Scafati. Sorpresi pure a casa a dormire, nuovi particolari sui fannulloni. Le reazioni

Scritto da , 1 ottobre 2016
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Di Adriano Falanga

“Ieri mattina, durante le notifiche dei provvedimenti interdittivi, uno dei destinatari, pur risultando in servizio, era comodamente a casa a dormire. Svegliato dai militari,  ancora assonnato, ha accampato improbabili scuse”. Nunzio Napolitano, capitano e comandante della Guardia di Finanza compagnia di Scafati, svela i retroscena dell’operazione “Mal Comune”. Cinque mesi di indagini serrate, pedinamenti, riprese video e controlli incrociati, contro il fenomeno dell’assenteismo nella pubblica amministrazione. “L’operazione rientra nelle attività istituzionalmente affidate alla GdF in qualità di Polizia finanziaria, svolta a tutela del bilancio nazionale, specialmente nell’attuale periodo di contenimento della spesa pubblica, per evitare che preziose risorse vadano disperse. Le tasse e le imposte dei contribuenti onesti costituiscono, infatti, i principali mezzi per garantire il funzionamento della complessa macchina statale, della sanità , dell’istruzione e etc”. Quanto al caso scafatese: “L’attività che vede coinvolti i dipendenti del Comune di Scafati, nasce da un input operativo del Comando Regionale Campania che insieme al Comando Provinciale di Salerno ha avviato una serie di incontri preventivi con altre Istituzioni pubbliche (tra cui ospedali, università e scuole) ove vengono segnalate alcune criticità. Si cerca quindi di prevenire situazioni legate all’assenteismo prima di passare alla repressione del fenomeno – spiega l’ufficiale – Nello specifico, l’operazione “mal Comune” nasce a gennaio con i primi appostamenti eseguiti nei confronti di pochi soggetti, considerati “a rischio” secondo le informazioni acquisite sul territorio dai militari del Nucleo Mobile. Successivamente proseguite a febbraio con l’istallazione di telecamere nascoste in prossimità delle macchine marca tempo  e con l’introduzione sul software comunale che gestisce telematicamente le entrate e le uscite dei dipendenti tramite i tesserini a cui sono associate delle matricole diverse per ogni singolo dipendente”. Le indagini si sono avvalse anche di particolari software per incrociare i dati, e stabilire con certezza se l’indagato scoperto a fare altro, fosse ufficialmente a lavoro. “Associato ai sistemi tecnologici, per l’esecuzione degli accertamenti, i militari operanti, hanno posto in essere un dispositivo di appostamento e pedinamento, eseguito all’occorrenza sia in modalità motorizzata che appiedata, accertando de visu che gli impiegati pubblici – oggetto dei controlli -, ufficialmente risultavano in servizio, ma in realtà eseguivano faccende meramente private che nulla avevano a che fare con il pubblico servizio – continua Napolitano – tra casi più eclatanti, spiccano quello di un dipendente fiduciario del Sindaco che quotidianamente, dopo aver marcato, si recava al santuario della vicina Pompei per una benedizione di “prima giornata” (risultato essere Giovanni Cozzolino, ndr); tra i dieci c’e’ anche chi pur risultando presente sul posto di lavoro era invece in un vivaio a comprare piante o nel proprio orto ad innaffiare ortaggi”. Dieci le misure di interdizione emesse a carico di altrettanti dipendenti, tra cui, ricordiamo, anche il tenente della Polizia Municipale Antonio Cavallaro, nominato da pochi giorni comandante a rotazione con altri suoi colleghi. Per tutti è scattata la sospensione dal servizio da uno a sei mesi. Gli indagati hanno la facoltà di esercitare la propria difesa davanti al riesame. “L’operazione svolta è ulteriore testimonianza della continua attività di prevenzione e repressione della Guardia di Finanza a tutela delle Uscite dalle Casse dello Stato. L’azione delle Fiamme Gialle, con il continuo coordinamento dell’Autorità Giudiziaria di Nocera, ha consentito di stroncare una serie di condotte particolarmente lesive del buon andamento della pubblica Amministrazione e ha contribuito a ripristinare le condizioni di equità ed efficienza di un servizio pubblico fondamentale per un Paese civile” conclude il comandante delle Fiamme Gialle di Scafati.

