Scafati. Scuole a rischio sismico, mancano nove milioni di euro. Cinque i plessi vulnerabili

Scritto da , 11 settembre 2017

Di Adriano Falanga

Anno scolastico nuovo, problemi vecchi. A pochi giorni dal primo squillo di campanella che apre il nuovo anno scolastico, la città ritorna ad affrontare i problemi a questo legati. C’è l’aumento dei costi della refezione scolastica, i buoni libro, il trasporto, ma su tutti si ritorna a parlare di rischio sismico e vulnerabilità degli istituti di proprietà comunale. Quando le scuole a Scafati sono state costruite vigevano delle normative tecniche diverse da quelle attuali che sono in vigore dal 2008. Rispetto a quello che si chiama rischio sismico la normativa italiana è diventata nel tempo più esigente e, per certi versi, più precisa. Una scuola che rispettava le normative nell’epoca in cui è stata costruita può ovviamente non essere adeguata alle normative attuali. E poiché nessuna scuola è stata costruita dopo il 2008 si può concludere che nessuna scuola è sicura ai sensi della normativa vigente oggi. Questo non significa che gli attuali istituti posano crollare alla prima scossa, considerato che gran parte di questi hanno retto al drammatico terremoto del 1980, e successive scosse. Nel periodo 2008/2009 il comune di Scafati ha bandito gare per circa 160 mila euro per fare tali verifiche e per ottenere proposte di adeguamento sismico. Gli immobili comunali furono classificati e divisi tra quelli a bassa e alta vulnerabilità. La vulnerabilità sismica è la propensione di una struttura a subire un danno di un determinato livello, a fronte di un evento sismico di una data intensità. Sono cinque i plessi scolastici considerati altamente vulnerabili, nel dettaglio: le scuole medie Tommaso Anardi di via Melchiade, le elementari “Federico II di Borbone” di via Genova, le elementari e materne “Mariconda” di via Bernini, la scuole media “Samuele Falco” di San Pietro, le elementari e materne “Tenente Iorio” di via Martiri D’Ungheria.

Lo studio nel suo dettaglio non è mai stato pubblicato sul sito dell’ente, certo è che da allora l’ex amministrazione comunale Aliberti ha cercato timidamente di intercettare fondi per l’adeguamento. Nel 2016, dopo la denuncia di Cronache, la Giunta deliberò la partecipazione al bando per l’edilizia scolastica approvando cinque progetti e nominando Rup l’ingegnere Domenico Sicignano. Nel dettaglio, occorrevano oltre un milione di euro per l’adeguamento sismico dei cinque plessi scolastici. Euro 287 mila per via Genova; euro 150 mila per Mariconda, euro 252 mila per la Anardi, euro 252 mila per San Pietro in corso Trieste, euro 126 mila per via Tenente Iorio. Nel frattempo il consiglio comunale è stato sciolto e la commissione straordinaria lo scorso mese di aprile, nell’approvare il piano degli interventi prioritari delle opere pubbliche, ha riconsiderato anche l’adeguamento dei cinque istituti scolastici. Circa 9 milioni di euro l’importo progettuale preventivato dalla triade commissariale. Ma il tutto resta solo un mero atto di indirizzo politico, perché mancano i progetti e soprattutto la copertura finanziaria.

LA POLEMICA SUI FONDI PIU EUROPA E L’APPELLO DI SIM

Quando Cronache rese pubblico l’elenco dei cinque plessi scolastici considerati vulnerabili al rischio sismico, nacque una polemica tra il professor Gianpiero Russo, docente di ingegneria geotecnica alla Federico II di Napoli, e l’allora sindaco Pasquale Aliberti. <<L’adeguamento sismico delle scuole (a Scafati e nelle città che hanno beneficiato del PIU EUROPA) era possibile con i fondi del programma PIU’ EUROPA>> tuonò Russo, smentendo le dichiarazioni dell’ex sindaco che vincolavano i milioni di euro stanziati alle sole opere di riqualificazione urbana. <<I circa 15 milioni di euro del Più Europa spesi per rifare asfalti e marciapiedi in giro sarebbero stati più che sufficienti per adeguare forse l’intero patrimonio edilizio scolastico scafatese>> puntualizzava Russo. E le linee guida regionali sulla destinazione di questi fondi, tra le tipologie di intervento previste per il miglioramento delle condizioni di benessere dell’abitare in città indicavano chiaramente anche “l’adeguamento degli edifici alla normativa vigente per la sicurezza statica, sismica, anticendio”. Arriva oggi l’appello di Scafati in Movimento alla commissione straordinaria che guida Palazzo Mayer: <<Il Comune fin dal 2011 sapeva quali strutture avrebbero necessitato di importante manutenzione, ma ha trascurato lo studio che lo stesso ha commissionato per censire i propri edifici pubblici. Diventa adesso fondamentale avviare al più presto tutte le procedure per captare nuovi fondi destinati all’adeguamento sismico. La triade non può trascurare questo particolare, la sicurezza dei nostri figli prima di tutto, anche prima del Polo Scolastico>>

 

 

 

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