Scafati. Sposa scappa con il testimone di nozze

Scritto da , 16 febbraio 2017
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Di Adriano Falanga

Dovevano firmare le pubblicazioni di matrimonio settimana prossima, e coronare il loro sogno d’amore il prossimo mese di maggio. Ma a quanto pare, questo matrimonio era il sogno del solo sposo perché la sposa ha preferito rinunciare. A far rumore però sono i dettagli di questo amore naufragato: lei infatti ha preferito dare il benservito al futuro marito scappando con un caro amico di lui, parente alla lontana, nonché testimone di nozze. Siamo in periferia di Scafati, a cavallo tra Poggiomarino e San Marzano Sul Sarno. La coppia di sposi ha poco meno di trent’anni. Anna (nome di fantasia) lavora come estetista mentre il fidanzato è un collaboratore di suo padre, commerciante e allevatore. Si conoscono grazie alla vicinanza che il ragazzo ha con il padre, si scelgono e decidono di stare assieme. Il fidanzamento durerà alcuni anni, quanti ne bastano per decidere di sigillare l’unione davanti ad un altare e formare una famiglia. Entrambi sono ragazzi senza grilli per la testa, le famiglie sono conosciute per la loro sobrietà e laboriosità. Con circa un anno di anticipo sulla data stabilita per le nozze (fine maggio 2017) i giovani scelgono la location per il ricevimento versando un acconto, individuate anche le bomboniere e deciso pure il viaggio di nozze: una crociera di quindici giorni nel Mediterraneo. Non manca nulla, vengono versati gli anticipi anche per gli abiti, il fotografo, il fioraio, noleggiata l’auto da cerimonia. La coppia è fortunata, il papà di lei ha un appartamentino ereditato dai genitori a poche centinaia di metri. Viene avviata e completata la ristrutturazione dell’immobile, mentre la famiglia dello sposo provvede all’arredamento. Nulla viene trascurato. Con qualche mese di anticipo è già tutto pronto, a mancare è solo il sì davanti ad un sacerdote. Prima però, occorre seguire l’iter di legge e provvedere alle pubblicazioni di matrimonio. Mai fare i conti senza l’oste, in questo caso la sposa, che all’improvviso sembra scomparire nel nulla. Nessun messaggio, telefono spento, tutta la sua roba è a casa. Per diverse ore di Anna non si hanno tracce. Parte il tam tam di telefonate tra parenti e amici, fino a che il futuro marito chiama il suo amico e testimone di nozze, sposato anch’esso e padre di una bambina. E’ il momento della doccia gelata. <<Anna è con me, siamo presso la mia casa al mare in Puglia. Stiamo bene. Io e Anna abbiamo una relazione da quasi un anno>>. Il mai marito resta senza parole, lo stupore e l’incredulità sono tali da non fargli prendere subito cognizione della situazione. Passato lo smarrimento, il ragazzo si mette in auto e raggiunge la coppia clandestina sulle coste pugliesi, dove fino alla scorsa Estate tutti assieme avevano trascorso le vacanze. Sul posto, sbollita la rabbia con una comprensibile scenata di gelosia, al ragazzo viene spiegato tutto. La tresca era nata poco dopo aver deciso di sposarsi, prima ancora di cominciare con i preparativi. Anna racconterà di aver confidato tutto ai suoi genitori, spiegando di non voler più sposarsi e di evitare ogni preparativo. Una decisione però fortemente e aspramente respinta dal padre, che, preoccupato delle chiacchiere di paese e dei soldi già spesi per ristrutturare la casa, ha suggerito alla figlia di chiudere la relazione clandestina. L’uomo confidava in una sbandata della figlia, da cui sarebbe rientrata dopo lo smarrimento iniziale. Magari, aveva consigliato: “scegliete un altro testimone”. Nulla da fare, la relazione è andata avanti, fino al momento in cui le cose si erano talmente complicate che scappare è stata l’unica soluzione possibile. Due matrimoni saltati, uno ancora da celebrare e l’altro già consumato. In zona è stata corsa al lotto e purtroppo le famiglie, nonostante i tentativi, non sono riuscite a tenere nascosta la cosa, colpa anche della moglie dell’amante, che ha spiattellato tutto ai quattro venti. Certamente il tempo farà la sua parte e porterà nel dimenticatoio la storia, più difficile sarà però per le famiglie dimenticare i soldi spesi per i preparativi. Al cuor non si comanda, e neanche alla tasca.

L’AVVOCATO: ripensamento nei giusti tempi

L’amore passa, ma i debiti restano. Oltre alla particolarità della vicenda, ciò che emerge sono soprattutto i costi sostenuti per contrarre il matrimonio. Chiaramente non c’è nessun contratto scritto e certamente nessuno può essere obbligato a una scelta così importante e soprattutto soggettiva. Non c’è pettegolezzo che tenga insomma. Però una domanda nasce spontanea: può lo sposo chiedere il risarcimento delle spese sostenute? La risposta arriva dall’avvocato Germana Pagano, volontaria presso lo sportello “Ascolto Famiglia” attivo ogni martedì dalle 15:30 alle 18:30 nei locali della biblioteca comunale Morlicchio e curato dall’associazione “Futuro Famiglia”. <<Il mancato rispetto in limine nuptias, senza giustificato motivo, dell’impegno a contrarre matrimonio nel nostro ordinamento apre il varco a profili risarcitori, limitatamente ai danni non patrimoniali. Tuttavia ciò che assume particolare rilievo è la rottura della promessa di matrimonio allorquando essa sia avvenuta in maniera formale e solenne ossia quando risulti da un atto pubblico o da una scrittura privata o dalla semplice richiesta di pubblicazioni. Sia ben chiaro però che giammai l’aspirante coniuge potrà chiedere che l’altra parte sia obbligata a contrarre matrimonio, in quanto l’esercizio del recesso rappresenta un ineludibile diritto alla libertà matrimoniale – specifica il legale – Il venir meno agli impegni assunti senza un giustificato motivo in questi casi può dare alla parte esclusivamente il diritto ad ottenere il rimborso delle spese che abbia affrontato in vista del matrimonio e degli impegni economici assunti, mentre in alcun il mancato coniuge modo potrà ottenere il risarcimento del danno morale>>. Nel caso specifico però, la sposina è scappata prima della firma delle pubblicazioni, e secondo l’avvocato Pagano, questa è stata una scelta oculata. <<Nel caso che stiamo esaminando il ripensamento della ragazza sembra essere intervenuto in maniera assolutamente tempestiva ossia prima della richiesta di pubblicazioni>>. Oltre il danno, anche la beffa, per il povero sposo.

 

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