Scafati. Servizio Civile: “posti ancora una volta riservati agli amici”

Di Adriano Falanga

“Quei posti saranno occupati da gente priva delle più elementari nozioni di grammatica e di sensibilità verso il proprio paese. Quei posti sono ancora una volta appannaggio di parenti, amici e conoscenti dei personaggi illustri della politica scafatese. Nulla di nuovo”. Parole pesanti, che esprimono tutta la desolazione di Annalisa Giordano, 24 enne scafatese delusa dalle selezioni per il nuovo servizio civile. Annalisa è una dei tanti esclusi, e non è l’unica ad esprimere perplessità sui criteri di scelta dei selezionati. E’ laureanda in Archeologia e Storia delle arti presso l’Università di Napoli Federico II. “Era la prima volta che mi accingevo ad una sfida “concorsuale” e la motivazione di volerci provare era dettata dalla tematica inerente al progetto denominato “Cooltura” di quest’anno: <<valorizzazione storie e culture locali>>”. L’obiettivo generale del progetto è quello di investire nella valorizzazione della cultura e storia locale in quanto considerata una risorsa economica per lo sviluppo locale, risorsa essenziale per la convivenza civile, il benessere dei cittadini, per sostenere i processi di crescita della città. L’idea è quella di portare avanti le azioni di sensibilizzazione avviate gli scorsi anni introducendo attività nuove con maggiore specificità. “Si potrebbe dire, a primo acchito, che il progetto sposa perfettamente anche il mio percorso di studi il quale mi ha sensibilizzato e resa consapevole del patrimonio culturale mondiale. Ma c’è anche un’ulteriore ragione che rende questo progetto legato ai miei percorsi di studio. Infatti da quasi 2 anni sono immersa nell’attività di guida specializzata presso il Museo Diocesano, ho fatto esperienze di scavo archeologico nei siti di Paestum, ho lavorato attivamente presso enti ed associazioni no profit, ho maturato esperienza come group leader all’interno di agenzie giovanili e turistiche – si sfoga la giovane esclusa – Un bagaglio di esperienze ricco che si somma anche ad altri ed ulteriori titoli che mi hanno per illusa di poter avere speranza nella selezione e nel potere, così, contribuire alla valorizzazione della mia città”. Poi la graduatoria dei 24 ammessi, e lo sconforto. “Vincitori persone appena 18enni senza alcuna esperienza pregressa nel mondo del lavoro o in ambiti associativi – precisa Annalisa – A parlare non è la rabbia né l’invidia per un obiettivo mancato ma la consapevolezza di vedere un divario di punteggio privo di logicità tra me e un candidato sprovvisto di qualunque altro titolo valutativo”. Insomma, classico esempio di “segnalazione diretta”, che premia l’amico e boccia il merito. “Questo sapere “come funziona” da parte di tutti e far finta di nulla mi allontana e disaffeziona alla mia città. Una città ferma al passato e che guarda al passato. Del resto non avrà mai il sapore di futuro una sistemazione per amicizia e non per merito”.

MATRONE: «Politica responsabile della delusione dei nostri giovani».

1-matrone«La graduatoria dei volontari da impiegare in progetti di Servizio civile nazionale presso il nostro Comune ha innescato una serie di polemiche e anche di attacchi violenti nei confronti dell’Amministrazione, accusata di aver truccato le selezioni”. Così il giovane consigliere comunale di Fdi, Angelo Matrone. “Io non affermo che la politica sia responsabile di favoritismi e raccomandazioni, non potrei mai farlo in assenza di prove certe, però dico che la politica è responsabile della delusione dei nostri giovani. I ragazzi di oggi spesso non puntano in alto, perché pensano che vadano avanti solo i “privilegiati”. E’ di questa amarezza diffusa che ritengo responsabile la nostra classe politica dirigente ed è per questo motivo che chiedo che vengano pubblicate in modo chiaro e facilmente accessibile a tutti i cittadini le motivazioni di attribuzione di ogni singolo punteggio assegnato a tutti i partecipanti idonei selezionati e non selezionati» la proposta di Matrone. «Solo così le ombre del sospetto svaniranno dall’operato della commissione valutatrice. Viva la trasparenza».