Scafati. Sim denuncia: “capannoni abusivi nascono sotto gli occhi dell’amministrazione”

Scritto da , 17 febbraio 2016

Di Adriano Falanga

Il nuovo palazzetto dello sport, i cui lavori sono stati inaugurati sabato scorso, sarà edificato vicino a una struttura abusiva. Almeno è quando sostengono gli attivisti di Scafati in Movimento, invocando la commissione d’accesso prefettizia. “Da tempo in città notiamo una trasformazione di aree destinate al verde che vengono trasformate in aree di rivendita di auto, campetti di calcio e capannoni. Nel frattempo anche l’amministrazione contribuisce alla sottrazioni delle aree verdi inaugurando un’altra opera il cui fine lascia molte perplessità – scrivono in una nota i grillini – l’iniziativa “io gioco legale”, per l’amministrazione Alberti è vera promozione o ennesimo bluff?”. Il nuovo palazzetto nascerà in via Tricino, ma i penta stellati si dicono certi che è solo fumo negli occhi per coprire il “disastro” del Polo Scolastico, che ha visto la demolizione del vecchio palazzetto dello sport. La nuova struttura dovrebbe fungere da sostituita, soprattutto per i giochi minori ma, pare, non siano previsti neanche gli spalti. “Quasi a volersi lavare la coscienza per giustificare il disastro avvenuto per il Polo scolastico dove vi era il palazzetto, un asilo e campi da tennis” continua la nota. Non solo, i penta stellati si dicono perplessi: “L’amministrazione dell’Io gioco legale, durante l’inaugurazione in via Tricino, si è guardata un poco intorno? È tutto nella legalità? Nel frattempo è spuntato in via Tricino un capannone che rappresenta un’altra sottrazione di area verde – spiegano gli attivisti – ci chiediamo se questa costruzione abbia tutte le autorizzazioni che la legge prevede. Mentre questo avviene in via Tricino, in via Poggiomarino, nei pressi di note concessionarie, aree verdi sono trasformate in rivendite, perdendo definitivamente l’iniziale destinazione d’uso ad aree verdi. La stessa cosa è successa in via Lo Porto dove alcune “fu verdi aree” oggi sono divenute gli ennesimi campetti di calcio”. Seppur non facendo nomi, gli attivisti chiedono controlli e non negano di presentare, a breve, un esposto alla Procura della Repubblica.

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