Scafati. Raccolta abiti usati, Sim: “verificare il servizio”

Scritto da , 29 ottobre 2015
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L’associazione Scafati In MoVimento  (M5S Scafati) ha protocollato una richiesta al sindaco per chiedere di verificare il servizio della raccolta abiti usati.

“In particolare vogliamo conoscere le effettive finalità e se siano realmente quelle di aiutare chi veramente ne ha necessità e non come sembra a scopo di lucro. Crediamo infatti che questo servizio sia totalmente inefficiente e  inutile, e per questo chiediamo  la rescissione del contratto con la ditta di Ercolano eurofrip srl al quale il comune versa 6.000 euro all’anno – scrivono gli attivisti – Infine, vogliamo far notare, come il messaggio riportato  sui cassonetti gialli preposti alla raccolta dei vestiti usati, siano quasi identiche a quelle che l’antitrus ha giudicato ingannevoli quindi si necessita di cambiare la frase per far capire il reale funzionamento del servizio che reimmette gli indumenti usati nel mercato dell’usato e in altre filiere che nulla hanno a che fare con i veri bisognosi come si lascia erroneamente credere. L’amministrazione deve assicurare ai cittadini che il servizio di raccolta indumenti abbia come fine quello di aiutare chi veramente è in difficoltà evitando che sia a scopo di lucro per un privato o che si vada ad alimentare il mercato nero senza riscontrare alcun aiuto per la collettività che paga il servizio profumatamente . In più c’è bisogno di fare  una campagna di sensibilizzazione sul recupero dei capi e informare i cittadini sul suo funzionamento e fine ! Il m5s  non avrebbe perso tempo a chiudere i legami con la ditta di Ercolano , dirottando i 6.000 euro verso il sociale e dando la gestione del servizio interamente all’istituzione  scafati solidale che già conosce le reali  situazioni di necessità ad esempio attraverso la gestione dei pacchi alimentari . A questo punto siamo curiosi di sapere cosa ne pensa il CDA, presenziato dal presidente in carica Granata e dai consiglieri Celiberti e De Rosa. Da tener presente che i cittadini portano i loro indumenti usati, non solo ai cassonetti gialli ma anche all’acse che non si sa come gestisce questa raccolta e se ne ricava profitti”.

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