Scafati. Si va verso l’inciucio. Sicignano: “condivido quel documento”. Marra al vetriolo

Scritto da , 3 giugno 2016

Di Adriano Falanga

Al via la seconda fase del post dimissioni. Più che lasciare, Pasquale Aliberti ha semplicemente preso atto dell’uscita dalla sua maggioranza del gruppo Identità Scafatese, e aperto una nuova fase politica, comunemente detta crisi. Da qui le “consultazioni” per individuare una nuova maggioranza, e in questa fase va bene tutto, sia ricucire i rapporti con i “vecchi” dissidenti Pasquale Coppola e Pasquale Vitiello, sia pescare all’interno della minoranza. Del resto, a determinare gli equilibri di maggioranza non è più il risultato elettorale, ma la “condivisione di un progetto politico che metta l’interesse della città al centro di ogni discussione”. In politica è questa la frase ad effetto che diversamente può essere letta come “Inciucio”. E fa niente se in passato ci sono stati screzi, fa niente se finanche sono volate denunce e accuse pesanti, “la città prima di tutto”.  Il primo cittadino ha  venti giorni per confermare le dimissioni, ma il voto al bilancio di mercoledì sera brucia i tempi, e se ci deve essere una nuova squadra, questa dovrà emergere entro questa data. Recuperato Roberto Barchiesi, che in prima battuta aveva sposato le tesi dei fuoriusciti Cirillo, Ugliano, Pagano, il sindaco deve riportare in casa Alfonso Carotenuto e Mimmo Casciello, che pure ha definito “inaffidabile”. Ma i due si vogliono bene, è solo una coppia litigiosa. Carotenuto appare più distante, il moderato di San Pietro ha chiesto pubblicamente di smetterla con le liti e riprendere la discussione politica. Non è chiaro però se sia disposto ad accettare l’inciucio, come non è chiaro se lo sia anche Barchiesi, che da sempre ha osteggiato, anche apertamente, l’eventuale ingresso in maggioranza di Michele Raviotta. Il leader del Cotucit, assieme al collega Filippo Quartucci, sembra finalmente accarezzare l’idea di entrare nell’esecutivo. Un nuovo patto di maggioranza potrebbe proiettarlo in giunta, anche se l’interessato ha sempre negato di ambire a poltrone. “Io lavoro per la città, per il sociale, per le classi più deboli” è quanto Raviotta ripete da tempo, votando tutto ciò che positivamente va in questa direzione. Angelo Matrone resta un’incognita, Il consigliere di Fdi dopo un idillio a distanza con Aliberti ha assunto posizioni anche pesanti, ma ad oggi non ha esternato ancora una posizione aperta, pubblica, sull’eventualità di una nuova maggioranza “di larghe intese”.  A venire incontro al primo cittadino sono però il duo Pdl Coppola-Vitiello. Loro non lo hanno nascosto di essere disposti al dialogo purché sul tavolo ci fossero le dimissioni di Aliberti. Arrivate, ora non possono tirarsi indietro, e non lo faranno. “Le dimissioni di un Sindaco rappresentano sempre un momento politico delicato. Come gruppo politico le chiedevamo da tempo affinché si potesse aprire un momento di riflessione  serio ed allo stesso tempo sereno. Non ci sottrarremo, come sempre, al confronto ed al  dialogo costruttivo a condizione che esso sia pubblico ed istituzionalmente convocato – spiega il capogruppo Vitiello, a nome anche del presidente del consiglio Coppola – Ci sottraiamo  invece  e da subito allo sterile chiacchiericcio di chi, con fare arrogante, prova a  scaricare e  senza riflettere ipotetiche responsabilità  su altri. Pronti a confrontarci con chi, il popolo sovrano, ha rilegato a seguito delle  consultazioni elettorali nella sfera della maggioranza. Attendiamo un invito istituzionale e ci auguriamo che allo stesso tutti rispondano”.

2-vitiello-coppola-aliberti-300x336C’è però poco da sperare per gli alibertiani, i due ex colleghi da due anni “espulsi” sembrano avere posizioni (e pretese) in linea con quelle di Identità Scafatese. E’ chiaro che un nuovo patto di maggioranza andrà in direzione di nuovi assetti non solo esecutivi, ma anche gestionali. Anche qui diventano prioritarie le dimissioni del cda dell’Acse. E c’è chi vede anche la richiesta di dimissioni della segretaria comunale Immacolata Di Saia, che ha in corso un contenzioso da centomila euro con l’Ente e una querela verso Pasquale Coppola per una presunta aggressione subita nel periodo concitato e infelice della decadenza.  Dalla maggioranza arriva l’apertura di Nicola Acanfora, assessore all’Urbanistica: “mi aspetto che le forze consiliari costruttive, democratiche  quelle che hanno a cuore le sorti di questa città scelgano di condividere e rilanciare un programma di governo, in modo serio e responsabile, nel solo interesse della città, come sempre d’altronde abbiamo fatto in questi anni, che per certi versi sono stati duri difficili ma anche pieni di soddisfazioni umane e politiche”. Quanto all’abbandono dei tre ex colleghi: “Faccio un in bocca al lupo a chi ha scelto di lasciare questa compagine di governo, per intraprendere nuovi percorsi politici, ma soprattutto mi sento di ringraziare tutti gli amici che in questi anni hanno fatto insieme al sindaco Aliberti un percorso politico alla guida di questa città, e che ancora oggi nonostante le difficoltà che pure stiamo vivendo, non abbandonano, che ci credono e che hanno ancora voglia di lavorare per la nostra Città, insieme al nostro Sindaco persona seria e perbene”.

