Scafati. Speciale ospedale Scarlato: presente, passato e futuro.

Scritto da , 8 aprile 2016

Di Adriano Falanga

E’ stata palese la delusione di Brigida Marra per le assenze e defezioni all’incontro che ha promosso in sala consiliare, mercoledì sera, sul tema ospedale Scarlato. Presenti una sessantina di curiosi, tra addetti ai lavori e aderenti ad associazioni. Che la città non risponda nei fatti alla chiamata di mobilitazione pro ospedale è fatto noto, e non si capisce se ciò è per lassismo, per mancanza di tempo, per polemica politica o semplicemente perché ha smesso di crederci. “Assicuro che sono stati invitati tutti tramite Pec – polemizza la Marra, consigliere delegata alla Sanità – dai rappresenti delle associazioni e comitati ai consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione. Tra i promotori anche Mimmo Casciello, apparso comunque defilato e il suo malumore mal celato. L’incontro è frutto di discussioni a mezzo social network, e quello che ne è nato è una sorta di comitato spontaneo, che starebbe valutando azioni comuni per la causa pronto soccorso, tra queste una manifestazione popolare.

1-pubblicoOltre ad una sparuta delegazione di maggioranza, l’evento è stato disertato dalle opposizioni consiliari, assente il sindaco sembra per causa di salute. E’ però presente Monica Paolino, che lavorava in “silenzio” quando era in maggioranza alla Regione con Stefano Caldoro, mentre oggi ha deciso di essere fisicamente presente “anche e soprattutto da cittadina”. Questo però non frena Francesco Di Palma e Silvio Ruotolo, del comitato No alla Chiusura, che non hanno mancato di polemizzare con la Paolino, ricordandole i suoi ultimi 5 anni alla Regione. Il Comitato non vuole la strumentalizzazione politica, e chiede di evitare di puntare l’indice, di contro, chiede azioni e risposte concrete.

1-paolino marra casciello “Visto l’annunciato nuovo Piano ospedaliero da parte del Commissario, in attesa di conoscere il contenuto e cosa è stato previsto per Scafati ci diamo appuntamento il 27 Aprile alle ore 19,30” le conclusioni della Marra. Fa Eco la Paolino: “Siamo già in ritardo di 10 mesi. La speranza è che il nuovo piano rielaborato da De Luca ex novo sia almeno una copia migliorativa di quanto abbiamo prodotto, consapevoli che in pochi mesi è impossibile fare miracoli”. Tutto rimandato a fine mese, in attesa di conoscere i contenuti del nuovo piano ospedaliero che Enzo De Luca, governatore della Regione Campania, presenterà assieme al commissario per la Sanità Joseph Polimeni e il subcommissario Claudio D’Amario. “Eravamo vicini al disastro – ha affermato De Luca qualche settimana fa – La legge di Stabilità 2016 stabiliva che entro febbraio fossero trasmessi al Ministero i dati di fabbisogno personale e il piano ospedaliero. La Regione si è opposta al termine burocratico – ha spiegato – e lo scorso fine settimana abbiamo lavorato con Lorenzin perché la Regione e il commissario devono preparare il piano ospedaliero e avessero il tempo per predisporre uno serio piano”. Secondo l’ex sindaco di Salerno: “Non intendiamo avallare la chiusura di alcun ospedale, è demenziale il decreto 49 a cui è seguito un provvedimento di Giunta del settembre 2010 che ha portato solo alla chiusura di ospedali”. De Luca aggiunge: “Resterà il Loreto Mare, tuteleremo Maresca (Torre Del Greco), Cava de’ Tirreni, Pagani, apriremo Sant’Angelo dei Lombardi”. Il governatore dimentica di citare, si spera solo per un lapsus, il Mauro Scarlato di Scafati.

