Scafati. Scintille nel Pd, Rinaldi: “no al gioco al massacro”. Cucurachi sdrammatizza.

Scritto da , 6 Agosto 2015
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Di Adriano Falanga

“Ad un gioco al massacro io non ci sto”. Invita a non prestare il fianco ai rivali politici, la segretaria cittadina del Partito Democratico, l’avvocato Margherita Rinaldi. “Credo, e sono fermamente convinta, che all’interno del circolo il dibattito debba porre al centro esclusivamente idee, progetti e prospettive nuove per la città – ammonisce la segretaria –  E’ su questi argomenti di merito che si deve aprire ogni confronto. Fughe in avanti, questioni legate a leadership, ambizioni personali, pur legittime, e obiettivi di carriera, se fini a se stessi, non portano a nulla di costruttivo e non devono, ne’possono, paralizzare l’azione del partito, almeno di quello che ho immaginato all’inizio del mio mandato e per l’unita’ del quale ho profuso, insieme al gruppo dirigente, ogni impegno ed energia”. La Rinaldi fa mente locale, sa bene che ripercorrere gli stessi sbagli può solo favorire la riconferma di Pasquale Aliberti. “Se si intendono ripetere gli errori già fatti in passato, o mantenere la dialettica politica interna su offese ed attacchi personali estranei ad un dibattito politico aperto e sereno, mi opporrò con ogni forza e con ogni mezzo possibile, almeno fino a quando rimarrò la segretaria del circolo”.

Ma Cucurachi sdrammatizza

Stempera la tensione Marco Cucurachi, e invita ad un maggior senso di responsabilità le anime del suo partito. “Non sono restio alla staffetta D’Alessandro – Grimaldi perché non e’ una questione personale mia ma e’ una questione politica e come tale va discussa e approfondita  nella sede competente e cioè il circolo del Partito Democratico – spiega il consigliere democrat –  così come tutte le questioni che riguardano le scelte politiche che un gruppo deve adottare. Se qualcuno pensa che io sia contro Grimaldi sbaglia di grosso perché ognuno di noi ha delle capacità e qualità che possono essere utili alla causa comune: vincere le elezioni a Scafati e tornare a governare la città”. Infine, Cucurachi ammonisce: “invoco, però, un maggior senso di responsabilità, soprattutto in questo momento topico, da parte di tutti. Il fuoco amico non e’ nelle mie corde”.

 

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