Scafati. Sansone si difende: “rispettato la legge”. Spunta ancora la Italy Service

Scritto da , 6 maggio 2017
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Di Adriano Falanga

Si dice tranquillo e fiducioso nel lavoro degli inquirenti, Filippo Sansone, ex amministratore delegato e presidente del collegio sindacale della Scafati Sviluppo. <<Ho ricevuto dalla Dia di Napoli un avviso di garanzia e la settimana prossima sarò ascoltato dal pm Montemurro – spiega Sansone – Sono entrati in casa mia e nel mio studio molto cortesemente e con modi gentili ed hanno rispettato la mia persona e la mia famiglia>>. Il professionista ha risposto alle domande che gli sono state poste, e fornito loro tutti gli atti in suo possesso inerenti la partecipata scafatese, fallita lo scorso mese, di cui è stato per due volte amministratore delegato e presidente del collegio sindacale. Acquisiti anche due cellulari a sua disposizione. <<Sono sereno e sicuro di essere e di aver fatto tutto nel rispetto della legge e nel rispetto delle mie funzioni di amministratore delegato e presidente del collegio sindacale – continua Sansone – Sono convinto e certo che la verità della mia innocenza sulle cose che mi sono state contestate sarà accertata e ho pieno fiducia nel pm Montemurro e nella polizia giudiziaria che hanno svolto il loro lavoro in modo corretto e professionale>>. Il professionista non è un nome nuovo nel panorama politico istituzionale scafatese. Già candidato nel 2008 con Pasquale Aliberti, in quel mandato ha ricoperto il ruolo di assessore allo sport. Con lui in lista anche Ciro Petrucci, l’ex vicepresidente Acse anch’esso indagato nell’inchiesta “Sarastra”. La lista era “Democrazia Federalista”. Nel 2013 Sansone è stato ricandidato nella lista “Azzurri”, finendo però non eletto. Il suo nome compare anche all’interno di un’intercettazione telefonica tra Petrucci e il boss Luigi Ridosso. Sullo sfondo dei lavori che la Italy Service avrebbe svolto per conto della Scafati Sviluppo, con ad Sansone. La stessa società, intestata al prestanome Mario Sabatino ma di fatto riconducibile al clan Loreto-Ridosso, dove risultavano assunti i cugini Gennaro e Luigi Ridosso. Secondo la tesi dell’antimafia la nomina di Petrucci a vice presidente Acse sarebbe frutto del patto elettorale mafioso di cui è accusato l’ex primo cittadino Pasquale Aliberti. Un patto “consumato” con l’appalto affidato (con Petrucci vice presidente) alla Italy Service, relativo alla pulizia degli spogliatoi Acse. La stessa ipotesi su cui oggi gli inquirenti vogliono far luce, vagliando quelle prestazioni effettuate alla Scafati Sviluppo dalla stessa società del clan.

SANSONE: DUE VOLTE DIMESSO

1-sansone filippoProbabilmente Filippo Sansone è tra i professionisti più esperti tra coloro che si sono alternati alla guida della sfortunata società di trasformazione urbana scafatese, dichiarata fallita lo scorso 6 aprile dal Tribunale fallimentare di Nocera Inferiore. Sansone ha guidato per la prima volta la Scafati Sviluppo fino al novembre 2011, quando fu costretto a dimettersi per impegni professionali. Presidente era Annalisa Pisacane (poi assessore alle politiche sociali). Al suo posto un altro candidato alibertiano, Giovanni Cannavacciuoli. Sansone accettò però di restare come presidente del collegio sindacale. Dopo la seconda tornata elettorale che vide confermato Pasquale Aliberti alla guida di Palazzo Mayer, Sansone fu nominato nuovamente ad della società, dove presidente era Antonio Mariniello. Un rapporto terminato però nel novembre 2014, con la stessa dinamica di quanto era avvenuto tre anni prima: dimissioni per impegni professionali. Da allora il commercialista era finito fuori dal teatro politico locale, dedicandosi in pieno allo studio professionale e alla passione per lo sport. Filippo Sansone è infatti allenatore di una squadra di calcio a 5.

 

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