SICIGNANO: “CONDIVIDO QUEL DOCUMENTO. DIMETTERMI? VEDREMO MERCOLEDI”

l'assessore Raffaele Sicignano

L’attenzione è puntata su di lui, i fedelissimi alibertiani già lo hanno fatto sapere, chiedono la sua testa. Raffaele Sicignano è assessore al Bilancio, la sorella Patrizia ha sposato il progetto politico di Identità Scafatese e si avvia ad avere un ruolo futuro di rilievo nel  nascente movimento. I due però sono politicamente indipendenti, per loro stessa ammissione. “L’uno non condizione le scelte dell’altro” ha spiegato con fermezza Patrizia Sicignano durante le conferenza stampa di mercoledi mattina, a cui era presente assieme all’ex responsabile dell’Avvocatura l’avvocato Francesco Romano. Segni tangibili della nascita di un progetto politico, non più un’idea, ma un movimento che prende forma, e che comincia anche a raccolgiere adesioni esterne, oltre quelle del gruppo consiliare composto da Cirillo, Ugliano e Pagano. Hanno chiesto la condivisione di un pacchetto di proposte da cui è scaturito lo scontro. Forse sarebbe stato meglio discuterle in maggioranza, piuttosto che lanciarsi contro veleno e accuse reciproche. Ma il tutto è rimasto nero su bianco, senza una firma dei colleghi. Proposte che andavano nella direzione di un radicale “segnale di cambiamento, come risposta alle criticità del momento” aveva chiarito Pagano. Fatto sta che l’assessore è considerato come espressione del gruppo, e in quanto tale, gli alibertiani chiedono le sue dimissioni. Sicignano non sembra scomporsi, e neanche intende negare nulla. “Ccondivido le proposte di Identità Scafatese a cui sono vicino aldilà della politica. Sicuramente quelle proposte non potevano essere la soluzione al predissesto dell’ ente, ma andavano tutte nella direzione di un risanamento obbligato – spiega l’assessore al Bilancio – Quel documento non è stato condiviso nelle maggioranze in cui ho partecipato né nei contenuti e né nei fatti. Sinceramente posso comprendere la delusione di chi ha creduto in una possibile sintesi. Probabilmente avrei fatto la stessa cosa da consigliere comunale ma questo poco importa”. Quanto alla possibilità di lasciare l’esecutivo: “In questo momento la mia posizione di assessore  è secondaria rispetto alle dimissioni di un sindaco, al capo di un’ amministrazione; quindi e’ opportuno attendere i prossimi giorni per vedere se ci sono le condizioni per condividere il nuovo percorso politico  a cui si sta lavorando. Ma l’ 8 giugno e’ vicino e presto sapremo cosa ci aspetta”.

MARRA AL VETRIOLO: “LA NOSTRA DIGNITA’ PRIMA DI QUALSIASI POLTRONA”

2-marra alibertiQuando il primo cittadino non parla, è solito farlo Brigida Marra, che mai si è risparmiata di intervenire nelle questioni politiche in seno alla sua maggioranza. E lo fa anche oggi, a nome dei colleghi Del Regno, Berritto e Formisano. Una dura dichiarazione al vetriolo all’indirizzo dei colleghi, diventati indipendenti. “In questi tre anni abbiamo lavorato per la nostra Città e soprattutto, così come avrebbe fatto qualsiasi componente di una famiglia, non abbiamo mai acceso i riflettori sugli assenteisti, ovvero, su quelle persone che pur facendo parte di questa maggioranza, di fatto, non hanno mai partecipato in questi tre anni alla vita amministrativa della stessa. Abbiamo condiviso, inoltre, la scelta di far entrare nell’esecutivo persone che addirittura non erano state elette dal popolo,  ma tutto questo, alla fine probabilmente non è bastato a coloro i quali, come annunciato già da qualche settimana avevano deciso di <<cambiare tavola>> e per questo motivo, in maniera premeditata hanno posto delle richieste rispetto alle quali, l’intento non era affatto la condivisione con questa maggioranza ma, una vera e propria imposizione finalizzata alla rottura. Siamo stati accusati di <<logica personalistica>>, e per rispetto di chi ancora fino ad oggi ritenevamo far parte di questa maggioranza, abbiamo evitato di rispondere. Abbiamo fatto silenzio quando hanno ribadito che non avevano fatto richieste personali. Non era vero”. C’è poco da commentare, il senso è decisamente esplicito. “Se i consiglieri Cirillo e Co. , hanno dichiarato di prendere le distanze da questa maggioranza a noi non resta che guardare avanti lasciandoci alle spalle il passato. Noi, resteremo fermi alle nostre responsabilità nel bene e nel male fino alla fine. La nostra dignità vale molto di più di qualsiasi poltrona. L’unica cosa che ci interessa, è governare con una squadra di persone che guardano con noi nella stessa direzione”. E questa squadra emergerà, qualora ci fosse, mercoledì sera in consiglio comunale.

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