DAL SANTUARIO ALL’ORTO…E POI LA TRIADE DELLO STADIO

giovanni-cozzolinoLa città non ama questo genere di notizie, e i commenti degli scafatesi sui social network non sono dei migliori. Del resto, in un periodo di forte crisi occupazionale ed economica, questo genere di condotte sono sempre aspramente condannate. C’è chi invoca direttamente il licenziamento in tronco, chi invece vuole il “rimborso spese”. Il primo cittadino Pasquale Aliberti ieri mattina ha eseguito le sospensioni così come ordinato dal Gip, non ha rilasciato commenti, ma si è mostrato in un qualche modo sereno, considerato che il Comune in tutta la vicenda è parte offesa, e del resto, a suo dire: “sono stati pizzicati meno del 5% dell’organico comunale, segno che a Scafati si lavora”. Sui nomi non entra nel merito Aliberti, fatto salvo la presa di distanza da Gaetano Marino: “non è mio autista, perché questa figura l’ho cancellata cinque anni fa. Marino era autista a disposizione di ogni settore dell’ente”. Intanto gli indagati stanno facendo ancora il punto, e stabilire le proprie memorie difensive per evitare il processo. Giovanni Cozzolino (IN FOTO) sembra voler puntare all’articolo 90 del Tuel, che disciplina l’organizzazione i compiti dello staff del sindaco. Tra queste, la collaborazione con la giunta, oltre che con il primo cittadino. Lo staffista non è un dipendente dell’ente, ma è legato direttamente al mandato sindacale ed esercita, per esso, poteri di controllo e verifica. Niente gestione, ma supervisione e collaborazione nelle attività istituzionali. E in tutto questo dovrebbe essere “normale” che sia stato pizzicato fuori dagli uffici comunali. Toccherà però spiegare anche la questione della preghiera mattutina al Santuario di Pompei. Probabilmente questo ne fa un provetto cristiano, ma un cattivo impiegato pubblico. Al comando dei caschi bianchi si ostenta serenità: Cavallaro e Vitiello sono certi di poter provare che i loro spostamenti erano dovuti a motivi di lavoro, inoltre, sembra che le ore di lavoro sottratte in maniera furbetta siano poca cosa, rispetto alle accuse. Si vedrà. Coltivava carciofi nel proprio orticello il dipendente della Scafati Solidale Francesco Avino, mentre l’autista Gaetano Marino più che all’auto del Comune si dedicava con passione alla sua bicicletta, che aggiustava personalmente, quando non girovagava per la città. Decisamente collaudato lo schema dei tre custodi del campo sportivo. Tra Salvatore Guida, Bruno Giordano, Vincenzo Picardi c’era piena collaborazione nell’assentarsi dal lavoro. Facevano regolari turni, dove i presenti timbravano per gli assenti. Tant’è che uno di loro la mattina del blitz è stato ritrovato a letto a dormire, quando ufficialmente risultava a lavoro.

