Scafati. Quote rosa, veleno tra Acanfora e Santocchio

Scritto da , 21 maggio 2016

Di Adriano Falanga

“Santocchio e Ciardi lo hanno preso di nuovo nel c..o senza offesa e scusate il francesismo”. Al telefono è l’assessore all’Urbanistica Nicola Acanfora che tramite un messaggio vocale con malcelato entusiasmo comunica alla sua maggioranza consiliare la pronuncia del Consiglio di Stato sul ricorso relativo alle quote rosa, presentato appunto dalla signora Anna Ciardi e dal consigliere di Fdi Mario Santocchio. “Credo sia una buona notizia per tutti, perché so che tutti mi volete bene – spiega ancora Acanfora – la giunta è ancora in sella, a meno che non siate voi a cacciarmene domattina. Almeno non me ne caccia Santocchio, è già un’altra cosa”. L’esposto fu presentato in prima battuta al Tar nell’aprile 2015, per la sospensione della nomina del neo assessore a delegato al Commercio (oggi passato all’Urbanistica), in quanto, secondo i proponenti, non erano stato rispettate le quote rosa così come impone la legge del Rio. “Le azioni di questa opposizione vogliono solo colpire e rallentare questa amministrazione cercando di intimidirla e distrarla. Tanto tempo tolto alla Città solo per spiegare e difendere il nostro operato” aveva fatto sapere giovedì pomeriggio l’assessore, dopo aver appreso la notizia. “L’assessore Acanfora è ancora sub iudice la vertenza non è stata ancora decisa nel merito. Attualmente la decisione resa dal Consiglio di Stato si fonde su di un errore giudiziario perché’ la Corte ha emesso la decisione su di un presupposto falso e cioè che il Sindaco pro tempore prima della nomina di Acanfora avrebbe espletato una procedura per nominare una donna e nessuna avrebbe dato la disponibilità – replica Santocchio – Relativamente al giudizio di revocazione tenuto davanti al Consiglio di Stato lo stesso è stato dichiarato inammissibile per vizio di notifica. Resta il fatto che l’attuale giunta si regge su di un errore giudiziario. Abbiamo presentato istanza per la trattazione nel merito della causa quindi l’assessore Acanfora resta sub iudice”. Non molla l’ex assessore all’Urbanistica del primo mandato di Aliberti. “Dall’assessore Acanfora aspettiamo le scuse diversamente provvederemo a compulsare la magistratura e segnalare la cosa al Consiglio dell’ordine dove iscritto come praticante avvocato – poi la stoccata ad Aliberti – ancora una volta mistifica la realtà in quanto non ha vinto un bel niente e resta la sua attitudine alla violazione della legge e fatto ancora più grave e che per lui le quote rosa valgono solo in famiglia per gli altri solo cavilli ed ostacoli, per noi le quote rose sono un principio cui vale la pena di lottare”. L’attuale giunta conta ancora oggi la sola presenza di Annalisa Pisacane: “mancano ancora due donne” conclude Santocchio.

Consiglia