Scafati. Quell’idea dei “volontari per la sicurezza” armati di telefonino.

Scritto da , 8 marzo 2016
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Di Adriano Falanga

L’omicidio del giovane marocchino e il falso allarme bomba alla biblioteca Morlicchio riportano in prima linea l’annoso e mai risolto problema della sicurezza. Poche le forze dell’ordine impiegate in città, e un corpo di Polizia Municipale che non arriva neanche alla metà dell’organico previsto dalla legge, per una città come Scafati, che supera i 50 mila abitanti. Il movimento Noi Con Salvini ha recentemente proposto il supporto dei “volontari per la sicurezza”, gruppi di cittadini armati di telefonino comunemente chiamate ronde. Una proposta sposata dal sindaco Pasquale Aliberti, che in questi gruppi ci ha intravisto la possibilità di fare prevenzione, prima che i reati vengano consumati. Le ronde potrebbero essere adoperate come “occhio vigile” territoriale, sia a contrastare azioni vandaliche contro il bene comune, sia a segnalare per tempo eventuali situazioni sospette. Aliberti durante il convegno di presentazione del movimento leghista facente capo a Mariano Falcone, aveva espressamente citato il “quartiere Vetrai”, dove tra la comunità di immigrati regolari risultano esserci frange di clandestini poco inclini al rispetto civico. Del resto, l’omicidio di Azzam sembra essere nato proprio in queste frange, mentre la comunità regolarmente residente ha contribuito alle indagini. Nel quartiere Vetrai fu tempo addietro installata una videocamera nei pressi di piazzetta Sansone, oggi riqualificata da un’associazione del posto. Lo strumento è scomparso, e la zona resta scoperta e difficile da sorvegliare anche perché parliamo di una fitta rete di vicoli e vicoletti molto spesso impossibile da praticare con l’auto. Questa difficoltà rischia di ghettizzare il quartiere, evenienza ad oggi scongiurata solo dai residenti del posto, comprese le famiglie di origine straniera, che cercano di resistere al degrado che pure avanza.

3-palazzo abbandonatoLa speculazione edilizia degli ultimi trent’anni ha infatti creato nuovi e popolosi quartieri residenziali in zone un tempo considerate periferia, svuotando di fatto il centro cittadino. Oggi piazza Vittorio Veneto, via Cesare Battisti, corso Trieste e vicoli annessi si presentano come un perimetro morto commercialmente. Gli immobili, sempre più difficili da locare, hanno perso notevolmente valore arrivando a toccare canoni d’affitto ultra popolari. Lo svuotamento del quartiere e la mancata ristrutturazione hanno lasciato decine di vani abbandonati a se stessi ed è qui che molto spesso trovano riparo non solo persone disagiate, ma anche clandestini, non sempre animati da buone intenzioni. “Ancora una volta è dimostrato che i falsi profughi che arrivano in modo illegale in Italia non sono risorse ma problemi. L’immigrazione va fermata e regolamentata – così Mariano Falcone, che da consigliere comunale fu promotore di quella videocamera nel quartiere Vetrai oggi scomparsa – chiedo anche un censimento urgente degli immobili occupati” conclude il salviniano.

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