Scafati. Speciale Viabilità: Traffico, la soluzione c’è…da sempre. I progetti e le possibili soluzioni

Scritto da , 22 settembre 2017

Di Adriano Falanga

Allagamenti, puzza del Sarno, rifiuti, criminalità, sanità, sono alcuni dei problemi che attanagliano la città di Scafati da diversi anni oramai. Eppure, uno su tutti esaspera gli scafatesi ovunque siano essi residenti: il traffico. Con la ripresa dell’anno scolastico e le prime piogge di stagione, la città letteralmente impazzisce, finendo in un unico grande imbuto di auto. I tratti più “caldi” sono le due principali arterie cittadine: via Martiri D’Ungheria e via Nazionale. Queste sono collegate tra loro da via Buccino e via Giovanni 23°. Entrambi sono a senso unico e sono l’una opposta all’altra quanto a direzione di percorrenza. La viabilità scafatese è principalmente concentrata qui, tutto il resto sono semplici stradine che confluiscono su questi due tratti, perché a Scafati, ovunque devi andare, sia direzione Napoli che Salerno che paesi Vesuviani, devi necessariamente imboccare una o entrambe le strade. Più volte il Comune ha provato a modificare il piano viario attuale, ma si tratta di semplici inversioni dei sensi di marcia o creazione di sensi unici. Si è provato, con discreto successo (ma non sono contenti i commercianti) di snellire dal traffico il centro cittadino, ma l’inferno che esiste e resiste sulle due strade principali sembra una persecuzione per gli scafatesi. In questi giorni Cronache ha però lanciato sul noto gruppo Facebook “Sei di Scafati Se” una proposta tanto semplice quanto risolutiva del problema. Sono centinaia i commenti e le condivisioni raccolte in poche ore, forse l’unica vera proposta largamente condivisa degli ultimi tempi. Non c’è bisogno di una nuova strada, perché la strada “magica” esiste già. Purtroppo è chiusa. Ma considerati i milioni di euro spesi in questi anni, basterebbe poco per renderla di nuovo percorribile. Molto meno di quanto l’attuale traffico ricada economicamente sulla città.

Via del Polverficio è la strada che collega via Armando Diaz con via Pasquale Vitiello senza dover percorrere il corso Nazionale o via Martiri d’Ungheria. La strada fu chiusa e usata come area di stoccaggio dei fanghi del Sarno, con l’avvio dei lavori di bonifica del canale Bottaro, ad opera dell’ex commissario per l’emergenza Sarno, generale Jucci. Da allora sono passati una decina d’anni, il canale Bottaro è rimasto abbandonato così come anche la strada, oramai ridotta a discarica e “area tossicodipendenti”. Basterebbe liberarla e rifare il manto stradale, magari con una rotonda all’uscita in via Vitiello, per renderla più sicura e percorribile. Attualmente la zona dovrebbe essere sotto competenza dell’Arcadis. Gli scafatesi più attempati la conoscono come “abbascio a pruvulera” o ancora “abbascio all’istituto” perché sbocca proprio di fronte l’ex Polverificio Borbonico. Era una rinomata passeggiata che costeggiava il florido, e pulito, canale Bottaro. L’idea sponsorizzata dal nostro giornale piace tantissimo agli internauti, quasi a vederci la “panacea al problema traffico”. Da qui l’appello alla commissione straordinaria e agli uffici comunali preposti, affinchè riescano ad attivarsi affinchè la strada sia riconsegnata agli scafatesi. Al momento è forse l’infrastruttura più necessaria e richiesta. E il bello è che esiste già.

E SE SI COPRISSE IL CANALE BOTTARO?

Via del Polverificio costeggia il canale Bottaro, oggi diventato un allevamento di insetti e animali di ogni genere. In esso ristagna acqua in gran parte proveniente da diversi scarichi civili situati (a vista) sulle sue sponde. Il Bottaro parte dalla “Traversa Scafati” in piazza Vittorio Veneto e serviva originariamente per alimentare i mulini tessili situati dove oggi sorge via Zara, per l’appunto “abbascio o mulino”. Attualmente è chiuso, e le proposte sulla sua effettiva utilità sono divergenti. C’è chi lo vuole dragato, e rimesso a nuovo, in modo tale da servire come polmone di sfogo per le piene del fiume Sarno, evitando gli allagamenti che interessano la città. Premesso che le esondazioni più frequenti sono dovute alla mancanza di rete fognaria che porta in città l’acqua piovana dei paesi vesuviani (il Sarno molto raramente rompe gli argini) il Bottaro potrebbe anche essere coperto in modo tale da creare una vera e propria strada a due carreggiate con zone di sosta laterali, dal centro città fino al confine con Pompei. Un progetto che andrebbe a creare una vera (se non l’unica) alternativa per raggiungere Pompei senza imbattersi nell’uscita autostradale. In Italia è però dimostrato che coprire i corsi d’acqua può risultare estremamente pericoloso e dannoso. << il Bottaro essendo nato esclusivamente come canale di irrigazione per le terre attraversate, è ora, a causa dell’enorme inquinamento delle sue acque, perfettamente inutile>>. E’ quindi possibile la sua copertura, perché nato artificialmente, secondo l’ingegnere Domenico Cuomo, ex presidente del consiglio comunale, tra i promotori di un progetto di recupero, con la giunta Bottoni, di via Del Polverificio. <<Il canale non serve neanche per attenuare eventuali e purtroppo ricorrenti allagamenti. Infatti il suo letto è molto più alto di quello del parallelo Sarno. Provammo, con l’amministrazione Bottoni a chiederne la copertura ma ci fu negata dall’Autorità di Bacino>>

DIVIETO DI SOSTA CORSO NAZIONALE: NON PIACE A NESSUNO

Ancora deve partire, seppur in via sperimentale, ma gli scafatesi hanno già sonoramente bocciato la modifica al piano viario voluta da Palazzo Mayer. Si tratta dell’istituzione del divieto di sosta e fermata sul lato sinistro della carreggiata del corso Nazionale, dall’uscita autostradale a via Buccino. In quest’ultima strada previsto il divieto su entrambi lati. Si pensa così di snellire l’imbuto di auto che attanaglia gli scafatesi. <<Cosa ridicola, così si uccide il commercio. Senza creare aree di parcheggio non si possono eliminare quelli esistenti che già sono insufficienti>> così Umberto. <<E noi residenti dove parcheggiamo?>> si chiede Maria. <<Ancora non capiscono che mancano i parcheggi, inventatevi i parcheggi>> sbotta Alfonso. C’è però chi invita a lasciare l’auto a casa e optare per la bicicletta. <<Queste idee inutili e senza risoluzione non fanno altro che creare disagi e rovinare le attività commerciali più di quanto già si vive. Il problema non sarà comminare a piedi o in bicicletta come qualcuno senza riflettere dice ma sono i fattori negativi che comportano quando non ci sono le condizioni climatiche a poterlo permettere>>. Ad aggravare la situazione è stata anche l’abolizione della sosta a pagamento, conseguenza della revoca dell’appalto alla Publiparking voluta dai commissari. Una scelta azzardata, perché presa senza avere pronto un “piano B” e così oggi la città è perennemente intasata di auto in sosta, anche per ore e ore. Un esempio? Piazzale Aldo Moro. Con il ticket di un euro l’ora era quasi sempre vuoto. Oggi è costantemente pieno, anche di notte. “Ed io pago”, diceva Totò.

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