Scafati. Ripulita la pista ciclabile. Ma c’è ancora da fare

Scritto da , 22 febbraio 2016
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Di Adriano Falanga

Qualcosa si muove sulla pista ciclabile. E non sono ancora le bici ma mezzi dell’Acse. Dopo la segnalazione di Cronache sul degrado della pista ciclabile inaugurata nel 2012 sulle sponde del fiume Sarno, l’amministrazione ha prontamente provveduto a dare una ripulita. “Abbiamo provveduto a pulire la pista ciclabile, il parco giochi e il parcheggio dall’immondizia lasciata dagli incivili. Seguirà anche l’intervento del taglio dell’erba”, scrive Pasquale Aliberti in rete. Una buona notizia, per il momento. Resta comunque che non è possibile usufruire della struttura per tutto il suo percorso, in quanto sui 5 km totali il tratto asfaltato è decisamente poca cosa. Non solo pulizia, ma anche messa in sicurezza, perché la pista è sconnessa, ha la staccionata in più punti rotta e pericolosa per la diretta vicinanza con il fiume, e soprattutto è buia, perché nel tempo i ladri hanno portato via i cavi elettrici. Un lavoro economicamente non semplice, in tempi di crisi per le casse comunali. Non essendoci un vero servizio pubblico dedito alla Manutenzione, il Comune più volte ha provato a dare in gestione la pista ad associazioni private, ma nonostante la buona volontà, non è affatto semplice tenerla pulita e in ordine per l’intero tratto. “Strade da asfaltare, più pulizia, nuove strutture sportive, più verde pubblico, più lavoro – scrive ancora Aliberti – le vostre sono sicuramente richieste legittime. È evidente anche però che noi ci stiamo mettendo passione e impegno e che Scafati è oggi una città migliore di quella ereditata 8 anni fa”. Originariamente non doveva essere così, perché il progetto aveva previsto il “bike Sharing”, o meglio il noleggio pubblico delle biciclette. Il regolamento fu approvato all’unanimità in consiglio comunale il 4 dicembre 2013. “Dalle entrate per la vendita degli abbonamenti si recupereranno i costi di manutenzione e gestione del servizio” spiegava il sindaco Pasquale Aliberti. “Furono previste tre postazioni, ognuna con 10 biciclette ed un totem di gestione attraverso il quale l’utente veniva riconosciuto dal sistema attraverso una tessera magnetica per il prelievo ed il deposito della bici. Per il prelievo delle bici bisognava munirsi di una tessera magnetica, rilasciata dal settore Sport, il cui costo giornaliero era di Euro 2, settimanale di Euro 5, annuale di Euro 25. E furono anche acquistate le bici, soltanto che oggi giacciono (o dovrebbero giacere) in un deposito presso la vecchia manifattura dei tabacchi.

1-postazione bici (2)I costi e la quantità di queste biciclette sono vaghi, almeno stando a quanto spiega l’assessore allo Sport Diego Chirico: “Credo siano una quarantina di biciclette – poi spiega perché sono finite in deposito – Il sistema studiato all’epoca è poco conveniente perché utilizza un software troppo costoso. Per il futuro stiamo dialogando con le Associazioni del territorio per capire come poter utilizzare le bici in maniera gratuita per i cittadini installando i punti di consegna nei pressi di punti nevralgici e locali frequentati”. La pista ciclabile fu realizzata in parte con fondi Piu Europa e in parte con fondi erogati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, costo del progetto 1,6 milioni di euro. Costeggia il fiume Sarno, e non attraversa la città, questo la rende più vicina a una struttura sportiva e amatoriale che una vera alternativa ai trasporti pubblici. Ed è ciò che qualcuno chiede al primo cittadino sulla sua pagina Facebook ufficiale: “una pista ciclabile così, (solo poche centinaia di metri e che non passa per la città) ci serve a poco; serve solo per fare una passeggiata. Alla città serve una pista ciclabile vera che attraversa le principali strade della città, la pista deve stimolare i cittadini a usare la bici con enormi benefici ambientali, di salute ed economici”. Facile a dirsi, meno a farsi. Scafati è tra i comuni demograficamente più abitati, significa che lo spazio libero per strade e aree verdi è occupato da palazzi e case. Le strade sono strette, le auto tante, lo spazio è poco. Dove costruire una pista ciclabile urbana?

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