TUTTO PASSA PER LA FINE DELLA GESTIONE COMMISSARIALE

a-Stefano-Caldoro-Vincenzo-De-LucaLa speranza è che il nuovo piano ospedaliero in via di presentazione ricorderà di restituire il pronto soccorso alla città di Scafati e a quelle limitrofe che pure si servivano dello Scarlato. Secondo indiscrezioni, probabilmente lo Scarlato diventerà un Dea di I° livello, o meglio, una struttura semplice dotata di pronto soccorso. Quasi un’utopia pensare di riavere reparti quali la ginecologia o la pediatria, a Scafati non nasceranno più bambini. Il nuovo piano sarà presentato entro fine mese, ma è doveroso frenare ogni tipo di entusiasmo, altrimenti si rischia di fare la fine del marzo 2015, quando Stefano Caldoro, alla sua ricandidatura alla guida della Regione, annunciò in pompa manga “riapriremo lo Scarlato”. A dire il vero, quel piano era vicino alla perfezione, perché accontentava tutto e tutti. Peccato che tra il dire e il fare ci sono stati di mezzo il Ministero delle Finanze e della Salute, che quel piano non l’hanno mai promosso. Perché, e sia chiaro questo concetto, finché la Sanità in Campania resterà commissariata, ogni azione sarà sempre in capo al Governo centrale. Gli atti prodotti dalla struttura commissariale non diventeranno mai legge senza l’approvazione di Roma, e tutto questo, comporterà naturalmente un prolungamento dei tempi. E allora la domanda che bisognerebbe porre non è tanto il sapere cosa prevede il nuovo piano di Polimeni, bensì capire perché resiste ancora oggi il commissariamento della Sanità. Non è più facile chiederne la rimozione? Il ritorno alla gestione ordinaria permetterebbe infatti la restituzione del potere legislativo alla Regione Campania, e di fatto, approvare il piano ospedaliero sarebbe “cosa nostra”, passando tutto attraverso una legge regionale. C’è poi chi smonta ogni piccolo entusiasmo, facendo presente che non basta avere i conti in ordine per rimuovere la gestione commissariale, perché bisogna anche rispettare altri parametri, tra cui, e non da meno, i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Si tratta in pratica di una valutazione di tutte quelle prestazioni sanitarie che le Regioni devono garantire ai cittadini e di come questi servizi vengono erogati. Diverse voci a cui il Comitato Lea coordinato dal Ministero della Salute attribuisce un punteggio. E su questo, la Regione Campania nel 2014 è stata fanalino di coda in Italia, davanti solo alla Calabria. C’è stato però un sensibile miglioramento, e dall’essere “Inadempiente” siamo passati all’essere “Adempiente con impegno su alcuni indicatori” e cioè “Rinvio al Piano di Rientro per gli obiettivi stabiliti dal Piano stesso.  Criticità: vaccinazioni per MPR ed antinfluenzale per anziani, screening, assistenza residenziale agli anziani e disabili, assistenza ospedaliera (parti cesarei primari)”.

E IL PD INCONTRA I VERTICI REGIONALI

3-pdAccusati dalla maggioranza di aver disertato l’incontro di mercoledì sera, il Pd ha invece incontrato i vertici regionali (del loro stesso partito) a palazzo Santa Lucia. E’ in fondo la storia di un libro già letto, solo con protagonisti inversi questa volta. “Stamattina, in delegazione siamo stati a Palazzo Santa Lucia, ricevuti dal segretario del governatore De Luca, dottor Buonaiuto, e dal suo delegato alla sanità, dottor Coscioni – si legge in una nota stampa diramata dalla segretaria Margherita Rinaldi – Abbiamo depositato il plico con le firme raccolte non solo a Scafati ma in tutto il comprensorio, allegate alla nostra richiesta di reinserimento del Mauro Scarlato nella rete dell’emergenza urgenza”. I contenuti dell’incontro saranno dettagliati sabato mattina in conferenza stampa, la nota lascia trapelare solo qualche anticipazione: “i colloqui di questa mattina confermano quanto già era emerso nei precedenti e numerosi incontri informali avuti al riguardo anche con i nostri Consiglieri Regionali e cioè la grande attenzione che il governatore De Luca sta riservando al nostro presidio. Siamo ottimisti – aggiungono i democratici – ma in questi giorni, certamente decisivi per la sanità in Campania, continueremo a lavorare senza sosta ma anche senza proclami, ne’ passerelle per raggiungere questo importante obiettivo”. Un aprile decisamente di fuoco, per la Sanità scafatese. Sperando che non sia (l’ennesimo) di paglia.

 

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