Scafati. Rendiconto, non c’è accordo. Identità Scafatese insiste: “azzeramento cda Acse e giunta”

Scritto da , 31 maggio 2016

Di Adriano Falanga

Non è bastato il week end a far cambiare idea ad Alfonso Carotenuto, deciso a rassegnare le proprie dimissioni, o a disertare il voto al Rendiconto, fissato all’8 giungo prossimo in un nuovo consiglio comunale. Il consigliere di maggioranza è uscito allo scoperto sabato scorso, esprimendo la sua netta contrarietà al clima politico di queste settimane, che ha creato una profonda frattura nella sua compagine consiliare. Non era presente ieri sera alla riunione di maggioranza, nella quale si è provato a trovare una sintesi tra i dissidenti di Identità Scafatese e Pasquale Aliberti. Si prova a mediare, la maggioranza aveva chiesto al presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola più tempo a disposizione prima del voto, tempo utile per trovare la giusta quadra. “Carotenuto è una grande risorsa, ha fatto bene, dall’alto della sua esperienza, a dare una scossa a tutti”, getta acqua sul fuoco Teresa Formisano. Non è un buon momento però, perché Stefano Cirillo, Daniela Ugliano, Bruno Pagano e Roberto Barchiesi non sono disposti a cedere nelle loro proposte. Non possono accettare un accordo “a scadenza” per non alimentare le polemiche di chi li vede solo interessati a qualche poltrona, facendoli passare per ricattatori. Certo è che non tutte le proposte sono tecnicamente attuabili nell’immediato, ma entro l’8 giugno diventa fondamentale l’azzeramento del cda dell’Acse, con le dimissioni di Eduardo D’Angolo in testa, e l’azzeramento della Giunta e delle deleghe ai consiglieri. Insomma, bisogna staccare la spina con la vecchia amministrazione e nel segno di un nuovo corso, rimodulare ognuna di queste posizioni. Tradotto in parole povere, ad Aliberti non viene più riconosciuta la gestione unilaterale della macchina amministrativa scafatese. Sarà pur sempre il sindaco, e a lui resterà il potere di nomina, ma bisognerà ponderare meglio, e con la stessa maggioranza, le scelte future.

1-d'angoloD’Angolo è alla guida dell’Acse fin dal primo mandato sindacale, l’unico fedelissimo (con Giovanni Cozzolino e Immacolata Di Saia) considerato intoccabile dal primo cittadino. E la richiesta di un azzeramento totale arriva anche dal Pdl di Pasquale Coppola e Pasquale Vitiello. I due consiglieri sono pur sempre parte della maggioranza elettiva, e il primo cittadino ha aperto anche con loro margini di trattativa. Ma oltre all’azzeramento delle partecipate e della giunta, i due chiedono le dimissioni del primo cittadino, condizione imprescindibile per aprire una nuova fase per un nuovo patto politico. Dal canto suo Aliberti appare tranquillo, lasciando intendere, come solito fare, di avere già il jolly in mano da giocarsi come estremo tentativo. E questo potrebbe essere l’accordo con il Cotucit di Michele Raviotta e Filippo Quartucci, seppur ufficialmente il capogruppo della civica di minoranza prende le distanze. Sullo sfondo la protesta silenziosa di Mimmo Casciello, su cui è necessario aprire una parentesi. Il consigliere eletto nelle fila dell’Udc ha pubblicamente ammesso di non votare il Rendiconto, così come ha più volte anche riconosciuto di essere demoralizzato per non aver avuto il sostegno dai suoi colleghi per l’entrata in giunta. “Non posso essere sempre l’unico a sacrificarmi – ha diverse volte spiegato Casciello – e quel posto in Giunta lo merito più di molti altri”. E non ha tutti i torti, se non fosse che Casciello assessore aprirebbe le porte all’Assise a Giacinto Grandito, ex assessore al Bilancio e Vicesindaco, oggi vicino a Pasquale Coppola. Eppure, Pasquale Aliberti non sembra essere preoccupato dalle posizioni del consigliere di Cappella, anzi, sembra non curarsene proprio. Secondo indiscrezioni, Casciello mai si renderebbe responsabile della caduta del primo cittadino, e se il suo dovesse essere il tredicesimo voto, non dovrebbe far mancare il sostegno. Di contro, c’è anche chi ci vede dietro un silenzioso accordo con Coppola, che potrebbe (ri)sponsorizzare l’entrata in giunta di Casciello per agevolare l’entrata di Grandito e fare un gruppo a tre con Vitiello. Ma tutto è teorico, perché nel concreto stiamo parlando di un radicale cambiamento dell’intera squadra alibertiana, dove i fedelissimi del sindaco rappresenterebbero una componente minoritaria, e Aliberti non avrebbe più gli uomini giusti al posto giusto. Inoltre, il primo cittadino rischierebbe di dare immagine di chi è disposto a tutto, pur di conservare la fascia tricolore. Una brutta storia da cui venirne fuori entro mercoledi 8 giugno.

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