliti. Insomma, meno strutture, più costi. Per il centro sociale San Pietro la sorveglianza è sempre affidata alla società La Torre srl, la quale percepisce 427 euro, iva compresa, al mese. Alla stessa società vanno anche ulteriori 1.098 euro (iva compresa) al mese per la videosorveglianza del Polverificio Borbonico.

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