LE REAZIONI

4-santocchio salvatiSecondo l’opposizione il tutto non può non avere una connotazione politica, richiamando infatti l’attuale contesto in cui vivono le istituzioni scafatesi. “E’ il senso dello Stato che manca nelle nostre comunità e il rispetto  del ruolo che si ricopre, le  corrette azioni della magistratura e delle forze dell’ordine se non accompagnate da un profondo senso del dovere e della morale pubblica in chi occupa ruoli di visibilità, non risolvono  comportamenti per molti versi radicati in culture di  mancato rispetto delle regole – così Cristoforo Salvati, Fdi – un plauso invece alla gran parte dei dipendenti comunali che sono stati esclusi dalla vicenda giudiziaria che come le altre ancor più gravi fanno cadere nel baratro una città che non merita tutto ciò”. Fa eco il collega di partito Mario Santocchio: “il fatto che siano coinvolti i più stretti collaboratori del Sindaco denota come qualcuno riteneva di poter fare i propri comodi perché amico del tiranno di turno. Certo che il Sindaco, la segretaria, la dirigente del personale la responsabile dello Staff ugualmente sono responsabili almeno da un punta di vista politico”. “Confido che tutti i dipendenti coinvolti riescano a dimostrare la propria buona condotta – dal Pd Michele Grimaldi – In ogni caso, e’ singolare, come proprio lo staffista più vicino al Sindaco, definito più volte strategico, ed il suo autista siano rimasti coinvolti in questa vicenda. D’altronde, il clima di illegalità diffusa e di permissività generati da questi scellerati otto anni di amministrazione Aliberti temo continueranno a produrre danni ancora a lungo. Ma rimango ottimista: la nostra città, anche grazie alla stragrande maggioranza dei dipendenti comunali, che sono onesti lavoratori e persone perbene, potrà rialzare la testa”.

Dalla maggioranza è critico Del Regno: non si vede più nessuno in comune

1-diego-del-regno Dalle fila dell’amministrazione reggente non si sbottonano. L’unico a rompere il silenzio è Diego Del Regno, che non risparmia una critica anche verso i propri colleghi. “La città sembra navigare avvolta in una nebbia di negatività dove è facile perdere la bussola, sbagliare rotta e perdere le speranze. In queste situazioni si esce solo con una grande forza di volontà ed affidandosi a chi riesce a mantenere la lucidità necessaria a distrarsi dalle tante disgrazie che sembrano abbattersi senza tregua sulla nostra città e si continua ad adoperare per la città”. Insomma, secondo l’alibertiano in simili circostanze occorre fare quadrato, ed invece: “Ciò che mi indigna di più è constatare che alcuni amministratori non sono più reperibili, non si vedono da mesi, proprio quando la città ha più bisogno di loro e di una indicazione univoca sulla strada da percorrere per uscire da questa tempesta. Il popolo saprà riconoscere chi ha indirizzato la città su rotte sbagliate, chi si è assunto responsabilità e chi è rimasto ignavo  in questi mesi – sembra profetizzare Del Regno – Quest’altra ondata negativa ad opera di alcuni dipendenti mina ancor più la stabilità della città in balia già di maremoti giudiziari. Spero presto ognuno, magistrati ed indagati, possano dimostrare le proprie ragioni, i colpevoli paghino e gli innocenti continuino ad aiutare a governare la barca che ha bisogno di ritrovare un po’ di serenità”. Il consigliere di maggioranza non fa nomi, è chiaro che i suoi strali vanno sia all’indirizzo della minoranza ma soprattutto anche della sua stessa compagine politica. Qualche giorno fa aveva scritto sulla sua pagina in rete: “Questa amministrazione è composta da 24 consiglieri e 6 assessori. Mi è oramai difficile ricordarli tutti…Ed è intollerabile”. E se tra i 24 consiglieri ci sono anche quelli di minoranza, i sei assessori sono tutti esponenti di maggioranza. Del Regno tutto sommato non aggiunge nulla di nuovo a quanto si denota tra i corridoi di palazzo Mayer. Tranne qualche pasionario tipo Mimmo Casciello, o chi per forza di cose è “costretto” a presenziare, come il presidente del Consiglio comunale Pasquale Coppola e il vice sindaco Giancarlo Fele, sono pochi e sporadici gli incontri con altri consiglieri o componenti della giunta. Quest’ultimi però regolarmente stipendiati. Tira brutta aria, non c’è che dire.

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